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15 febbraio 2012

ERA MIO ZIO.


Il 7 febbraio 2012 è  scomparso prematuramente Giuseppe Barbato, per gli amici  Peppe. Chi era Peppe Barbato?Porsi questa domanda nella nostra azienda  significa cimentarsi in  un esercizio di pura retorica. Peppe era conosciuto da tutti. Tutti ne apprezzavano le immense doti umane e morali. Tutti provavano per lui quell’affetto che solo le persone integre e leali sanno suscitare. Non voglio però cedere all’enfasi  della commemorazione: la morte stende un velo di santità su tutte le umane esistenze. Peppe non era un eroe,era un uomo semplice. Ma forse come recita il testo di una vecchia canzone”gli uomini semplici sono sempre eroi” perché “gli alberi, le nuvole con il vento sbandano, loro invece restano ,resistono…”.Peppe era tutto questo. Era un baluardo contro l’arroganza,la presunzione, la maleducazione,che smontava con la disarmante mitezza del suo carattere. Era un obelisco sul quale erano incisi in modo indelebile  valori nobili quali l’amicizia,la famiglia,la dedizione al lavoro…Il suo prodigarsi per gli altri,il suo darsi senza parsimonia,lo avevano reso un’icona,la rappresentazione vivente della generosità. Era l’amico per antonomasia . Sempre disponibile,se avevi bisogno di un aiuto,potevi chiederlo a Peppe:la tua richiesta non sarebbe rimasta inevasa . La mia stessa presenza in questa azienda è frutto di questa sua generosità. Quando venne pubblicato il bando del famoso “Concorsone”,vivevo in un'altra città. Peppe compilò per me il modulo della domanda di partecipazione al concorso, consegnandolo personalmente. Mi telefonò, raccontandomi, che per consegnare la domanda,aveva fatto un chilometro di fila,sorbendosi i miasmi provenienti da un negozio che lavorava baccalà. Il suo intento,nemmeno tanto nascosto,era quello di indurmi a sostenere i test preliminari di ammissione. Come aveva sperato quella telefonata mi costrinse moralmente a partecipare alle selezioni. Glielo dovevo, come gli devo tante altre cose. Per questo alla domanda chi era Peppe Barbato?,rispondo semplicemente, ma con assoluta fierezza: era mio zio.              




                                                                                                                             Rosario Mele