Egr. Assessore,
la sua lettera aperta sembra il commento di un fanciullo che abbandona il candore dell’innocenza e scopre il becero mondo degli adulti dove la cattiveria ed il cinismo la fanno da padroni.
Non ho apprezzato l’ingresso della politica nei corridoi della mia azienda , né le scellerate scelte di politica aziendale legate agli indirizzi delle passate amministrazioni. E il tempo mi ha dato purtroppo ragione. Unico è la peggiore applicazione di un buon concetto, EAV è per me, quando sono di buon umore, un mondo incomprensibile.
Ma peggio di una cattiva idea c’è solo una non-idea. Ultimamente mi domando: cosa faremo da grandi? Ora sono più rilassato, poiché leggo con piacere che i miei dirigenti hanno “completa autonomia gestionale”, quindi mi sapranno dare indicazioni. E qualora non lo sapessero potranno sempre andare a chiedere alla “proprietà”, come si dice nel privato. Ma non è la Regione? Guarda un po’ se proprio io devo gettare una corda (saponata?) ai miei dirigenti.
Ma quali sono gli indirizzi politici (la strategia)? Quali sono gli indirizzi di politica aziendale (la tattica) in aderenza agli indirizzi politici?
Ella può dare giustamente colpa agli avi bassoliniani ed ai suoi discepoli cascettiani e di conseguenza alle scellerate scelte imposte a una management propenso ad…allinearsi.
Ma per la posizione che occupa, per inciso nessuno la obbliga a fare l’Assessore, ha invece l’obbligo di tracciare un percorso verso una destinazione. Si chiama continuità amministrativa, per distinguerla dalla discontinuità politica.
Il risanamento? Trovi le risorse, avvii o faccia avviare un lavoro di ristrutturazione e riorganizzazione VERO. La pagliacciata dell’ultimo organigramma (si può vedere sul sito dell’EAV) non ha commenti. Uno per tutti: il dirigente con la responsabilità per i contratti Attivi e quello per i contratti Passivi. Anzi dato che manca quest’ultimo, facciamo un concorso esterno. Totò diceva: ma mi faccia il piacere!
Il fallimento? Se ne assuma la responsabilità, con noi lavoratori e con l’utenza. E già, perché quello che manca a tutto questo ragionamento è la coscienza dell’elevato impatto sociale che ha il collasso di un sistema di trasporto. Ma come la benzina è alle stelle, si deve rilanciare l’economia per uscire dalla crisi e noi che diciamo: andate a piedi?
La sensazione che ho è che tutto questo tentennare è dovuto non ad un vuoto di idee ma all’obiettivo di distruggere per svendere. Mi ricorda l’Alitalia, dove tutti i politici facevano i fatti loro ed un giorno si sono svegliati vergini incinte con un debito alle stelle.
Cordiali saluti.
ing. Giulio Fiore
RETE Circumvesuviana
ORDUNQUE QUESTO BLOG, UN TEMPO PUNTO DI RIFERIMENTO DI UN CONSIDEREVOLE NUMERO DI FERROVIERI, OGGI RIAPRE I BATTENTI PER ESSERE SEDE DI UN MOMENTO DI SPENSIERATEZZA QUOTIDIANA. CHI TEN A CAPA FRESCA E VUOLE PERDERE CINQUE MINUTI DEL PROPRIO TEMPO PREZIOSO, PASSI PURE DI QUI E PROVI A DARE SOLUZIONE AL REBUS QUOTIDIANO.
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