ORDUNQUE QUESTO BLOG, UN TEMPO PUNTO DI RIFERIMENTO DI UN CONSIDEREVOLE NUMERO DI FERROVIERI, OGGI RIAPRE I BATTENTI PER ESSERE SEDE DI UN MOMENTO DI SPENSIERATEZZA QUOTIDIANA. CHI TEN A CAPA FRESCA E VUOLE PERDERE CINQUE MINUTI DEL PROPRIO TEMPO PREZIOSO, PASSI PURE DI QUI E PROVI A DARE SOLUZIONE AL REBUS QUOTIDIANO.
BREVI, FLASH, ANNUNCI.....
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27 ottobre 2012
DA IL MATTINO DI NAPOLI
Francesco Gravetti
Sono state ben 11 le corse soppresse ieri alla Circumvesuviana. Una debacle che conferma il trend negativo degli ultimi tempi e lascia presagire giorni difficili per chi dovrà viaggiare.
Resta irrisolto il problema della manutenzione dei treni e della loro disponibilità quotidiana: oggi, per esempio, sono pronti 52 treni ma ieri sera in officina ce n’erano altri sei parcheggiati e in attesa di essere aggiustati.
Fino a qualche settimana fa i treni erano più di 60. Ora tutto torna come prima. Se non peggio. Il maltempo in arrivo potrebbe provocare ulteriori danni ai convogli. Uno scenario da incubo.
In mattinata sono saltate due corse, quella delle 7,18 da Napoli verso Baiano e quella delle 7,46 verso Torre Annunziata. Tra le 14 e le 16, invece, il buio: interessate quasi tutte le tratte, da Sarno a San Giorgio, passando per Poggiomarino. Infuriati i viaggiatori. Lunghe attese, display spenti o comunque non forniscono aggiornamenti in tempo reale.
Al caos si aggiunge la tensione tra dipendenti e azienda. Il ritardo nell’erogazione degli stipendi e la vertenza sulla revisione dei turni di lavoro di macchinisti e capitreno ha generato un muro contro muro che ha escluso finora ogni tipo di confronto.
«Registriamo solo irrigidimenti e scarsa propensione al dialogo: la conseguenza è questo stato di cose sempre più drammatico.
Ormai i lavoratori sono costretti ad una dura battaglia per tutelare i loro diritti. Le parti sono distanti e l’autunno caldo che tanto temevamo si avvicina rapidamente. È necessario che la Regione e l’azienda prendano coscienza del fatto che senza il contributo essenziale dei lavoratori non si va da nessuna parte», dice Luca Del Prete dell’Or.sa. Anche quelli della Faisa – Cisal la pensano allo stesso modo: «Abbiamo già ampiamente evidenziato che il personale interessato a dare maggiore produttività è sempre lo stesso, ovvero quello legato all’esercizio, e che tutti i recuperi effettuati fino ad oggi non hanno portato nemmeno un centesimo nelle tasche dei lavoratori, che anzi si sono impoveriti rispetto a tanti altri. Facciamo appello anche alle altre organizzazioni sindacali in modo da ostacolare eventuali atti unilaterali che speriamo la nostra azienda non voglia mettere in atto».
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