ORDUNQUE QUESTO BLOG, UN TEMPO PUNTO DI RIFERIMENTO DI UN CONSIDEREVOLE NUMERO DI FERROVIERI, OGGI RIAPRE I BATTENTI PER ESSERE SEDE DI UN MOMENTO DI SPENSIERATEZZA QUOTIDIANA. CHI TEN A CAPA FRESCA E VUOLE PERDERE CINQUE MINUTI DEL PROPRIO TEMPO PREZIOSO, PASSI PURE DI QUI E PROVI A DARE SOLUZIONE AL REBUS QUOTIDIANO.
BREVI, FLASH, ANNUNCI.....
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3 novembre 2012
DA IL MATTINO DI NAPOLI DEL 3 NOVEMBRE 2012
Francesco Gravetti
Nel repentino cambio dell’annuncio ai viaggiatori in mattinata, al terminal di Porta Nolana della Circumvesuviana, c’è la chiave per interpretare la giornata di ieri, fatta di ritardi pazzeschi e soppressioni, di corse ridotte al lumicino e disagi enormi. Il primo annuncio: «Le corse non possono essere garantite a causa dell’agitazione del personale». Il secondo (pochi minuti dopo): «Le corse non possono essere garantite a causa dei guasti ai treni». La realtà è che quella dei macchinisti e dei capitreno non è stata un’agitazione quanto piuttosto un messaggio ai vertici della Circum: la collaborazione è finita, la pazienza pure. Mai più su treni poco sicuri, mai più tolleranza in nome della continuità del servizio. E così, uno dopo l’altro, sono stati scartati decine di treni: questo non parte perché non funzionano i fari (di sera), questo per via dei tergicristalli, quest’altro per il caricabatterie (che per un treno alimentato dall’elettricità è importantissimo), quest’altro ancora presenta preoccupanti perdite d’aria. Tutto legittimo: i macchinisti hanno il diritto di rifiutarsi di salire su un treno che non dà garanzie, tanto più che si tratta di problemi ben noti, che non possono essere in alcun modo confutati. Il risultato, però, è che ieri prendere un treno della Circumvesuviana è stato pressoché impossibile.
I pendolari sono rimasti ore sulle pensiline e, soltanto a Porta Nolana, polizia e carabinieri sono intervenuti almeno quattro volte, chiamati proprio dai viaggiatori. Intorno alle 17 molti cittadini hanno occupato i binari, esasperati: non sapevano come tornare a casa e, soprattutto, lamentavano di non ricevere alcuna informazione dagli impiegati della stazione di Porta Nolana. Ore di tensione e rabbia, tutti contro tutti e caos generale. Un dipendente, spintonato, si sente male: lo portano via in ambulanza, ma si riprende presto.
Anche le forze dell’ordine hanno dovuto prendere atto che non c’era nulla di irregolare nell’interruzione del servizio: verbali alla mano, i treni non erano a posto e non potevano partire. Alle 13 le corse soppresse erano già 25, a fine servizio erano più che raddoppiate. E quando passavano, i treni accumulavano ritardi fino a 40 minuti: «Il treno da Sorrento invece che alle 7,22 è partito alle 7,40. Io ci sono abituato ma c’erano dei turisti che hanno perso il treno delle 9 per Roma, che vergogna», dice un pendolare.
Le questioni che dividono l’azienda dai lavoratori, ormai, sono tantissime: dal ritardo degli stipendi, al taglio del personale, fino ai nuovi turni di servizio per macchinisti e capitreno. Questi ultimi dovrebbero partire lunedì, ma le premesse non sono affatto tranquillizzanti: i lavoratori sono decisi a proseguire nel loro atteggiamento poco collaborativo e il muro contro muro dovrebbe andare avanti a lungo. Dicono gli esponenti dell’Or.sa., il sindacato autonomo che ha tra i suoi iscritti la maggioranza dei macchinisti e dei capitreno: «Noi non siamo contrari a discutere di produttività, ma poniamo delle condizioni essenziali. Tra queste, il rilancio del servizio e la sicurezza dei lavoratori». E sui tagli al personale aggiungono: «In Circum rappresentano il 24% del personale, ci dicano se vogliono la morte di questa azienda per poi privatizzarla».
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