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18 aprile 2015

SOTTO L’ULIVO, PACE E BUONA PIZZA.

BRUNO VINCI

 E da un po’ che non scrivo per il blog, ma ci sono momenti che non si possono vivere senza condividere con chi vivi e lavori, il segreto dell’umanità è questo, il futuro è condividere ciò che da benessere ;fossero anche solo pensieri o rari momenti di pace.
A volte questi momenti magici capitano ,in posti impensabili, siamo abituati a pestare i piedi su questa nostra terra senza pensare chi altri ci sono passati e a non vedere le testimonianze di quegli antichi passi.
Ebbene poco lontano dalla ns. stazione di Baiano, vi è Mugnano del Cardinale, un paese come tanti in Campania dal passato contadino e crocevia di culture e viandanti che attraversavano l’antica via Appia romana che andava in puglia: la SS 7 bis che andava nell’allora Apulia fino a Brindisium.


Ebbene una sera preso dai miei pensieri mi sono fermato a questa pizzeria dell’Ulivo, che in zona già conoscevo. Mancavo da essa da circa due anni e mezzo riscoprendola rinnovata in meglio come sapori e sala, il cordiale proprietario, Antonio, nel profondo rispetto di una pianta d’ulivo all’interno del cortile della pizzeria, pianta maestosa e imponente, che risale al XII° secolo, aveva rinnovato la sala rendendola calda e accogliente ed esaltata la presenza ambientale e coreografica di luci esterne esaltanti le forme antiche e ancestrali delle cavità e nodosità di tale arborea, vetusta imponenza, antica di quasi mille anni, diretta discendente degli ulivi che circondarono il raccoglimento di Cristo nel giardino di Getsemani.


Mentre mangiavamo, in una atmosfera tranquilla è serena nell’atmosfera una musica celtica molto lieve che contribuivano ad ipnotizzare lo sguardo su quella corteccia baciata da un inimmaginabile numero di albe e ricoperta da innumerevoli notti stellate, si, mi sentivo rapito da quella magica longevità.


E gustandomi una delicata pizza ai quattro formaggi, talmente delicata che svaniva senza peso nel mio stomaco lasciando spazio per altre pietanze dal gusto forte e aromatico, come solo l’antica terra dei Lupi, l’Irpinia sa dare. Mangiando immaginavo antichi ragazzi di secoli fa, una coppietta di contadini che dopo essersi rincorsi nei campi, si abbracciavano all’ombra di quell’antico ulivo, che come antica balia di tempi remoti e più casti, sorvegliava la passione esuberante di quegli antichi baci.
Quando mi alzai soddisfatto dal tavolo, pensai che ci sarei ritornato ancora, una bella serata, ottimo cibo, atmosfera serena, spirito tranquillo, magia vivente di quei nove secoli di storia che avevo di fronte a me, non so, ma siamo stati benissimo anche se a qualcuno, sembrerà esagerato.


Bruno Vinci



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