BREVI, FLASH, ANNUNCI.....

NON PERDERTI LE NOTIZIE DEL BLOG, "CACCIA" 1 EURO AL MESE E SARAI AVVISATO, VIA EMAIL IN TEMPO REALE. SONO ESCLUSI GLI INSERZIONISTI E CHI DI TANTO IN TANTO "OBOLA". ESSI GIA' USUFRUISCONO DEL SERVIZIO. GIONA

25 marzo 2015

DAL COLLEGA FRANCESCO DI PALMA RICEVO E VOLENTIERI PUBBLICO






DALL'AMICO, COLLEGA NONCHE' REDATTORE CAPO DI QUESTO BLOG, RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

GRAZIE A TUTTI!

Il mio amico-collega Giovanni “GioNa” Navarone, Webmaster di www.vesuvianando.blogspot.it (unico strumento di inform
azione-contrinformazione per i Lavoratori dell’EAV, vista la scomparsa di ogni altra pubblicazione!) mi invita a scrivere qualcosa su quanto mi è accaduto.
Ed eccomi qui, mercoledì 25 marzo – ore 8.15, a fare il punto della situazione: dunque, nella notte fra il 13 e il 14 ho avuto un attacco di edema polmonare. D’improvviso, in piena notte, verso le 2.30 circa, mi è incominciato a mancare il respiro! Ho cercato di non allarmarmi particolarmente ma, visto che il respiro era sempre più faticoso, ho svegliato mio figlio Emanuele, invitandolo ad accompagnarmi al Pronto Soccorso. Anche perché la Guardia Medica di Portici, per telefono, mi aveva suggerito di farmi una siringa di
Bentelan, senza venire a casa a visitarmi… Cosicché mi son trovato all’Ospedale Santa Maria di Loreto Mare a Napoli in men che non si dica… Pensavo che mi facessero ‘sta benedetta siringa di Bentelan, invece il Dottor Raimondo Calvanese ha disposto l’immediato ricovero all’UTIC, su una barella, lasciando sbigottiti e perplessi sia me che mio figlio. La notte e il giorno successivo trascorsi lì e poi in un letto della Divisione di Cardiologia, con tanto di pigiama indossato in un secondo momento e parenti al seguito. Un serio consulto fra vari cardiologi e mi viene proposta l’installazione di un impianto di defibrillatore automatico biventricolare, effettuata dal Dottor Michelangelo Cancello (da tutti, medici-infermieri-pazienti, definito il number One!).



Giovedì 19 marzo vengo dimesso, anche se, ovviamente, con i punti da togliere e tutta la terapia da continuare. Cosa che, attualmente, sto ancora facendo…
In tutto questo periodo, ho avuto innumerevoli attestati di stima ed affetto, tramite Facebook, sms, telefonate, visite: colleghi dell’ex Circumvesuviana in primis, dell’ex Cumana, amici di Inter Club della Campania (ma non solo…), di movimenti culturali, di associazioni sindacali, di gruppi giovanili, di circoli sociali, di centri parrocchiali. Ho ricevuto anche telefonate da parroci ultraottantenni e da colleghi ora conosciuti… A tutti, nessuno escluso, proprio a tutti dico semplicemente: “Grazie!”. Di Cuore (senza nessuna battuta, eh?)…

EMILIO VITTOZZI


23 marzo 2015

LA RECENSIONE DI ERMES BARBATO

IL NOSTRO NUOVO RECENSORE ENO-GASTRONOMICO, 
ERMES BARBATO

Ispirato dal maestro Emilio Vittozzi, al quale auguro una pronta guarigione, anche il sottoscritto ha deciso di intraprendere qualche "avventura gastronomica" assieme al mio amico d'infanzia CheFFebbio. E la prima fermata della nostra corsa è stata la pizzeria Palazzo Petrucci. Sito in Piazza San Domenico Maggiore n°4, Palazzo Petrucci nacque come ristorante nel 2007 dall'incontro tra Edoardo Trotta, commercialista appassionato di enogastronomia, e Lino Scarallo, cuoco napoletano. Il 16 Aprile 2014, di fianco al ristorante, venne inaugurata l'omonima pizzeria ed a dirigerla venne chiamato il maestro pizzaiolo Michele Leo, ex “Gambero Rosso”. Il cuore del locale è il forno a legna, realizzato dai nipoti di Mastro Ernesto Agliarulo, mitico costruttore di molti dei forni antichi a Napoli. Dopo una breve introduzione storica, passiamo alla gastronomia. La frittura ordinata si è rivelata semplice – nel senso positivo del termine- ben cucinata e presentata, ma di piccole dimensioni, visto che deve soltanto "aprire” lo stomaco per prepararlo al piatto principale. Vi sono pizze di ogni tipologia, da quelle classiche a quelle più particolari, e tutte sono caratterizzate da un impasto croccante al punto giusto e da ingredienti di prima qualità; da segnalare la “Crema di Zucca e Salsiccia”e le pizze fuori dalla carta, mentre è da rivedere la “Bufalina”, in quanto i pomodori del piennolo si sono dimostrati poco consistenti.
Figura 1 Crema di Zucca e Salsiccia



Figura 2 Pizza Pancetta e Patate
Figura 3 Una pizza fuori carta
Ampia selezione di vini, tutti di prim’ordine. Nel complesso le pizze si sono rivelate molto gradevoli e digeribili, data la lunga lievitazione degli impasti, e hanno lasciato spazio per un dessert di fine pasto. Palazzo Petrucci mette a disposizione un'ottima scelta di dolci, tutti preparati nell’adiacente ristorante ; il nostro suggerimento è di provare lo yogurt di bufala con mousse ai frutti di bosco e sbriciolata, e la cheesecake all’arancia, semplice quanto innovativa nel gusto. Naturalmente ad una così alta qualità, riconosciuta anche da una stella Michelin, corrisponde anche un certo prezzo. Secondo noi, il momento ideale per tornare può essere una cena con il proprio partner, nonché una grande occasione.

Ermes Barbato

15 marzo 2015

E' GIUNTA MEZZANOTTE......IL POSTINO....

E' GIUNTA MEZZANOTTE......


L'UOMO IN FRACK......





"-E' giunta mezzanotte si spengono i rumori si spegne anche l'insegna di quell'ultimo caffè le strade son deserte,deserte e silenziose un'ultima carrozza cigolando se ne va...-"

Ho preso spunto dai primi versi della ballata musicale scritta,e interpretata da DOMENICO MODUGNO per discutere del nostro declino non solo economico e industriale,ma anche sociale e politico...Un declino che sembra inarrestabile....
L'uomo in frac,il testo di MISTER VOLARE, fu un successo clamoroso non soltanto in Italia, ma anche in Giappone, in Sud America, in Spagna, in Grecia e soprattutto in Francia, dove valse al cantautore italiano la consacrazione all' Olympia. .....Scritta e incisa nel 1955,Modugno nel suo racconto postumo,dichiarò di essersi ispirato alla triste storia del principe Raimondo Lanza di Trabia.....Ai più oggi questo nome non dirà niente,ma per gli usi e i costumi dell'italietta di allora, il principe rappresentava la classe sociale apparentemente più appariscente,dietro alla quale imperversavano la razza sociale dominante-predona e padrona....Il 1955 è l'anno della catena di montaggio che trasforma gli uomini tutti di CHARLOT di TEMPI MODERNI:in termiti al lavoro...Lottano i Sindacati ma ottengono poco e qualcuno ci rimette anche la pelle....I poteri forti stroncano sul nascere ogni iniziativa....
Modugno raccontò quell'epoca,descrivendo le ultime ore di un personaggio un pò dandy....Un personaggio misterioso,incerto nelle forme tra la luce mondana dei cinegiornali LUCE e le prime ombre che scendevano su quel mondo falso ma dorato ....

Dopo l'attacco sfolgorante dell'inizio,l'autore si sofferma sulla descrizione della scena....Un uomo solo che passeggia in una città che dorme....
" Il fiume scorre lento,frusciando sotto i ponti....La luna splende in cielo,dorme tutta la città....Ha un cilindro per cappello/ due diamanti per gemelli/ un bastone di cristallo/ la gardenia nell'occhiello.....". 

MODUGNO,attraverso la forma insolita di una ballata struggente fotografa splendidamente quell'Italia degli anni 50 in un affresco da "Belle Epoque"...

"S' avvicina lentamente / con incedere elegante/ ha l' aspetto trasognato/ malinconico ed assente/ Non si sa da dove vien/ né dove va ....". 

La descrizione di quel mondo è decisamente fuori scala:un mondo che viene raccontato mentre volge lo sguardo verso il suo tramonto....."...

"Bon nuit, bon nuit,...Bon nuit, bon nuit,...Buona notte,....Va dicendo ad ogni cosa....Ai fanali illuminati,ad un gatto innamorato....che randagio se ne va..."

(Di lì a poco l'italia uscita dalla guerra,avrebbe affrontato prima la ricostruzione e poi il boom economico con le successive lotte sociali operaie del 1968....Cambieranno in quegli anni:i costumi,la politica,la legislazione del lavoro,l'informazione... Verranno introdotti quei diritti che adesso si vogliono cancellare....)

....Nel buio sembra di udire il tonfo, il tuffo, il muto salto suicida che sarà scoperto solo all'alba ...

"Sul fiume silenzioso/ e nella luce bianca/ galleggiando se ne van/ un cilindro, un fiore, un frac....". 

Sulla prima incisione si accanì il maglio della censura(sempre presente in ITALIA)...La Santa Inquisizione democristiana aborriva ogni accenno ai rapporti fisici, e il verso «un attimo d' amore che mai più ritornerà» diventò un più casto «abito da sposa primo ed ultimo suo amor». 

Il cantautore, raccontò quel misterioso personaggio così:..--era un uomo di fascino assoluto che nella vita aveva avuto tutto, anche l' amore di una delle donne più belle ed eleganti dell' epoca---......
Aggiunse:"Non riuscivo a capire perché quel nobile avesse scelto di uccidersi così, senza una spiegazione. Lo interpretai come il segno struggente della fine di un' epoca»"

A leggere queste poche righe,quello che colpisce di più nel suo racconto è la sua simbologia espressiva :" il segno struggente della fine di un'epoca..."

"Adieu adieu adieu adieu.....Addio al mondo...Ai ricordi del passato ad un sogno mai sognato che mai più ritornerà....."...

Ebbene,la ballata struggente del nostro straordinario Chansonnier,mi è balzata in mente per descrivere la fine di un'epoca:la nostra! .........Inguaiati dai debiti(i derivati)siamo precipitati nell'ottavo anno di RECESSIONE......E' il fallimento di ITALIA s.p.a,suicidata dalla propria classe dirigente....A questo punto diventa un'esercizio inutile scatenare la caccia ai colpevoli...Lo sono tutti:governi e ministri;forze politiche e banchieri;imprenditori e amministratori....
Il copione che va in onda da anni,è sempre lo stesso.....Da quando è iniziata la crisi dei debiti sovrani,la Germania impone l'agenda e fa il gendarme;gli altri STATI ricattati dal DEBITO si adeguano.......
Gli stati egemoni:impongono l'agenda,minacciano,alzano il tono della voce,impartiscono lezioni sull'austerità e sul rapporto PIL/debito.....Siamo un paese senza sovranità ed il nostro declino è misurabile con i numeri....Primi per distribuire privilegi alle corporazioni e alle caste,primi per evasione fiscale,per corruzione e favoritismi;in fondo alla classifica per l'innovazione,per le tecnologie,per le infrastrutture,per il trasporto,per la redistribuzione dei redditi,per il merito.....
(Marzo 2015)
NEIN,NEIN,e poi ancora NEIN.......
"Non escludiamo l'ipotesi di staccare la spina dei finanziamenti al GOVERNO GRECO...Siamo estremamente dispiaciuti per i GRECI che hanno eletto un GOVERNO irresponsabile.."...
Da Berlino.......Firmato:SCHAEUBLE.....

                                                                                         
                                                                                                               SORELLA POVERTÀ':....COSI' SI MUORE IN GRECIA.....


1155DI PANAGIOTIS GRIGORIOU
Il tracollo era cominciato poco prima della crisi: la clientela del piccolo negozio di tabacchi e giornali, peraltro in una buona posizione, si riduceva progressivamente. Un cambio di attività si imponeva. Investimento sbagliato, pessimo il calcolo,conseguenzialmente il negozio che sostituì il tabacchino non funzionò mai. Si ritrovarono perciò senza lavoro e senza risorse: lui, sulla cinquantina, vecchio anarchico da salotto, lei, anche sulla cinquantina, nata nella bambagia, come si suole dire in Grecia per parlare di coloro la cui infanzia e adolescenza si sono svolte nell'ambiente dolce di una famiglia della piccola borghesia.
Lei è una mia amica. Ci eravamo persi di vista ed ecco che le nostre strade si rincontrano di nuovo. Ora però non c’è spazio per le smancerie. Il negozio è chiuso, gli amici non hanno più di che vivere, e benché la mia situazione non sia proprio florida gli porto sempre qualcosa quando vado a trovarli nell'appartamento che hanno preso in affitto, perché il loro è stato pignorato dalla banca.
Iniziano a vendere tutto quello che hanno, benché non sia molto: c’è sempre gente che approfitta delle disgrazie altrui, ma è quello che vi da un tozzo di pane quando non avete nulla da mangiare. Ovviamente la situazione peggiorò.
Lui ha sempre avuto un pessimo carattere… Lei, permalosa… Si esaspera, divorzia nella sua testa, poi lo perdona…
Tornano nell'appartamento pignorato (la banca non sembrò spendersi troppo per recuperarlo). In un amen non c’è più elettricità: la compagnia si è ripresa il contatore, ci vorrebbero attorno ai 600 euro per rimettere la corrente nell'appartamento: impossibile. Ne vengono fuori grazie a una lampada portatile che il vicino gli affitta a 20 euro al mese. Tre prese: una per la radio, una per la lampada da campo, e una perché «non si sa mai». Più avanti, non ci sarà più neanche quella lampada.
Lui se ne va, non da più notizie, riappare bruscamente, regna l’incomprensione totale, nessuna pietà l’uno per l’altra: vivere in queste condizioni cambia tutto, compresa l’umanità…
Vanno avanti così per due anni. Lei perde poco a poco i denti – non ha modo di pagarsi un dentista e la gengivite le distrugge la bocca, fa male, ha dolori ovunque, per ragioni diverse, senza contare la menopausa che le mette i nervi a fior di pelle.
L’altro ieri lui s’è n’è tornato, tutto dolce come un cane che l’ha fatta grossa e ne è consapevole. Non si sa dov'era, né con chi, né come viveva. Tanto peggio… Il giorno dopo si sente male, un dolore al petto, un altro alla schiena, la nausea e il vomito. 
«Mi sarò preso un virus intestinale, non è niente». 
«Bisognerebbe andare all'ospedale, vai avanti da troppe ore,sei disidratato!». 
«E dove vuoi che vada in questo stato?!».
Le dice di andare a dormire: sono più di 24 ore che si occupa di lui, lei è stanchissima. Va a dormire, al buio. Sprofonda in un sonno scuro. È il silenzio che la sveglia, due ore dopo. Un silenzio pesante. Va nell'altra stanza: lui è lì, ma è tutto buio e lei non vede nulla. Soprattutto non sente nulla: non c’è più quel leggero respiro. Accende una candela. Lui è sdraiato sul letto, la bocca aperta, le mani strette al petto, gli occhi aperti e vuoti…
È morto, così, come un cane, a 57 anni. E nessuna ditta di pompe funebri se ne prenderà carico se non si pagano 1200 euro sull'unghia. Vien da ridere… Perfino gli agenti di polizia sono indignati, e gli ospedali si rifiutano di venire a prendere il corpo (non si fa uscire un’ambulanza per un morto, ormai si fa molto raramente negli ultimi tempi). 
Fortunatamente ci sono ancora esseri umani: un ex datore di lavoro (imprenditore delle pompe funebri) si fa carico di tutto, compresa l’autopsia che fa fare (e paga) nel caso in cui non ci fosse un medico di famiglia per fare il certificato di decesso.
Dopo l’autopsia è subito sepolto, senza messa, senza prete. In ogni caso, non li poteva vedere. Lei non è andata al funerale: non ne aveva il coraggio, e in ogni caso non aveva più senso.
Le ho preparato una cioccolata calda. Le ho raccontato stupidaggini per farla ridere. È una mia amica d’infanzia, ma è vecchia… nell'anima.
Ecco cos'è morire in Grecia, nel 2015. Sentirsi morire. Sapere che si sta morendo ma non sentirsi in diritto di andare all'ospedale. Spegnersi in un appartamento senza elettricità, senza neanche un lenzuolo per coprire il corpo. Se ne è andato con l'unica cosa che aveva:la sua trapunta.
PaNagiotis Grigoriou
Link:
5.03.2015
Fonte: Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura d MARTINO LAURENTI


GRECIA:LA POSTA IN GIOCO NON E' SOLO IL DEBITO.....(di GUIDO VIALE....IL MANIFESTO)

I ter­mini dello scon­tro tra il Governo greco e l’Unione Euro­pea si sono deli­neati con chia­rezza. Non è solo uno scon­tro tra dot­trine e poli­ti­che eco­no­mi­che diverse: una favo­re­vole alla spesa pub­blica, l’altra attac­cata all’austerity. E meno che mai un con­fronto tra euro sì ed euro no. 
Non è nem­meno,un con­fronto tra una poli­tica che mette al cen­tro le per­sone e una poli­tica incen­trata sul denaro. In gioco c’è l’accettazione o il rifiuto del domi­nio incon­tra­stato di chi ha il denaro su chi denaro non ne ha: quel domi­nio che Marx chiama Capi­tale, ben sapendo che esso è un rap­porto sociale, le cui poste sono la ripar­ti­zione del red­dito tra salari e pro­fitti;tra i modi e tempi del lavoro;l'accesso ai ser­vizi sociali;l'appropriazione di tutto l’esistente: risorse natu­rali, vita asso­ciata, ser­vizi pub­blici, sapere, genoma, salute.
Il pro­blema non è se la Gre­cia resti­tuirà o no il debito che i suoi gover­nanti hanno con­tratto per suo conto, come cer­cano di farci cre­dere gli apo­lo­geti della finanza, spie­gan­doci che a pagare per i Greci rischiamo di essere noi. È chiaro che quel debito «i Greci» non lo paghe­ranno mai: non hanno il denaro per farlo ora; non lo avranno nem­meno in futuro....Lo sanno tutti. Ma a chi tiene i cor­doni della borsa que­sto non inte­ressa: basta che quel debito sia regi­strato nelle scrit­ture con­ta­bili e che tutti — cre­di­tori e debi­tori – si inchi­nino di fronte al suo potere. Per­ché è con quelle scrit­ture con­ta­bili che gli «gnomi» della finanza pos­sono man­dare in rovina, in 24 ore, un intero popolo per diverse gene­ra­zioni. Se e fin­ché quel potere verrà loro rico­no­sciuto. Ma disco­no­scerlo non è facile. E mette paura. Soprat­tutto se a disco­no­scerlo si rimane da soli.
Anche il con­fine tra cre­di­tori e debi­tori, peral­tro, è tutt’altro che netto. Pren­dete l’Italia. Uffi­cial­mente è cre­di­trice della Gre­cia per 40 miliardi, pre­stati attra­verso il, Bce, Fmi e Fondo salva-stati. Pec­cato che per pre­stare quel denaro alla Gre­cia con il Fondo salva-stati, il nostro paese si sia inde­bi­tato di altret­tanti miliardi, andati ad aggiun­gersi alla mon­ta­gna del suo debito pub­blico: tanto grande da met­terla a rischio di fare la stessa fine della Gre­cia. Ma è così per tutti: il debito è come una serie di sca­tole cinesi, una den­tro l’altra, di cui, soprat­tutto in Europa — dove non esi­ste più una Banca cen­trale «pre­sta­tore di ultima istanza» — non si intra­vede la fine.
(Chi detiene il debito dell’Italia? )
Ban­che, assi­cu­ra­zioni e fondi spe­cu­la­tivi (più qual­che pic­colo rispar­mia­tore). Ma ban­che e spe­cu­la­tori hanno acqui­stato quel debito facendo altri debiti. 
E que­sti chi li detiene? 
Altre ban­che, altri fondi, altri spe­cu­la­tori. E così di seguito, fino a che non si incappa in un pugno di ric­ca­stri (l’1 per cento – o forse per mille — della popo­la­zione mon­diale) che non sareb­bero mai diven­tati tali senza essere ben inse­riti in que­sto mar­chin­ge­gno; e in un eser­cito di polli pronti per essere spen­nati. Che, per svol­gere nor­mali atti­vità di com­pra­ven­dita, o per garan­tirsi cure medi­che, vec­chiaia e istru­zione, hanno affi­dato i loro risparmi a que­gli ope­ra­tori. I quali, gra­zie alla man­canza di con­trolli,rie­scono a mol­ti­pli­care quel denaro a loro esclu­sivo van­tag­gio. Sono loro, ora, i «pre­sta­tori di ultima istanza»: quelli che hanno il col­tello dalla parte del manico. Ma è un sistema tanto più fra­gile quanto più è mac­chi­noso. Un gra­nello di sab­bia potrebbe farlo cadere rovi­no­sa­mente, come sette anni fa con il fal­li­mento Leh­man Bro­thers. Ma cadere da che parte? Verso un regime ancora più auto­ri­ta­rio, o verso una società che impara a gover­narsi da sola?
Messa in que­sti ter­mini, si capi­sce la durezza di governi e auto­rità euro­pee con­tro il pro­gramma di Syriza. In gioco c’è pro­prio quel mar­chin­ge­gno, da cui dipende il destino dell’Europa così come è ora; e forse anche gran parte dei rap­porti tra le classi sociali e tra la società e l’ambiente in tutto il mondo. Se il governo Greco riu­scirà a «spun­tarla» è per­ché man­darlo in malora rischia di far crol­lare il castello su cui è costruito il potere di tanti governi fat­tisi tra­mite degli inte­ressi dell’alta finanza. E rischia di inne­scare un «effetto domino» capace di risuc­chiare den­tro un grande buco nero tutti i paesi più fra­gili dell’Unione euro­pea, per arri­vare poi a coin­vol­gere, uno die­tro l’altro anche quelli più solidi. Ma se il Governo greco la spun­terà, sarà anche e soprat­tutto per l’appoggio che rice­verà da una mobi­li­ta­zione che può e deve coin­vol­gere l’Europa intera. 
Non sarebbe una vit­to­ria da poco; sarebbe la dimo­stra­zione pra­tica che l’autorganizzazione di base e il mutuo soste­gno pagano: che le far­ma­cie e gli ambu­la­tori aperti dal volon­ta­riato, le mense popo­lari, le coo­pe­ra­tive e i far­mers mar­ket, la tele­vi­sione di Stato che ha con­ti­nuato a tra­smet­tere su basi volon­ta­rie dopo la sua chiu­sura, le fab­bri­che auto­ge­stite, le monete alter­na­tive locali, e tutte quelle ini­zia­tive appog­giando e pro­muo­vendo le quali Syriza è diven­tata mag­gio­ranza pos­sono essere l’inizio di una rior­ga­niz­za­zione dei rap­porti sociali: un’organizzazione incen­trata non più sul potere del denaro, ma sui biso­gni delle persone.
Que­sta è la vera posta in gioco dello scon­tro in atto. Le auto­rità euro­pee non esclu­dono certo nuove forme di «aiuto» finan­zia­rio per le casse esau­ste del governo e delle ban­che gre­che; a con­di­zione, però, che venga rin­ne­gato quel soste­gno a una popo­la­zione esau­sta, a un’occupazione ridotta ai minimi ter­mini, ai biso­gni più ele­men­tari della gente; cioè al pro­gramma che l’elettorato ha votato per far valere la pro­pria dignità.
Con­ce­dere qual­cosa in ter­mini finan­ziari a un governo in crisi non costa molto: è solo un tra­sfe­ri­mento di qual­che posta da un capi­tolo all’altro dei bilanci delle parti in causa. Ma con­ce­dere qual­cosa oggi alla Gre­cia che si è ribel­lata al giogo della finanza coste­rebbe molto: sarebbe il segno che, se si vogliono rico­sti­tuire le basi di una con­vi­venza civile, si può e si deve fare a meno di «loro anche in ogni altro paese. Le pre­messe ci sono tutte e in Spa­gna con Pode­mos, o in Croa­zia con «Bar­riera umana», già si intrav­ve­dono forze che, cia­scuna a modo suo, si sono messe sulla strada che ha por­tato Syriza al governo.
CONSIDERAZIONI FINALI
Fin qui,il racconto del mio " amico greco" e di Guido Viale(Il MANIFESTO)....Nel frattempo si continua a morire per povertà....Anche la MORTE in certi posti del mondo è diventata la rappresentazione plastica di cosa vuol dire:CLASSE SOCIALE...Se per un RICCO morire significa:perdere il piacere della VITA;per un POVERO significa perdere LA PENA della VITA....E la pena della vita la si vive con un'assistenza medica negata;con le cure ospedaliere inesistenti;con la perdita del lavoro e l'assenza dei salari;con la carenza nutritiva(gli alimenti costano)...
Ad Atene viene chiesto di ridurre:il salario minimo;il numero di impiegati nel settore pubblico;di abrogare i contratti collettivi nazionali di lavoro;di privatizzare le infrastrutture energetiche;di privatizzare I SERVIZI DI TRASPORTO PUBBLICO E DEL PORTO.....Infine, secondo il documento partorito dalla TROIKA , si devono prendere misure per fare in modo che i prezzi dell'elettricità per privati e piccole imprese siano adattati ai prezzi di mercato. ....
Provocatoriamente potrei dire,che nel memorandum manca solo la rinuncia alla chiesa ortodossa e l'introduzione del tedesco come prima lingua a scuola....
E da noi?
Da noi non è che le cose vanno meglio....L'ultimo rapporto Svimez  dipinge un SUD a rischio desertificazione umana e industriale....Dove si continua ad emigrare e a non fare figli....Un SUD dove la popolazione continua a impoverirsi con un aumento del 40% delle famiglie povere,perchè manca il lavoro... Il rapporto denuncia che gli inve­sti­menti pro­dut­tivi nel sud sono crol­lati del 53% e il dato va letto insieme alla deser­ti­fi­ca­zione umana. Chi mai inve­sti­rebbe nel sud se la mano­do­pera gio­vanile emigra?
Non c’entrano dun­que nulla i diritti dei lavo­ra­tori: occor­re­rebbe defi­nire poli­ti­che indu­striali soste­nute da risorse pub­bli­che per rea­liz­zare infra­strut­ture e ser­vizi alle imprese. Ma di que­sto il governo non parla.Preferisce svendere patrimoni pubblici:Quote di E.N.I;ENEL;Ferrovie;ANSALDO BREDA e ANSALDO S.T.S;Acqua e servizi ferroviari...Si accanisce,insomma,a demolire COSTITUZIONE e STATUTO DEI LAVORATORI.....
ULTIM'ORA
Dal SOLE 24 ORE:il nuovo articolo 117 si caratterizza per l'eliminazione della legislazione concorrente con riattribuzione alla competenza legislativa esclusiva dello Stato di diverse materie quali quelle relative alla regolamentazione del procedimento amministrativo;della disciplina giuridica del lavoro alle dipendenze delle Pubbliche amministrazioni;della previdenza complementare ed integrativa;del commercio con l'estero;della valorizzazione (oltreché tutela) dei beni culturali e paesaggistici;dell'ordinamento delle professioni e della comunicazione;della produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell'energia;delle infrastrutture strategiche e grandi reti di TRASPORTO e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza; dei porti ed aeroporti di interesse nazionale ed internazionale.
A tal proposito,il dirigente generale Lorenzo Codogno,a capo della direzione I analisi economica-finanziaria del Dipartimento del Tesoro,del Ministero dell'economia e delle finanze,intervistato sulla vendita di partecipazione ENI,FINMECCANICA,ENEL in tempi non sospetti,dichiarò:
"--Il problema è che se vendi non prendi tantissimo....Ho fatto un calcolo:sono 12 miliardi,non è una gran cifra,meno di un punto P.I.L.,...La vera risorsa da cui attingere sono le utilities a livello locale.(Le partecipate).....Lì sono veramente tanti,tanti miliardi,il problema è che non sono nostri,dello Stato,ma sono dei Comuni,e delle REGIONI.....E quindi bisogna cambiare IL TITOLO V° della COSTITUZIONE.Ed espropriare sia i Comuni che le Regioni....--"
Il deputato Simonetta Rubinato del P.D. ha depositato un'interrogazione alla Camera chiedendo spiegazioni al Primo Ministro.....A quanto risulta sinora nessuno ha risposto...

L'IPERBOLE......del POSTINO DI BASKERVILLE

Chi è l'ispiratore dei tanti terremoti sociali che hanno sconvolto nazioni e banche? Chi ha fatto crollare "dinastie finanziarie" e che tutt'ora fa inorridire Fondo Monetario Internazionale,B.C.E e ciarlatani matricolati???E' sempre lui:IL DEBITO SOVRANO!
Gli esperti del ramo,(mentendo)sono convinti che chiunque può pagare qualsiasi debito....Sono convinti che dipende solo dal tempo...
Ma chi è più ottimista sussurra che può bastare anche una guerra...
L'ideale per molti sarebbe essere venduti come schiavi allo straniero,almeno finirebbe la precarietà ed in quanto schiavi,lavorerebbe anche di più...
I LEHMANN BROTHERS(specialisti in materia)l'avevano capito subito che il DEBITO è un servizio sociale che deve essere lasciato agli altri....Con i debiti standard;con i debiti di lusso,oppure con i debiti "derivati"da regalare ai polli......
(Famoso fu quello escogitato da Super-Mario ...Mentre la Fornero piangendo-piangendo allungava l'età per la pensione fottendo il lavoratore, l'uomo con il loden senza tradire emozioni,nel Gennaio del 2012 pagava la Morgan Stanley 2,5 miliardi di euro,chiudendo in anticipo un contratto derivato sottoscritto con il ministero dell'economia che versò la cifra senza consultare L'avvocatura generale dello STATO.....)

SuperMario,in tono profetico,ammonì:saranno bruciate tre/quattro generazioni....Però con il tipo di DEBITO che è stato assegnato a noi è vero che si paga di più,ma vuoi mettere l'emozione del cash-subito,pagare immediatamente denaro contante alla MORGAN STANLEY???
Molti neonati(informati dalla SVIMEZ),quanto sanno che appena sbucati fuori dall'utero materno hanno già un DEBITO di 125000 euro,tornano indietro e escono in un altro paese da un'altra madre....(Bisbigliano:E che c'ho scritto GIOCONDO in fronte?)
Mò riflettendo e osservando il deprimente spettacolo del belpaese,vi chiedo:MA E' IL DEBITO che fa l'uomo LADRO?????Ma se la refurtiva è scomparsa e sono rimasti solo i debiti con i polli,c'è qualcuno che sappia dire,dove cazzo si sono nascosti I LADRI????

                         https://www.youtube.com/watch?v=Y1nma9iiWG0


Svegliatevi italiani brava gente
qua la truffa è grossa e congegnata
lavoro intermittente
solo un'emittente
pure l'aria pura va pagata

In giro giran tutti allegramente
con la camicia nuova strafirmata
nessuno che ti sente
parli inutilmente
pensan tutti alla prossima rata

Soldi pesanti d'oro colato
questo paese s'è indebitato
soldi di piombo soldi d'argento
sono rimasti sul pavimento
e la poesia cosa leggera
persa nel vento s'è fatta preghiera
SI SPRECA LA LUCE SI PASSA LA CERA
SOPRA IL SILENZIO DI QUESTA GALERA


IL POSTINO SUONA SEMPRE DUE VOLTE


.





4 marzo 2015

RICEVO E VOLENTIERI PUBBLICO


IL COMMENTO IN PRIMA PAGINA...



" Molti amici virtuali,solitudine reale.."...



Caro Emilio è il nostro cellulare che è diventato un ostacolo alle connessioni umane...Quindi,è un limite e non un mezzo di arricchimento della nostra vita.
In una società liquida,è facile confondere il virtuale con il reale...
Lo smantellamento delle sicurezze e una vita liquida sempre più frenetica "costringe"il singolo ad adeguarsi alle attitudini del gruppo per non sentirsi escluso.... 
Un S.M.S. non si nega a nessuno e con la comodità di restare al calduccio nella propria abitazione,possiamo persino tastare sul P.C per comunicare una nostra partecipazione ad una manifestazione,(persino ad un evento);avvenimenti che non vedremo mai.....

I “mi piace” e i “partecipo” si sprecano… Tutti a cliccare su quei due tasti magici...

Pigiare un tasto:non costa sacrifici, e ci rende simpatici ai 150-200-300-1000 amici che frequentano le numerose tribù di Facebook...
Trovo veramente interessante questa competizione in rete a chi detiene il record di amicizie... 
Vorrei conoscere il significato che ognuno di noi attribuisce ad una relazione...
Ovvero:Che valore diamo e come costruiamo le nostre relazioni.....

Per quale motivo:siamo ossessionati dal contatto virtuale che ci perseguita in maniera compulsiva in ogni momento della giornata....Persino in treno,oppure al Bar mentre consumiamo un caffè......
La tentazione di sbirciare, leggere, twittare è veramente forte! Un piccolo tocco… sì dai… magari mentre la persona davanti a noi ci parla...


Preferiamo rintanarci nel mondo virtuale del contatto internet a quel mondo reale del rapporto personale che poteva essere anche conflittuale,ma portava con se il dono della chiarezza.... Era visivo:la mimica facciale,nonché la gestualità del movimento rivelava al mondo reale le vere e autentiche convinzioni dell'amico,del compagno,del collega........

Per concludere:sarebbe meglio spegnere il computer, uscire di più di casa e crearsi una “rete” di amici nel mondo reale....
La libertà è partecipazione ci ammoniva GIORGIO GABER....
Ed è una partecipazione sia alla vita che alla democrazia.....Per sfuggire ad un omologazione che diventa ogni giorno più spietata....



Salvatore Valerio




3 marzo 2015

"QUANDO SARO’ GRANDE" DI FABIO MIELE

Mentre molti giovani d’oggi si limitano a comunicare via email, sms, facebook con un linguaggio quasi tribale, certamente non in Italiano, avere in mano un piccolo libro, del costo di €11,00, scritto da un giovane è cosa che lascia un tantino perplessi.

Fabio Miele, figlio del collega Luciano operatore addetto alla sorveglianza, ha scritto questo testo che è consigliato a tutte le scuole, cominciando dalla quinta elementare in poi, potendo essere paragonato ad una “guida” per i ragazzi che si stanno formando nella vita quotidiana, per intensità e per il significato.


Il protagonista di questo romanzo, Phil, crede che la vita inizia e finisca attraverso i Social Network sopra citati: infatti dobbiamo ammettere che non c’è più contatto fisico, un contatto telefonico, addirittura non esiste più un “Ciao, come stai?”. Il suo amico, Drake di Tigerville, gli fa capire i Valori della vita.
A tal proposito voglio ricordare a tutti gli Amici di Vesuvianando cosa sempre succede quando su Facebook si annuncia un Evento, una Manifestazione di protesta: i “mi piace” e i “partecipo” non si contano… Tutti a cliccare su quei due tasti… Poi si va in piazza e ci sono i soliti… quattro gatti. Quelli veramente incazzati, quelli veramente impegnati, quelli che non si abbattono per la pioggia, il vento, il freddo o per la data e l’orario della manifestazione.


Per le feste natalizie dell’anno scorso volli comportarmi in un modo che lasciò molti sorpresi: risposi a viva voce, tramite cell, a tutti gli sms, a tutti i post di fb, a tutte le email inviatemi per augurio. Intendevo, così, riappropriarmi di una cosa piacevole: scambiare due chiacchiere, in libertà, a voce, non per iscritto… Anche solo per dire “Ho ricevuto i tuoi auguri: ti ringrazio di cuore, al punto che ho voluto telefonarti subito…”. Pur non disdegnando la corposità di un biglietto scritto a mano…
Ecco perché, in tal senso, il libro “Quando sarò grande” di Fabio Luciano Miele ha una sua particolarità, un suo specifico senso.
Per questo si augura all’Autore un buon successo di vendita e di critica.

Ad majora!

Emilio Vittozzi