BREVI, FLASH, ANNUNCI.....

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27 luglio 2015

DAL NOSTRO INVIATO-UTENTE TRA GLI UTENTI, ANTONIO GRAGNANIELLO.

CHRISTIAN COME DE ANGELIS ? NON LO CONSENTIAMO !


Atac, lo sfogo di un autista su Youtube dopo i disagi: "70 dirigenti guadagnano quanto 1000 conducenti"


Ci mette la faccia, Christian, per difendere il suo lavoro, l'autista di autobus, oggi più che mai al centro di veementi polemiche e tentativi di aggressione ormai all'ordine del giorno. Quello che oggi per i romani sembra essere un peccato capitale per lui è sempre stato un vanto. "Ho sempre voluto fare questo sin da piccolo", dice in un video pubblicato su internet, con tanto di nome e cognome e divisa ufficiale azzurra con gagliardetto "Atac", cioè la municipalizzata romana per il trasporto. Quindici minuti in cui snocciola numeri, cifre e spiegazioni di un servizio ormai al collasso per colpa, a suo dire, della mala gestione aziendale e di mezzi ormai vetusti e fatiscenti.

"Perché l'autobus non passa", il titolo del filmato. Si rivolge ai cittadini, quelli che "oggi ci insultano" e che "tanti anni fa ci salutavano con un 'buongiorno'". "Sono Christian Rosso e sono un autista Atac", l'incipit della controffensiva che chiama in ballo i vertici aziendali attraverso l'ausilio di semplici cartelli. "Un servizio che si basa sul trasporto di persone ha meno della metà dei dipendenti che guida - spiega mostrando i numeri (5.500 su 12.000) -, è un rapporto troppo iniquo. Hanno aumentato il biglietto da un euro a un euro e cinquanta ma i debiti sono quadruplicati. Settanta dirigenti guadagnano all'incirca come mille autisti. Ci sono dirigenti che guadagnano quanto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama".

Un messaggio indiretto è rivolto anche al sindaco Ignazio Marino, che ieri in conferenza stampa ha annunciato l'ingresso dei privati nell'Atac. "Hanno lasciato tutto all'abbandono - dice -, per farvi credere che il privato è la migliore cosa. Ma bisogna capire che un privato pensa solo a un suo profitto e non gli interessa nulla se quella linea ti serve per tornare a casa.

Se non rende la sopprime". "I nostri meccanici - continua - non possono riparare i mezzi perché non hanno i pezzi di ricambio.
MM (mancanza materia), questa la sigla che appongono sulle vetture che non possono essere riparate".

Christian mostra poi la registrazione nascosta della richiesta di spiegazioni da parte di alcuni ispettori Atac su un video in cui lui stesso su Facebook mostrava il perché dei disagi, trovandosi senza mezzo al momento in cui avrebbe dovuto cominciare a lavorare. "Quel giorno mi erano state negate le ferie - ricorda -, le avevo chieste per accompagnare mia madre in ospedale, perché gravemente malata. Oltre al danno anche la beffa, niente ferie e neanche la vettura con cui poter lavorare". Ed infine un appello a partecipare alla manifestazione mercoledì prossimo in Campidoglio: "Autisti e cittadini uniti per il bene comune. Ci hanno tolto quasi tutto, non lasciamogli la nostra dignità".












24 luglio 2015

DA EMILIO VITTOZZI E TONINO SCALA RICEVO E VOLENTIERI PUBBLICO

SEMPRE NEI NOSTRI CUORI…



Dopo essersi recati presso l’Albero della Legalità sito in Piazza Municipio a  Napoli, i giardini di Silvia Ruotolo a Piazza Medaglie d’Oro a Napoli, l’albero  contro cui si schiantò Paolino Avella a San Sebastiano al Vesuvio, la targa in ricordo di Maurizio Estate in Vico Vetrieria a Chiaia, la stele che ricorda tutti i morti ammazzati in Via Santa Lucia a Napoli, la fisarmonica di Petru  Birlandeanu nella Stazione di Montesanto dell’ex Sepsa, Emilio Vittozzi e Tonino Scala sono andati a rendere omaggio a Gaetano Montanino presso la targa che ricorda il suo sacrificio in Via Nuova Marina a Napoli.



Il 4 Agosto 2009 Gaetano Montanino, 45 anni, guardia giurata, venne ucciso  durante una sparatoria avvenuta in Piazza Mercato a Napoli.Montanino e un giovane collega di 25 anni, Fabio De Rosa, sono nell’auto di servizio dell’Istituto per cui lavorano, “La Vigilante”. Si tratta del loro abituale giro di controllo delle attività commerciali della zona. Improvvisamente i due vigilantes sono avvicinati da quattro delinquenti che intimano loro la consegna delle armi: Gaetano non cede all’intimidazione, consapevole che la sua arma di ordinanza sarebbe stata usata dai rapinatori per commettere altri reati. Viene colpito da 8 colpi di pistola mortalmente mentre il collega viene raggiunto da 6 proiettili fortunatamente non mortali. Gaetano Montanino lascia la moglie Lucia e la giovane figlia Veronica! 

Nonostante il caldo torrido di questi giorni, nell’avvicinarsi il giorno  dell’efferato delitto (4-8-2009/2015), Emilio e Tonino hanno trovato un  momento nella calda giornata per ricordare chi non è più fra noi per colpa di autentici delinquenti, per i quali è sempre valido “ampliare” la frase di Peppino Impastato: la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta sono una montagna di merda!La copertina plastificata del libro “Quella sporca dozzina” (il cui ricavato va alle Vittime della camorra!), con un simbolo della Pace, è stata legata all’albero che con i suoi rami fa ombra alla targa marmorea che ricorda il sacrificio di Gaetano, in un giorno in cui molti corrono a trovare refrigerio nelle acque del mare, a Sorrento o a Torregaveta…

Emilio e Tonino, per non dimenticarLi… Mai!




DA EMILIO VITTOZZI RICEVO E PUBBLICO

ANTONELLA LEARDI
"CIRO VIVE"
di Vittoriana Abate
Graus Editore 
€ 18,00
 
Questo libro di 103 pagine è stato scritto da Antonella Leardi (la mamma di Ciro Esposito) e da Vittoriana Abate (Inviata di "Porta a porta" ed Opinionista de "L'Arena"), vede la collaborazione di Giovanni Malagò, Luigi de Magistris, Aurelio de Laurentiis, Gioacchino Alfano, Vincenzo Cuomo, Paola Ferazzoli, Gennaro Famiglietti, Giuliana Covella.
Il "clou" dell'intera opera, però, sono gli 11 capitoli-intervista, diario dei 52 giorni di agonia di Ciro al Policlinico Gemelli di Roma, dove entrò la sera del 3 maggio 2014 e da dove è uscito (morto) il 25 giugno.
Ciro, trent'anni di Scampia, è deceduto per "insufficienza multiorganica non rispondente alle terapie mediche e di supporto alle funzioni vitali", a seguito di colpi di pistola esplosi da Daniele De Santis, tifoso della Roma, esponente dell'estrema Destra Romana di Giuliano Castellino. Daniele, detto anche "Danielino" (soprannome affibiatogli per la sua indiscussa mole...) o Gastone, è già conosciuto dalle Forze dell'Ordine locali. 30 anni Ciro, 48 anni De Santis. 
In questa tragedia, spicca, sopra tutti e sopra tutto, Antonella Leardi, mamma orgogliosa di 3 figli: Pasquale, Michele ed, appunto, Ciro. La sua vita è fondata su una radicata e profonda fede in Cristo che l'aiuta ad essere testimone di Pace. Ha insegnato, a Napoli e all'Italia tutta, come ci si comporta con una lezione di dignità che farà Storia! Una mamma coraggiosa, che vuole vincere l'odio con l'amore, che non contempla la parola vendetta nel proprio vocabolario di Evangelica. Proprio per tale motivo ha fondato, insieme a suo marito Giovanni, l'Associazione "Ciro vive" impegnata nella diffusione di messaggi di Pace e in molte altre attività a scopo benefico per i disagiati.
Particolarmente dettagliato è il capitolo dedicato ai ringraziamenti: ben 4 pagine, in cui Antonella Leardi non ha dimenticato nessuno, proprio nessuno. Tutti citati, dal primo all'ultimo...
Nel libro non si parla proprio di Daniele De Santis, lo si nomina quanto meno è possibile... 
Eppure, come ha anche sottolineato "L'Espresso" (n.18 - pagg.38/41), De Santis non è stato isolato, ma addirittura protetto! Fino al punto di infangare l'immagine della vittima e dei suoi familiari. Sui muri di Roma sono prima comparse scritte contro il giovane napoletano assassinato; poi, allo Stadio Olimpico, i camerati vicino a "Gastone" hanno esposto uno striscione in sostegno dello sparatore... Le azioni diffamatorie contro Ciro Esposito non arrivano solo dai fascisti romani, ma anche da Casa Pound di Napoli che ha offeso Antonella Leardi accusandola di lucrare sulla morte del figlio!!
Ebbene, chi scrive non è assolutamente un tifoso del Napoli e neanche abbraccia la fede religiosa della famiglia Esposito: proprio per questo, maggiormente, invito tutti coloro che mi leggono ad acquistare il libro di Antonella Leardi, "Ciro vive", per partecipare, seppur in minima parte, al dolore di questa grandissima mamma e, perchè no?, partecipare, in un certo senso, alle attività a scopo benefico per i disagiati!
Credo che i 18 € del costo dell'opera siano spesi bene proprio per la corposità e l'inter-nazionalità del messaggio lanciato da Antonella Leardi: Pace!
 
EMILIO VITTOZZI


 

23 luglio 2015

MISSING.......Prematuramente scomparso......Storie di chi va via e di chi resta.....Punti di vista,diversi...


................................MISSING.......Prematuramente scomparso......Storie di chi va via e di chi resta.....Punti di vista,diversi.......


Qual'è la molla che spinge il sottoscritto a scrivere un articolo,sulla morte,sul dolore e sull'assenza???Evito di utilizzare sinonimi ipocriti quali:passaggio a miglior vita(la vita è questa e non ce ne sono altre);riposo finale,trapasso,fine prematura....etc,etc,etc.....
Lo so che parlare di morte,non piace a nessuno....Sembra che sia,l'ultimo tabù sopravvissuto,ed è solo agli artisti che è consentito parlare di morte,senza scappare.Come mai?
Sarà che le religioni sono simulacri vuoti,e che abbiamo dimenticato miti e riti antichi, e che l'Inferno e le prediche del prete,non ci spaventano più?Forse,dipende dal fatto che si leggono meno libri?Forse perché deleghiamo al prete la lettura delle sacre scritture?O forse perché "l'evento" si consuma lontano,in ospedale,non seguiamo più il feretro al cimitero,e non vediamo più i morti,se non al cinema o riprodotti dagli artisti nei quadri???
Se è un pò tutto questo e anche di più,è chiaro come l'acqua del Volturno,che la bella signora(Francesco la chiamava sorella morte) che ci cammina a fianco non ci è più familiare.....
Ed è quindi evidente,che è solo con gli artisti che abbiamo un accordo....Un patto,una convenzione,una regola non scritta,tra i lettori e gli autori,che ci mette al riparo dalla paura,e cioè la consapevolezza che l'arte è una finzione.....Per cui,la morte che compare nei quadri,nei libri e nei film non è la stessa che bordeggia sulle nostre vite.....
Dal quadro distogli lo sguardo,il libro lo rinchiudi,e del film aspetti che compaiono i titoli di coda,e poi scappi via,per non dover rispondere alla sola è vera domanda:quando tempo ci resta?Un giorno,un mese;un anno,dieci,venti o forse più..???....
Il ragionamento è molto semplice....Pensate o riuscite a pensare,il tempo in cui non penserete più???Qualcuno mi dirà:e a che serve?E io dico:ci sarà pure l'ora dei bilanci??Non ci pensate,o non ci volete pensare???E,se affermo:"Tutti gli uomini sono mortali,...ma noi,forse,un pò di più..."??E' solo per puro sadismo,o c'è qualche elemento su cui bisogna focalizzare l'attenzione???Superstiziosi come siete,fate correre il mouse e passate oltre....Pensate che porto sfiga...Non è così,e proverò a dimostrarlo....
(Adesso,non fate le corna,non fuggite,non saltate sulla sedia,e non strizzate il basso ventre.....)

Nel nostro lavoro,ci sono morti ad orologeria....Sissignori,vengono definite morti bianche,ed è un concetto da applicare,ad alcune categorie fortemente usurate....Sono i numeri e i dati epidemiologici che ce lo dicono.....Nella categoria autoferrotranvieri l'aspettativa di vita è di circa (meno)-7,3 % rispetto ad altre categorie;il rischio cardiovascolare è del(più) +18%;quello per ipertensione arteriosa del(più) + 35%...... Adesso riuscite a spiegarvi il conteggio(triste),di tutti quelli,che non ce l'hanno fatta e sono stati trascinati via dalla corrente del Volturno???......

E dire,che gli ultimi anni,sono stati tumultuosi,vissuti tra precarietà e disagi è dire poco.....Ogni giorno,era un bollettino di guerra,tra disastri lavorativi e lutti.....Uno stillicidio continuo,sapere che tanti colleghi ci lasciavano prematuramente(SIC!)...!
Quel che saltava agli occhi,era l'assoluta precarietà del nostro mondo:fragile e prezioso....E la precarietà,dovrebbe sollecitare la nostra attenzione intorno alle cose che marciscono;curare il lavoro che affonda;investire sul futuro incerto,salvaguardare gli uomini trattati come bestie;ed invece ci sono i crudi numeri che raccontano un'altra verità,e nessuno può tentare di negarli..... Anche tu,cortese Amministratore(disarcionato),si dico a te che blateri di scioperi selvaggi;anche tu viaggiatore poco attento o Direttore Generale(una despota in gonnella)che cianci di negligenza o di rivolta del personale,mentre la ferrovia sprofonda........
Tutti voi,conoscerete di certo qualcuno o avete sentito dire di qualcuno che colto da malore,prematuramente è scomparso???
(Che dolce eufemismo,dire la scomparsa prematura.....Missing:disperso-sparito-scomparso...)
E di grazia come sarà sparito???L'accidenti l'avrà colto sul lavoro,o per strada;a casa o sul treno?Sarà stata la rottura di una vena,o un fulmine a ciel sereno;per una febbre,per una piaga,o per un incidente ferroviario...
Se è così,eccomi qui,ai confini di un mondo che non c'è più,a parlare del lutto e di quel che subisce chi resta....

Il lutto,per umana esperienza,porta con se:senso di perdita,assenza,nostalgia....E la nostalgia non è solo un sentimento necessario per il superamento di una perdita,ma è anche una condizione necessaria per riprendere a vivere;per ricordare quello che è stato e che non tornerà più;per capire da dove veniamo ed a quali sentimenti ci sentiamo più o meno consapevolmente legati.
E la nostalgia,fatalmente attiva dei ricordi:tra un quel che c'era prima e un dopo.....
La relazione tra un genitore e un figlio,come si sa,è fatta di sacrifici condivisi,di gesti,di speranze comunicate,di un tempo trascorso insieme,del futuro del figlio,sognato o agognato....

Dunque,cosa rimane,nel ricordo dei figli,di quel rapporto affettivo quando quella vita finisce....Quando,l'affanno della vita fa deporre la polvere sui ricordi.....Quando il nostro tempo: impalpabile,sottile,volatile,ci costringe ad abituarci all'assenza,con una memoria che intanto lentamente svanisce...... Ed allora la domanda ritorna,cosa resta di un padre e di una madre:quando il legame con il figlio si spezza...
La risposta,l'ho cercata nei libri,nelle vecchie fotografie,nei quaderni dove erano deposte con calligrafie consumate:liste,bigliettini,preghiere,conticini di spese da pagare(si saldava il conto alla fine della settimana o del mese,e dopo aver resettato la lista,s'iniziava daccapo il conteggio dell'addebito...)......
Insomma,se i ricordi sfioriscono,cosa resta di quella vita??....


L'ultimo film di Sorrentino,indaga la vecchiaia,ed il rapporto sconsolante di tutto quello che si fa in vita,con il poco che rimane nella memoria dei figli ............Il tema mi ha incuriosito:ho sbirciato tra le sue interviste,e poi deliberatamente ho voluto assistere alla proiezione della sua opera che analizza quella relazione che noi viviamo da vivi,con i nostri figli.....
Cosa resterà di noi nel ricordo dei nostri figli....La risposta che si danno i due protagonisti è sconsolante:il nulla....

Scrive Sorrentino:"M'interessava raccontare la vecchiaia in funzione del rapporto con il futuro,quando di tempo ne hai poco davanti,se confrontato a quello dei figli.Il fatto che i vecchi si avviliscono perché si disperde il patrimonio delle cose che hanno fatto per loro...Io ricordo cose eclatanti della mia infanzia,ma non la quotidianità....La memoria dei vecchi e dei figli si dissolve....E' atroce che tutta la quantità e la qualità delle cose che hai fatto per stabilire un rapporto svaniscono.Il problema non è tanto quello dei ricordi,quanto la sproporzione fra le cose che facciamo e quello che poi rimane...."


Non saprei aggiungere altro se non rimandarvi ad:un quadro(un sogno,tra realtà,e nostalgia);un racconto(il ricordo della casa dei profumi perduti-il padre);una poesia(la memoria e i dialoghi con la madre);un film(l'età dell'oro-e del ricordo che svanisce)........ 

"--La vita,non è altro,che un punto di vista.Un attitudine,un istinto,una passione,una vocazione.Un binocolo che una volta spostato,riproduce altro e poi altro ancora fino a eliminare i punti di fuga....Una macchina scenica....Avanti e indietro.....Futuro,presente e passato sono inafferrabili e nessuno di noi,costretto a valutarne il peso,sa sopportarlo senza ricorrere all'ironia,alla metafora, agli artifici....--"


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...........IL QUADRO.............."L'ipnotica isola dei morti di Bocklin."...-di Melania Mazzucco-17-2-2013(Repubblica-estratto-)

.........(L'isola dei beati non si trova,un pittore può renderla reale solo dipingendola)....

Dove vanno i morti?In Paradiso?In cielo,tra le stelle?Sottoterra?Scendono nel triste Ade con una moneta sotto la lingua per pagare il traghetto di Caronte?Li aspetta la prateria degli asfodeli, oppure,come malvagi,il Tartaro(L'Inferno)-dove,come scriveva Omero,stridono di terrore come uccelli fuggenti?O,come giusti,i campi elisi?O ancora,l'isola boscosa dei beati-riservata a coloro che vissero virtuosamente?Oppure il grande nulla,dove alla fine di ogni dolore l'individuo si dissolve nel tutto?
Qualunque cosa crediate,questo quadro offre una risposta seducente-e chiunque lo abbia guardato ha pensato che non sarebbe male se andasse a finire così....E' uno di quei rari quadri che mettono tutti d'accordo-forse perché tutti temiamo la fine.
Fin dalla primavera del 1880,quando Bocklin lo realizzò,in un mese,per una donna che aveva appena perso il marito e che gli aveva richiesto un quadro " per sognare ",l'isola dei morti esercitò una fascinazione ipnotica,perché è un quadro che condensa,e non separa:il sogno,la realtà,il ricordo,la nostalgia....
L'immagine,apparentemente tradizionale,combina in modo nuovo paesaggi,stili e culture diverse.Il mito classico,il romanticismo nordico e la natura mediterranea.La barca di Caronte e le tombe etrusche,i cipressi di Fiesole e le rupi svizzere..........







E' il crepuscolo:la notte cede al giorno o il giorno alla notte,perchè nell'oscurità già si distingue la linea dell'orizzonte.Una barca a remi scivola sull'acqua nera,calma,immobile. Il remo è immerso,ma non solleva onde nè spruzzi-al punto di rendere visibile il silenzio. La barca trasporta una bara,coperta da un drappo bianco. Ritta a prua c'è una figura inquietante,fasciata di veli bianchi,come una statua o una mummia.Ma potrebbe anche essere l'anima del morto.La barca sta per approdare a un'isola:piccola,domina però il quadro...Falesie scoscese si ergono sul mare come montagne.In mezzo,cresce un bosco di cipressi.Un cimitero è infatti l'isola:nelle rocce,sono state scavate delle tombe,ora vuote.Un muro riverbera una luce chiara.Il buio sta per inghiottire il fantasma in bianco,richiudendosi su di lui.Tutto accade fuori dal tempo,in nessuna epoca,e dunque sempre...L'isola,le figure minuscole,l'oscurità,il mare fermo,la quiete impenetrabile:tutto comunica il senso della solitudine....
I miti sono favole,il mondo antico è morto,e l'isola dei beati non si trova.Un pittore può renderla reale solo dipingendola,imprigionando l'infinito su un riquadro di tela....Un quadro deve raccontare qualcosa,diceva,far pensare come una poesia e lasciare un'impressione come un brano di musica........

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...............IL RACCONTO......(Nella casa dei profumi perduti.....Il padre....)--di Elasti (Donne di Repubblica)--......



La casa di mia nonna odorava di libri,di naftalina,di caramelle alla liquirizia e di crema al burro,di cui faceva uso smodato.Il suo bagno sapeva di sapone colorato di rosa e di lacca,mentre lo studio conservava la traccia acre e antica della carta carbone.Dell'odore della cucina non conservo memoria,forse perché i suoi orizzonti gastronomici iniziavano con le zucchine lesse e finivano con gli spaghetti in bianco.
Le case spesso entrano nel naso,ancor prima che negli occhi,e quell'impronta odorosa resta dentro,nitida e penetrante,per sempre,anche quando gli altri ricordi perdono i loro contorni,anche quando le persone,che in quelle case ci accoglievano,abitano altrove o non abitano più....

"Dobbiamo svuotare l'appartamento di papà:l'affitto scade e forse è un segno che bisogna andare avanti...",mi ha detto qualche tempo fa mio fratello,con il tono spiccio e ruvido dei maschi quando attraversano terre insidiose....

Sono quasi tre anni che mio padre se ne andato.A casa sua,ai tempi della scuola,andavo a fare i compiti il sabato e la domenica,seduta alla scrivania,di fronte a una finestra dove si posavano distraenti passerotti.
A casa sua pranzavo e cenavo spesso e volentieri.Dentro un armadio,sull'ultimo scaffale,troppo in alto per chiunque,c'era il contenitore delle posate.Lo chiamavamo "la ruota della fortuna" perchè,per prenderle,dovevi allungare il braccio e scegliere alla cieca.Poteva capitarti un cucchiaino quando cercavi una forchetta o un coltello per mangiare la zuppa.
La razionalità in cucina non era contemplata.A casa sua festeggiavamo NATALI E CAPODANNI,ho dormito su un letto a barca in cui facevo sogni bellissimi.Ho preso il Sole sul suo terrazzo, l'anno in cui preparavo la maturità.Una volta o due ci sono persino andata di nascosto,con un fidanzato,quando tutti erano in vacanza.Chissà cosa avrebbe detto se mai avessi avuto il coraggio di rivelarglielo???
Quella casa ha ospitato un buon tratto della vita di mio papà e di sua moglie,ha cresciuto mio fratello,ha accompagnato la mia adolescenza e tutto quel che è venuto dopo,compreso,tra gli altri,il compleanno numero UNO di mio figlio maggiore,il cui sguardo incredulo ed estasiato brilla,attraverso quella sola candelina accesa,in una fotografia un pò sfuocata....
L'odore di quell'appartamento-tabacco,dopobarba,pile di appunti e fotocopie accatastati ovunque,bucato-è ormai un pezzo di me,come la punta del naso o un lobo di un orecchio....

Tuttavia,negli ultimi tre anni,non sono tornata quasi mai ad annusare il profumo del mio papà che non c'è più.Temevo che il peso vuoto della sua assenza mi avrebbe travolta e schiacciata. Non si può fuggire per sempre.Così,in queste domeniche,mi ritrovo sullo stesso divano dove,insieme,la mia testa nell'incavo della sua spalla,guardavamo programmi tv trasch che ci facevano ridere,a selezionare i suoi libri:"Questo si,questo no,questo,magari,un giorno interesserà ai bambini..."

A ripercorrere i suoi appunti.... "Che calligrafia impossibile!Ma tu capisci quel che ha scritto qui?"

A sfogliare vecchi album di fotografie:"Ehi!Guarda come eravamo brutti qui!Chissà cosa avevamo da ridere...."

A smantellare e ricostruire i ricordi,come tasselli del Lego.Porto sempre con me i miei figli,perché il passato mi sembra meno pauroso quando hai il futuro intorno.....

" E' strano,ma tutto questo,più che tristezza,mi da la misura della pienezza del tempo vissuto insieme",ha dichiarato a un tratto sua moglie,la sua compagna di una vita....

E ho pensato che aveva ragione lei e che forse,questa strada in salita,ci obbliga a toccare con mano la pienezza dei nostri vuoti,la ricchezza preziosa di un assenza,l'inestimabile eredità delle tracce che si imprimono dentro e fuori di noi.E ho respirato a pieni polmoni,finalmente senza paura,riempendomi narici e testa dei profumi di un passato che non " può " scappare più.....


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................LA POESIA.............A  MIA MADRE......di Eugenio Montale.....

Ora che il coro delle coturnici
ti blandisce dal sonno eterno, rotta
felice schiera in fuga verso i clivi
vendemmiati del Mesco, or che la lotta
dei viventi più infuria, se tu cedi
come un’ombra la spoglia(e non è un’ombra,o gentile, non è ciò che tu credi)
chi ti proteggerà? La strada sgombra
non è una via, solo due mani, un volto,
quelle mani, quel volto, il gesto di una
vita che non è un’altra ma se stessa,
solo questo ti pone nell'esilio 
folto d’anime e voci in cui tu vivi.
E la domanda che tu lasci è anch'essa
un gesto tuo, all’ombra delle croci.


In questo testo,scritto durante i difficili anni della seconda guerra mondiale,l'autore s'intrattiene in colloquio con la madre da poco defunta.....L'intenzione del poeta,è esprimere l'amore profondo per colei che gli diede la vita,e che sopravvive alla morte solo grazie al ricordo che gli ha lasciato....
Il suo viso,i suoi gesti,le sue parole,i suoi insegnamenti,la sua fede..Il poeta,rivolgendosi alla madre,ritorna,con affetto,sopra una questione che li vide in disaccordo....
(In garbata polemica scriveva)"Solo la memoria del corpo sepolto e del tuo volto,insieme ai tuoi gesti, sopravvivono alla morte,e non l'anima....E la domanda che tu mi lasci,di non curarmi del corpo,ma dell'anima è quella che continuamente ti distingue dalle altre persone che ci hanno lasciati e che sopravvivono nei nostri ricordi..."

......(MONTALE,non credeva ad un esistenza dopo la morte....)
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......IL FILM.....Youth-La Giovinezza............Dialogo con il cineasta Sorrentino...,....


YOUTH - La Giovinezza - CLIP 2 ITA - Harvey Keitel

A proposito del film,Michael Caine(che sullo schermo interpreta un vecchio direttore d'orchestra ) si confessa,e dice: -non ricordo niente della mia infanzia, ed anche lei(rivolgendosi alla figlia) dimenticherà.Ho fatto tanti sforzi per un risultato insignificante....

"I miei sono morti da 26 anni. Ho passato più tempo senza di loro che con loro e mi trovo adesso nel punto esatto della vita in cui si trovava mio padre quando se n'è andato. Mia figlia ha 18 anni. Se rimanesse sola oggi cosa ricorderebbe, da adulta, dei nostri giorni insieme? È un pensiero che mi ha ossessionato come una malattia. Ho cominciato a scrivere per liberarmene. Due anni fa, nell'agosto dopo la Grande bellezza, esattamente quando lei è arrivata alla soglia che ho dovuto attraversare io alla sua età..

Lei ricorda i suoi genitori giovani?

"Per fortuna sì. Un giorno a San Marco a Venezia. Mia madre che per farci ridere faceva la giocoliera con tre arance, in cucina. Il giovedì non andavo a scuola per vedere gli allenamenti aperti del Napoli, lo sapevano e mi lasciavano fare. Avevo 14 anni. L'idea del film è nata con Maradona: sapevo che era andato a disintossicarsi da Chenot, volevo in effetti girare a Merano. Maradona è la mia infanzia, è il mondo prima di ogni cosa. Anche le caramelle Rossana, la cui carta Caine fa suonare tra le mani. La carta rossa delle caramelle messa davanti agli occhi per vedere il mondo in un altro colore: la prima prova di regia di un ragazzino. Ma poi ho spesso paura di finire per ricordare solo i ricordi".

Rachel Weisz, nel film dice a suo padre: non ricordo una tua carezza.


"Infatti. Non ci si toccava: con mio padre avevo l'impressione che non stesse bene farlo, fra maschi. Invece nella vita le mani contano più delle parole. Sono i gesti - una pacca sulle spalle, uno sfiorarsi - che s'impigliano nella memoria. Dettagli che sembrano insignificanti e che finiscono per essere tutto ciò che resta".


Lo dice con malinconia.

"Perché sono malinconico. Ho solo un paio di cose da dire: il sotterraneo sentimento che stare al mondo sia faticoso anche all'apice della bellezza e i rapporti che si stabiliscono nelle relazioni di potere.Queste due cose racconto. A volte ho paura di averle già dette. Di perdere, con l'esperienza, l'entusiasmo".

(Scrive infine il regista):"Anche nelle famiglie dove regna la felicità il rapporto fra genitori e figli è all'insegna del dolore,in particolare tra maschi...E' come se da un mobile semiaperto dovesse uscire il dolore...."


Youth - La giovinezza (colonna sonora trailer ) - "Ceiling Gazing "

                                                                                                   Conclusioni

Cosa resta,di una vita,oltre la vita???.....Il figlio,con i suoi ricordi.....Dietro di te,non c'è più nessuno,e se non hai una risposta alle tue domande,non puoi sperare che qualcuno ne abbia per te.... 
Tutto ruota intorno alle risposte che dovrai dare a te stesso e poi ai tuoi figli....Dovrai dimostrare di essere forte,autonomo,resistente,e sicuro.....Troppo gravoso è il compito,è come scalare le montagne.....Dovrai necessariamente attingere a tutta la forza che hai.......Ed è solo la memoria che ci dice chi siamo e da dove veniamo;e sono solo i ricordi che ci danno un'identità...Forse è proprio una sana e robusta identità,l'ingrediente fondamentale per poter vivere...Sta a noi preservarla,tutelarla e accudirla.....


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...........In Memoria......

.............Dedicato a.....


Alle famiglie dei morti sul lavoro.......
A Bruno ed alla sua famiglia....
Al Direttore del Blog per la dolorosa perdita di sua madre...(24 Luglio-trigesimo)
A mio cognato Giuseppe,ai suoi dolcissimi figli ed alla moglie Anna che lo ricordano con tanto amore.....

A tutti i ferrovieri........"Che la terra vi sia lieve...."


" Non lo so dove vanno le persone quando cessano di esistere.Ma so dove restano...."-Margaret Mazzantini-

"Ha notato che soltanto la morte ci ridesta i sentimenti?Ma lo sa perché siamo sempre più giusti e generosi con i morti?E' semplice.Verso di loro non ci sono obblighi...Se un obbligo ci fosse, sarebbe quello della memoria,e noi abbiamo la memoria corta....."(Alberto Camus)


Sentite Condoglianze..... 


FONTI:Melania Mazzucco(per il Quadro);Elasti per il racconto(da Repubblica-Donne);Montale(per la poesia);Paolo Sorrentino-cineasta(per il dialogo sul film).....





La penna nera...................................

22 luglio 2015

"GESU' E' NATO A NAPOLI"

LUCIANO DE CRESCENZO
"GESU' E' NATO A NAPOLI"
(La mia storia del presepe)
Mondadori Editore

Pochi sono gli Autori come Luciano De Crescenzo che sanno raccontare le storie che compongono una mitologia, sia essa dell'antichità, sia essa della nostra vita quotidiana.
In questo libro De Crescenzo, con la sua solita e rinomata ironia, ricostruisce le origini del presepe, coinvolgendo Gesù bambino, Giuseppe, Maria, l'oste nella taverna, Cicci Bacco, Gaspare e il suo oro, Baldassare e il suo incenso, Melchiorre e la sua mirra, Zi' Vicienzo, Zi' Pascale, il pescatore, la lavandaia, i venditori, il bue, l'asinello, le pecore, gli angeli, il pastore della meraviglia, Benino. Insomma, il classico presepe napoletano, tanto amato dall'Autore.
Il quale, addirittura, auspica che sui documenti d'identità sia riportato il titolo di "alberista" o "presepista". Secondo De Crescenzo, il primo tiene in gran conto la Forma, il Denaro e il Potere; il secondo, invece, pone ai primi posti l'Amore e la Poesia. Tra le due categorie, per l'ex Ingegnere dell'IBM di Napoli, non ci può essere colloquio...
Nel libro c'è "Natale in Casa De Crescenzo": aneddoti e ricordi di gioventù. C'è la discussione fra la moglie "alberista" e il marito "presepista". C'è la nascita e la diffusione del presepe, a Napoli e in tutto il mondo. 
Tutto, ma proprio tutto, condito dall'arguzia, dall'intelligenza, dalla profondità di Luciano De Crescenzo.
Forse leggere tale libro, in questi giorni da caldo infernale, è un pò come rinfrescarsi, con una bibita al cocco o alla menta: si gusta che è un vero piacere...

EMILIO VITTOZZI



21 luglio 2015

E' DECEDUTA LA MAMMA DEL CAPO AREA CICCIO TOPPI.

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E' GIUNTA IN REDAZIONE LA NOTIZIA DEL DECESSO DELLA MAMMA DEL CAPO AREA CICCIO TOPPI. LE ESEQUIE SI TERRANNO QUESTA MATTINA ALLE 11.00. LA FUNZIONE RELIGIOSA SARA' OFFICIATA PRESSO LA CHIESA DI S. MARIA DELLE GRAZIE A BRUSCIANO.

A CICCIO, DAL SOTTOSCRITTO E DALLA REDAZIONE TUTTA, LE PIU' SINCERE E SENTITE CONDOGLIANZE.  

Giona



L'INDIRIZZO PER EVENTUALI MESSAGGI DI CORDOGLIO E':  VIA MICHELANGELO N. 14  80031 - BRUSCIANO