BREVI, FLASH, ANNUNCI.....

SIAMO A OLTRE OTTOCENTO FIRME RACCOLTE CON L'INIZIATIVA PARTITA IL 14 OTTOBRE SCORSO AVENTE PER TEMA L'ASSUNZIONE DEI FIGLI DI GENITORI DECEDUTI IN ATTIVITA' DI SERVIZIO. NON SONO TANTISSIME MA NEMMENO POCHE, PER CUI RINNOVIAMO L'INVITO A FIRMARE. LA REDAZIONE

20 novembre 2014

IL TRENO DI GIANTURCO DELLE 10 e 53

Caro fratello,era il 6 Agosto.
C'era l'esodo ed il Calendario festeggiava il Salvatore.
Tutti al mare ,verso i lidi arroventati,
con i vizi dei bagnanti già previsti
e già scontati.
Sulle spiagge eran di moda i
massaggi dei cinesi,
le collane marocchine
e farsi fare le treccine.

Con il gran caldo
ero sceso in città,
per le faccende di
ogni giorno…
Son sicuri e
garantiti,sai che faccio,
utilizzo il trenino vesuviano.

Mentre salgo sul trenino
il pensiero vola e va,c’e mio figlio che mi aspetta….

Intanto una voce pulsante
pioveva dagli altoparlanti.
Lo “ STAR “ fremendo avanzava
e già pensava
manca poco e son arrivato.

"Eccolo lì, c’è l’eterno
curvone con l’avviso
del ventone(20Km/ora)
E mentre pensa,
lo Star guarda e dice,al Naso:
per fregarti
ti hanno messo un cantiere e
“ dei gran bei fasci “…".

Mio carissimo metrò,
dalla forma affusolata che
in trazione, con la carlinga
spingi forte e fondi l’aria.
Sulla tua altezza maggiorata,già
tremiamo …..
Quando,tu pendi
nel curvone fai spavento.

Ma Giancarlo
annusa, agisce e frena….
Già prevede che lo STAR,
sul curvone fa il marrano.


"Ahi,ahi,ahi,se tu freni nella
curva con la giostra amo
fare con il volano il deltaplano".

Amico Star,lo so bene
che il raggio della curva è
molto stretto,ma tu
non mi becchi.

-Intanto mi chiedo:sarà forse un Pendolino?
I nuovi vagoni ondeggiano,
e quanto meno
te lo aspetti,senza dire
fai attenzione e non dicendo una parola
“ LUI “ che fa,
con un gran balzo
non decolla e prende il volo?-

Urla acute,pianti,sangue,…. e botte.
In macchina l’unicus(agente unico) era stringato
Oberato dallo stress
Il turn over lo avea strizzato

Non sapevo,che la chiamano questa,
del trenino e del curvone,
l’invenzione dell’estate in Vesuviana…
Il blues dei tagli e ri-tagli
e poi vien giù che già deragli.


Voi mi dite,che cos’è?


Era il METROSTAR che provava
senza codice,e nel curvone maledetto
se si può anche d’estate,
rimbombare per
fare i fuochi
sui binari.

Catapultato giù odo
un botto,e poi
sotto le rotaie dei suoni.
Suoni di voci umane.
Voci stridule e disperate
che chiedon aiuto a coloro
che amano .
E’ il violoncello dal cuore umano.
Gente caduta di getto,
si è ammassata,e urlava.
Feriti tanti,sangue ovunque mentre
vedevo altri penzolare aggrappati ad una sbarra.
Guardo su,le porte del metrò
son tutte divelte e il mio
sangue sgocciola.
Tagliato e poi spezzato
Respiro polvere,calore e fumo.
Chi grida già il mio nome?
E’ il richiamo dei miei vecchi
compagni di scuola.
Da quanto tempo non li ascoltavo?
Rumori metallici,striduli di freni,rumori di pale meccaniche.

Ed io salgo
Salgo,salgo.
Salgo ancora.
E mentre salgo si inchinano
i fantasmi dietro di me.
A terra,guardo intorno
a me e vedo solo Angeli neri.
Essi hanno rimosso il mio corpo e
teneramente lo vogliono riportare in vita.

Mi avete calpestato,strappato,
scaraventato,ucciso e … tagliato.
Di nuovo ucciso
di nuovo strappato,e tagliato.

Son confuso,e sento suoni di sirene.
Non lo so se sono arpe mentre
suonano per me.

Sento che mandrie di bufali
mi hanno calpestato.
Le forze già mi mancano….

Salgo,salgo,salgo.
E mentre salgo io vi lascio.
Io ero e non sono più.


Io senza più voce
Io senza più viso
Io non più capace.
Io che non posso più sapere
Io non più presente,
abbandonato e dimenticato
Io morto

Lascio le vostre miserie umane,
lascio i vostri bilanci,e le vostre ricchezze
che contano più delle vostre inconsistenti vite.

Nel palazzo cala un tragico silenzio
E il magister chiede:….E la sicurezza?

Adesso che sono
in questa dimensione già
lì leggo i vostri insignificanti pensieri….
Tagli,ri-tagli e…frattaglie….
E vedo di voi solo miseri cocci……

Ci sarà mai da voi pace e giustizia per i giusti?
I miei gomiti riposano sulle buche del mare.
E da qui vedo giudici con le mani
premute sul tavolo…..
Labbra tremanti …..
Sapranno mai pronunciare sentenze??????

Strano a dirsi,finalmente
ho trovato pace,……
E lassù ,nell'Universo
assaporo l’amore per le stelle!

P.S.:E’ il mio tributo per il compianto Signor GIUSEPPE MAROTTA………………..

Questa immane tragedia pone a noi tutti:Istituzioni, cittadini, dirigenti e dipendenti se è da paese normale morire in un deragliamento ferroviario?
Sarà la magistratura a dare una risposta dal punto di vista giudiziario e capire se “ quest’incidente “ sia ancora una volta dovuta al destino(SIC!) cinico e baro oppure a precise responsabilità?
Eviterei perciò di fare processi sommari ricercando un colpevole che al momento non esiste(Un capro espiatorio?)….La caccia alle streghe,e i roghi sono cose da Medioevo….


Paradossalmente,anche se tutto ciò fosse dovuto ad un’errore umano,mi chiedo e vi chiedo è tollerabile accettare questa logica perversa?
Vogliamo guardare avanti discutendo ancora una volta di sicurezza,senza voler dimenticare?
Affinché non accada mai più una tragedia così assurda!!!!!!!!!!


Mi associo alle considerazioni di Giovanni………………..Partecipo con sgomento al dolore dei familiari…
Auguro alle vittime del terribile disastro una completa guarigione……Un’abbraccio forte va a VINCENZO,FACCIAMO TUTTI IL TIFO PER TE:…
Forza e non mollare mai….TI ASPETTIAMO......


TANTA SOLIDARIETÀ' AL COLLEGA MACCHINISTA……


Che la forza sia con voi


Guglielmo/Il postino (di Baskerville)


DA CIRCUMVESUVIANANDO:"DERAGLIA UN TRENO METROSTAR IN CIRCUMVESUVIANA, UNA VITTIMA E NUMEROSI FERITI"


(del 6 AGOSTO 2010)
IL POSTINO SUONA SEMPRE DUE VOLTE 

18 novembre 2014

IL TRENO DELLA VITA CONTINUA LA SUA CORSA...ANCHE IL MATTINO DI NAPOLI FA GLI AUGURI A ENZO






IL NEO LAUREATO SCARPATI


Ultimamente, quando scrivo un articolo, quando racconto una storia, mi ritrovo letteralmente sommerso dalle sensazioni negative di una notizia di cronaca sconvolgente, e di un finale per niente positivo. È quasi un piacere quindi poter raccontare un lieto fine, a cui ho potuto personalmente assistere.
Questa storia riguarda Vincenzo Maria Scarpati, figlio di Salvatore, Macchinista di Trenitalia, coinvolto nel tragico incidente ferroviario del Pascone del funesto 6 Agosto 2010, in cui perirono 3 persone e ci furono una cinquantina di feriti, più o meno gravi.
Dopo 20 giorni di coma farmacologico, lesioni gravi e un trauma cranico, la riabilitazione è stata lunga e faticosa; ricordo ogni giorno di quel periodo, quando accompagnavo l'allora Amministratore della Circumvesuviana srl, Dottor Bruno Spagnuolo all'Ospedale Loreto Mare, facendo da tramite fra l'Azienda e la Famiglia Scarpati.
Enzo ha poi ripreso gli studi universitari effettuando uno stage proprio presso l'ex Circumvesuviana (ora Ente Autonomo Volturno). Stage realizzato presso i Sistemi Informativi per l'Esercizio, con la professionalità dell'Ing. Roberto Pirozzi e del Dott. Pasquale Rovito, che si è 

SCARPATI CON IL NOSTRO
VITTOZZI
concluso con la realizzazione molto apprezzata di una tesi di laurea: Automatic Vehicle Monitoring - Il caso studio dell'Ente Autonomo Volturno. L'argomento della stessa, basata su un progetto finalizzato a dare maggiore sicurezza e precise notizie sullo stato del servizio sia al personale tecnico, sia all'utente, tratta la realizzazione di un sistema di monitoraggio dei veicoli su ferro in tempo reale, 
corroborato da altre informazioni, per avere sotto controllo ogni aspetto dei mezzi di trasporto dell'azienda.
Ora Enzo è Dottore in Informatica: dopo aver perso quasi la vita su un treno, ha speso 4 mesi della sua vita per migliorare la sicurezza sui treni e in stazione, al fine di migliorare i rapporti tra l'Azienda e gli utenti. Conserva fortemente l'ambizione di poter continuare a lavorare in questo campo, magari per evitare che la sua storia possa essere un giorno la storia di qualcun altro, che potrebbe essere meno fortunato.
www.vesuvianando.blogspot.it, purtroppo, ultimamente, sta riportando una situazione aziendale che non è proprio positiva... anzi. Questa notizia di Enzo, invece, ci rallegra sinceramente e la riportiamo con vero piacere.
Auguri, Dottor Scarpati: che la Vita Ti sorrida!

Emilio Vittozzi




Ci scrive Salvatore Scarpati collega macchinista delle F.S. papà di Vincenzo.

Ho sempre considerato la vita come acqua che scorre.Come acqua che fuoriesce da una sorgente, fluisce per monti e pendii...fino ad arrivare nel mare, trascinando con se cose buone e cose cattive, come i detriti, ma anche ossigeno, elemento fondamentale per la vita, non solo umana.Il mare nella sua interezza e grandezza sempre in movimento pronto ad accogliere nel suo seno ogni cosa che l'acqua trascina via con se.E come il rapporto che c'è tra l'uomo e Dio. l'uomo l'acqua del fiume, il mare Dio.Alla fine del cammino...consegneremo ogni cosa nelle mani di Dio: tutti i nostri detriti, il nostro respiro, le nostre preoccupazioni, le nostre ansie...ma anche la nostra gioia, le nostre soddisfazioni...insomma tutte le cose che hanno accompagnato la nostra vita. Tutto rimesso nel mare delle mani di Dio. Da dove fuoriuscirà purificato ( come vapore) alzandosi verso il cielo. La vita è come l'acqua che fluisce, il mare paternamente l'accoglie dentro di se.Non c'è pensiero più bello che mi faccia compagnia che lasciarsi trasportare dal mare dell'amore di Dio.Così è stato per i giorni che nel 2010 abbiamo vissuto nell'attesa del risveglio di Vincenzo...perchè potesse riprendere la corsa interrotta per un breve momento.Di questo vorrei ringraziare i tanti che ci sono stati vicino, amici conosciuti e non, molti pur non conoscendo la mia famiglia ne Vincenzo si sono sentiti solidali, hanno avuto compassione, si sono armati di preghiera e insieme a noi hanno camminato e atteso il risveglio.La solidarietà e la vicinanza della famiglia circumvesuviana non è mancata sopratutto del Vitozzi, del dott. Spagnuolo e Borrelli ( o Borriello). La grande famiglia del personale viaggiante che non non ha mai smesso di informarsi delle condizioni di Vincenzo..giorno dopo giorno fino all'uscita dalla sala di rianimazione. Anche dopo e tutt'ora qualche amico mi chiede come sta Vincenzo. Evidentemente la sua è stata una storia che ha colpito il cuore di molti. E come se Vincenzo fosse diventato il figlio di tutti i vesuvionavisti. Ringrazio Dio di avermelo ridato sorridente, anche se un poco pensieroso per il suo futuro,piacerebbe vederlo realizzato nel lavoro e sposato...magari portare con me un suo figlio a passeggiare nelle stazioni e spigargli come cammina un treno...è anche ritornare un poco indietro di quanto lui era bambino e chiamava il treno con il rumore che le ruote fanno sulla rotaia " uttàtà".


Grazie "Vesuvianisti" vi 
porterò sempre nel Cuore.

SALVATORE SCARPATI



13 novembre 2014

RICEVO E PUBBLICO



LA FISARMONICA DI PETRU SUONA ANCORA INSIEME ALLE VOCI DELLE VITTIME INNOCENTI DELLA CAMORRA

“Quella sporca dozzina”, il libro scritto da Tonino Scala ed Emilio Vittozzi, il cui ricavato andrà alle Vittime innocenti della camorra, ha prodotto un vero e proprio tour nei “santuari” del dolore e del ricordo.
I due scrittori, nel corso di questi mesi, dopo essersi recati presso l’Albero della Legalità (Piazza Municipio a Napoli), la targa dedicata a Silvia Ruotolo (Piazza Medaglie d’oro a Napoli), l’albero dove morì Paolino Avella (a San Sebastiano), la stele dedicata a tutte le Vittime (Piazza Plebiscito a Napoli), la targa dedicata a Maurizio Estate (Vico Vetrieria a Chiaja a Napoli), la tomba di don Peppe Diana (a Casal di Principe), hanno reso omaggio all’ennesima Vittima della camorra, Petru Birladeanu.
Un piccolo gesto che Tonino Scala ed Emilio Vittozzi, unitamente a Roberto Intermoia di “Articolo 16” ed ai Lavoratori della SAMIR srl che, quotidianamente, con il loro lavoro rendono dignitosa la stazione.
Anche i fiori sono stati gentilmente offerti da Arturo Imperato de “La bottega dei fiori” sita in Piazza Enrico de Nicola 72 a Napoli.

Nella Stazione di Montesanto dell’ex Cumana è custodita la fisarmonica di questo Musicista Rumeno, colpito a morte dai proiettili di camorristi in libertà.
Le persone perbene come Petru Birlandeanu, morto ammazzato dalla camorra, pur non essendo assolutamente un camorrista, non si dimenticano mai. Perché mai si possono dimenticare. Lasciano il segno e non solo per i familiari…
E’ la guerra fra i Sarno-Ricci e i Mariano. Entrano nella stazione di Montesanto della Sepsa e sparano all’impazzata con mitragliette. Nel mirino, però, finisce un musicista romeno che si guadagna da vivere suonando la fisarmonica sui treni. Si chiama Petru Birlandeanu, colpito alla gamba e al torace mentre cerca riparo, con la moglie Mirela, fra il fuggi fuggi generale. Trenta minuti di agonia, di dolorosa e lunga agonia, assistito dalla moglie, che chiede aiuto a tutti i presenti. Ma nessuno, dicasi nessuno, l’aiuta! Come se fossero invisibili… Per lo Stato lo sono. E lo sono anche per i Napoletani, una volta riconosciuti come quelli dal “Cuore d’Oro”… Vicino ai due passano in tanti, tantissimi: chi parla al cellulare, chi ascolta musica, chi guarda verso il treno da prendere, chi guarda proprio loro ma non rallenta per nulla. Anzi, in molti iniziano quasi a correre. Pur di non sporcarsi le mani, pur di non immischiarsi… E così Petru muore!
Nella Stazione di Montesanto, in una teca, è esposta la fisarmonica di Petru Birlandeanu che, partito dalla sua terra, ha trovato la morte in un Paese che si definisce “Cattolico”, “Democratico”, “Sociale”.

Il ricordo di oggi è un modo per non dimenticare e per ricordarci che la camorra è dietro l’angolo! Non è vero che fin quando si ammazzano tra di loro il problema non ci riguarda… Succede molte, troppe volte che, scusate il gioco di parole, ammazzandosi fra di loro, ammazzano un povero innocente che passava lì per caso!



RINGRAZIAMENTI

BRUNO VINCI
G.mo Avv. Bianco,
nel ringraziarla pubblicamente (anche se in ritardo),  della sua cortese e civilissima risposta, volevo precisare che non intendevo scacciare i suoi interventi da questo blog, ma anzi, di invogliare questi ultimi,  che abbiano lo scopo di informare e rendere edotti ed informati noi lavoratori, desiderosi di avere una visuale dall’alto, come lei ha avuto. Troppo presi e intenti ad assicurare dal basso, un trasporto pubblico almeno civilmente sicuro e regolare,  ad un  pubblico che è, comunque  sempre giudice e utente di questo servizio.
La mia osservazione sui suoi interventi era finalizzata alla fine delle diatribe del passato e alle giuste critiche per le politiche, diciamo, economiche del futuro.
Un grande filosofo francese, disse che anche se non era d’accordo su un opinione altrui, si sarebbe comunque battuto per dare la libertà di esprimerla.  E io sono completamente d’accordo con lui, ma facciamo critiche costruttive per crescere e migliorare non dibattiti sull’amministrazione odierna o quella passata.  Tanto i risultati si vedono alla fine non all’inizio o a metà corsa, ed il popolo giudica.

La saluto e la ringrazio per la sensibilità e l’attenzione  verso noi semplici lavoratori.


Bruno Vinci

09 novembre 2014

FRAMMENTI D'ISTANTI - OMAGGIO AD ALDA MERINI

IMMAGINI DI ALDA MERINI DA INTERNET
Girando per la stupenda Napoli di questi tempi, dove il freddo dell'inverno ancora deve giungere, mi sono imbattuto in una significativa ed affascinante mostra di pittura e digital-art installata nel Complesso Monumentale di San Severo al Pendino in Via Duomo, a cura di Stefania Colizzi e Loretta Bartoli.

La Colizzi (Pittrice e Scultrice) e la Bartoli (Fotografia ed Arte digitale) hanno "omaggiato" la celebre poetessa milanese con lavori che non lasciano insensibili i visitatori.
Tutto questo su 30 opere della Merini realizzate negli anni 1949/2002.

Le due Artiste considerano Alda Merini una lingua tagliente, un graffio che brucia, parola vomitata dalle viscere dell'Io di cui si percepisce acre l'odore, incisiva con le sue parole, entrando nel midollo dell'esistenza tra realtà sofferte e vissute in prima persona.

Una mostra nata nel 2009 ma sviluppatasi dal 2010 ad oggi per un risultato veramente innegabile che, in definitiva, è una passeggiata nel mondo di Alda Merini vista dal punto di vista delle due Artiste napoletane.

Personalmente mi hanno colpito "La lotta dei galli" della Colizzi ed "Ardente" della Bartoli, senza nulla togliere alle altre opere esposte.

EMILIO VITTOZZI

RICEVO E PUBBLICO


Come parlare e scrivere di Pace in questo tempo così pieno di violenza?
Quest’estate abbiamo inteso il grido delle vittime di Gaza intrecciarsi con quello dei Cristiani e degli Yazidi perseguiti in Iraq?
Ma la lista dei Paesi in guerra non fa rabbrividire? Palestina, Ucraina, Afghanistan, Iraq, Siria, Libia, Somalia, Centrafrica, Nigeria, Sud Sudan, Mali, Colombia, Filippine, Myanmar.
“Shalom” è Pace in ogni dove, anche con la terra, capacità di vivere in armonia con essa, godendone i frutti e ringraziando per essi.
L’Enciclica “Pacem in terris” ricordava che, in un tempo che si gloria della forza atomica, è completamente irrazionale ritenere la guerra uno strumento di giustizia!
Si pensi al “Mai più guerra!” rilanciato un anno fa da Papa Francesco di fronte alla minaccia di un conflitto su vasta scala.
Di questo ed altro ancora si è parlato Giovedì 8 Novembre nella Sala Consiliare del Comune di Sarno alla sedicesima presentazione del libro “Quella sporca dozzina” di Tonino Scala ed Emilio Vittozzi.
Un libro che parla di 12 persone che si sono sempre “sporcate le mani” per il raggiungimento della Pace, della Giustizia, della Libertà. Nella speranza di veder “nascere” una Società a dimensione Umana, con Dio al centro, con eguali diritti fra Uomini e Donne.
Il libro ha la copertina del Maestro Valerio Iermano, le vignette dell’indimenticabile del Professor Paolo del Vaglio, la prefazione di don Tonino Palese di Libera, alla quale saranno consegnati i proventi per le Vittime della camorra.


La redazione