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3 maggio 2016

DALLA COLLEGA DI EAV AUTOLINEE, SANTA BOSSA, RICEVO E PUBBLICO

IN RICORDO DEL DOTT. CASCONE

"QUALSIASI COSA SI VOGLIA RACCONTARE DI UN UOMO BISOGNA AVERLO PRIMA CONOSCIUTO."

Lui era così…. Candido! 
Una persona che sapeva, con un sorriso, trasmettere calma e tranquillità. Non ho avuto la fortuna di conoscerlo come veramente mi sarebbe piaciuto ma le nostre anime si sono riconosciute subito….solo un uomo di mare può capire certi sentimenti puri e non condivisibili.
Mi regalava i vecchi calendari che le amate figlie gli donavano ad ogni nuovo anno ed io, tolti i giorni che non avevano più senso, rigiravo ogni mese quelle immagini marine che mi affascinavano. Ogni mese dalla mia scrivania intraprendevo un nuovo viaggio.
Mi è rimasta una pagina di quei calendari senza tempo….raffigura una vela bianca che affronta un mare in tempesta eppure resta sicura nella navigazione…un leggero spostamento verso un lato…come tocca fare per veleggiare anche in tempesta….le nuvole sono scure…ma un leggero spiraglio di luce futura a dare sempre forza e coraggio per procedere.
Mi piace ricordare così a tutti noi questa persona che ha saputo affrontare tempeste e folate di vento marino senza mai perdere la speranza nel futuro.

Buon viaggio Capitano……


2 maggio 2016

DA CONCETTINA AI TRE SANTI


 Nel popolarissimo Quartiere Sanità, nella centrale Via Arena alla Sanità 7 bis, dal 1951 è operante la notissima Pizzeria "da Concettina ai Tre Santi".
Fu fondata da Concettina Flessigno, moglie del falegname Giuseppe Oliva, per aiutare il bilancio familiare: dopo l'inizio, il grande successo che la induce di allargarsi, proprio accanto all'edicola votiva di Sant'Anna, Sant'Alfonso e San Vincenzo (i tre Santi, appunto).
Concettina non c'è più, i tre Santi sono ancora lì, l'attività commerciale ora è a cura di Antonio e suo figlio Ciro, quarta generazione di questa storica pizzeria della Sanità.
In poche e scarne parole, questa è la storia di "da Concettina ai Tre Santi", meta di decine e decine di persone ogni giorno (la pizzeria è chiusa solo la domenica sera).
Il dinamico e garbato Francesco accoglie il cliente, unitamente ad altri attivi camerieri, cercando di soddisfare ogni sua richiesta.
Il locale è addobbato anche con opere presepiali (incantevole lo sfondo terminale della pizzeria con un presepe a muro veramente delizioso!).
Il menù è veramente pieno di ogni ben di Dio: fritture, pizze tradizionali, storiche, tipiche, speciali, dolci, birre, vini, liquori...
Il cliente può scegliere fra crocchè di patate, migliaccio, frittatina, montanarina, baccalà per le fritture; margherita, marinara, cosacca, vesuviana, cetarese, salsiccia e friarielli, San Marzano, fritta, ripieno classico, capricciosa, Concettina, Fondazione San Gennaro, margheritissima, borgo Vergini, inverno, ragù... napoletano, "dell'altro Ciro", "13", per le pizze; dolce di Concettina, crostata della nonna per i dolci; Paulaner Hell, Paulaner Weissbier, Paulaner analcolica, Chiara Serro Croce, Ambrata Serro Croce per le birre; Falanghina Sannio, Vigna del Vulcano, Kalimera Ischia , Manent Aglianico Beneventano, Terre del Gragnano, Cupersiti Aglianico Cilento per i vini; limoncello, meloncello, nocillo, gelsonero, grappa, passito di Falangina per i liquori.
Come ben si vede, la varietà è ampia, la qualità è alta: nella pizzeria si adopera il Parmigiano Reggiano, Provolone del Monaco dop, pomodoro San Marzano, cipolla ramata di Montoro, ricotta di fuscella, Pecorino Bagnolese, alici di Cetara, olive nere Caiazzane, salame Napoli, provola affumicata dei Monti Lattari, frutto del lavoro di ben 24 aziende agrolimentari che collaborano con la nota Pizzeria!
Non c'è nessun tipo di pizza che non abbia il suo affezionato consumatore ma la Cetarese, la Concettina e la Fondazione San Gennaro sono fra quelle più richieste: quest'ultima, poi, sostiene la citata organizzazione (un motivo in più per chiederla...). 
Il rapporto qualità-prezzo è più che accettabile, il tempo vola piacevolmente nonostante il locale sia pieno (e l'attesa, a volte, è anche lunga!), i camerieri sono dinamici: tutti buoni motivi per andare a mangiare una pizza "da Concettina ai Tre Santi" alla Sanità.
 
EMILIO VITTOZZI












 

1 maggio 2016

SEGUE A PAG....

È notorio, almeno per chi è avvezzo alla lettura dei quotidiani, che essi per come sono strutturati, rinviano la lettura degli articoli riportati in prima pagina alle pagine interne. Per cui in prima pagina spesso troviamo solo la parte iniziale di un articolo, alla base del quale fa poi capolino l'immancabile ..."segue a pag"... oppure il solo "a pag." La differenza non è importante perché il "fastidio" certamente fisiologico di andarsi a cercare la parte seguente di ciò che si è iniziato a leggere, resta. E mentre ieri, con il cartaceo, unito alle dimensioni lontane dal formato tabloid dei quotidiani, ciò dava luogo ad uno sbracciarsi che in determinate circostanze (vedi in treno), costringeva ad invadere lo "spazio aereo" di chi ti sedeva accanto, oggi con il formato elettronico, comunque ti costringe ad una ricerca fatta di tocchi e ritocchi a base di dito indice, dati al vetro del tablet o dello smartphone. Così che dalla prima pagina per arrivare alla 24 o alla 32 è tutto un susseguirsi di colpetti di dita che se non stai attento spesso ti trovi di slancio a superare l'obiettivo, salvo poi recuperarlo, con altre "ditate' questa volta inferte a ritroso. Eppure una soluzione ci sarebbe o meglio c'è. E mi meraviglio che a tutt'oggi ancora nessuna testata che offre il proprio quotidiano anche in forma elettronica, l'abbia ancora adottata. Chiamasi collegamento ipertestuale ed è spessissimo usato proprio nei testi elettronici. Laddove una determinata  parola o più parole (nel nostro caso "segue" o "segue a" ) vengono condizionate in modo tale che basta cliccarci sopra per essere "trasportati" immediatamente, sempre nel nostro caso, alla parte finale di ciò che ci resta da leggere, senza il bisogno di infliggere sul vetro del tablet o dello smartphone  ditate su ditate, per poter raggiungere l'agognato obiettivo. 


Giovanni Navarone, lettore di quotidiani elettronici






30 aprile 2016

RICEVO E PUBBLICO

INTERVISTA ALLO SCRITTORE TONINO SCALA

  È Autore di diverse pubblicazioni tra cui: “Sud come sudore”; “Ti voglio bene Berlinguer”; “Con gli occhi aperti nella notte triste”; “Da onorata  società a s.p.a - Il salto di qualità della camorra” ;  “La valigia di cartone”; “ Quaquaraquà, uomini di camorra” (a mio modesto avviso, il miglior libro! – n.d.R.); “Sudditi, racconti dal profondo Sud”; “Disonorevoli. Politica & Camorra: Matrimonio all’italiana” ; “Quando i sogni iniziano con la B”; “Un calcio d’amore” (da cui sta nascendo un film! – n.d.R.); “Quella sporca dozzina, ovvero la banalità del bene” (scritto con Emilio Vittozzi);  “Buona fine e … buon principio”; “The Cosentinos”; “Quando nasce un amore”;  “Malapolitica - Vent’anni di inciuci,collusioni e misteri”;  “La Costituzione siamo Noi, ovvero la Costituzione spiegata ai miei figli”; “È sempre la stessa storia”;  “Tra due giorni è già Natale”; “A voi la Leopolda a Noi il SocialForum”; “In alto a sinistra. Una nuova direzione per il cambiamento”; “Circumvesuviana - L’Orient Express Targato Napoli” (che il Sindacato OR.S.A. ha regalato ai suoi iscritti in occasione del Santo Natale 2015); “La Guerra della Monnezza”; “Burattini o cittadini”; “La camorra uccide il silenzio pure, ovvero la camorra spiegata ai ragazzi”.
E’ di pochii giorni fa l’uscita de “Lo spicciafaccende” (Il Quaderno Edizioni), per cui viene (giustamente)  intervistato…
 
- Quando trovi il tempo e l’ispirazione per scrivere?
– Scrivo la notte, non soffro d’insonnia, mi piace “zappare” sulla tastiera quando tutti dormono. Riesco così a riconciliarmi con il mondo.
- Come si arriva al primo… “giallo” qual è “Lo spicciafaccende”?
– Il mio non è un “giallo” vero e proprio; è un mistery in salsa napoletano, il morto c’è ma non si comprende bene se sia morto… Sarà il lettore a decidere. È un “giallo” atipico, che rompe gli schemi tradizionali di questo genere letterario. “Lo Spicciafaccende”, Mistero Napoletano, è ambientato a Napoli, nella sua immensa provincia, nelle sue mille contraddizioni. Ha come protagonista Mario, un ex poliziotto oramai disoccupato, dopo una emigrazione nel profondo nord, che decide di ritornare nella sua città, nella periferia napoletana ed inventarsi un mestiere: lo spicciafaccende. Che mestiere è? Tutto e niente. “Tutto” perché Mario è pronto a fare qualsiasi cosa pur di sbarcare il lunario e “niente” perché non è un lavoro specifico. Nel suo ufficio, una vecchia Punto della Fiat, aspetta clienti leggendo il giornale e risolvendo qualche cruciverba.
- In tutti i tuoi libri, personaggi ed argomenti sono ben delineati. Anche in questo?
– Provo a mettermi al fianco dei personaggi che creo e li lascio parlare. Li vedo, non li costruisco, li vedo proprio, come amo dire scrivo per non andare in analisi. Come sempre le storie, i personaggi escono da soli. Avevo da tempo pensato ad un personaggio un po’ strano e profondo, lo spicciafaccende. Che significa, difficile dirlo: lo spicciafaccende fa tutto e niente, vive di espedienti. È lì in macchina che aspetta, aspetta clienti. La macchina, una vecchia Fiat Punto con uno stereo arrangiato, è il suo ufficio. A dire il vero non solo l’autoradio è arrangiata, ma tutta la sua vita.
 - Hai seguito un preciso metodo di stesura per scrivere questo libro? Hai dei riti?
– Nessun rito, se non la voglia di costruire, intorno al territorio che è sempre protagonista dei miei libri, qualcosa di reale. Provo ad essere onesto. Non saprei scrivere qualcosa di non vero. I protagonisti dei miei libri sono inventati, ma veri… Ho bisogno di un medico dirai, carissimo Emilio, forse sì, ma è così difficile spiegarlo, bisogna leggerli, comprenderli e mettersi al loro fianco. Umanità a gogò come la nostra Napoli.
 - Ultimamente, correggimi se sbaglio, i Cantautori Italiani producono pochino e in maniera raramente originale, scrivendo però molti libri. Non è che…
– Maggià mettere ‘a scrivere io una canzone?  Nooo, ad ognuno il suo mestiere . Le canzoni del libro sono scritte dallo spicciafaccende, che tra le tante cose, per sbarcare il lunario, scrive anche canzoni neomelodiche, ma questa è un’altra storia.
- Che rapporto hai con la critica?
– Buono, nel senso che non mi prendo collera quando scrivono che un mio libro non gli è piaciuto; quando scrivi, quando produci un’opera dell’intelletto, non sempre riesci ad esternarla in modo comprensibile. La critica fa parte del gioco e scrivere è proprio un gran bel gioco.
- Per chi, come me, non è stato presente alla prima presentazione di questo tuo ultimo libro, vuoi raccontare cosa è stata?
– Una serata di “resistenza” attiva, occupazione di uno spazio negato, una serata di speranza, un momento di cultura di reazione. Abbiamo provato a mettere nel cassetto il “nonsipuotismo “ dilagante che regna dalle nostre parti. Musica, spettacolo e un libro per solidarietà: l’intero ricavato della serata, infatti, verrà devoluto all’acquisto degli scaffali per la biblioteca dedicata ad una vittima innocente di camorra. Commuovente l’incontro con il padre di Annalisa Durante… Lo spazio Forcella, con annessa biblioteca, è un luogo da frequentare, da riprendersi: deve diventare il centro, il fulcro di un quartiere che ha paura. A volte una canzone e un libro possono fare tante cose.

EMILIO VITTOZZI














25 aprile 2016

RICEVO E PUBBLICO



VOGLIONO CAMBIARE TUTTO MA...
 
- ma non riescono a trovare il tempo per una telefonata ad un parente malato, ad un amico lontano;
tantomeno una visita...
 
- ma non riescono a"passare" una notizia familiare, lavorativa, amichevole;
tantomeno ad impegnarsi a redigere, stampare e distribuire un volantino...
 
- ma non vanno neanche a votare ai referendum su tematiche ambientali;
figurarsi, poi, se sono elezioni politiche o amministrative...
 
- ma sono tutti santi, poeti, navigatori, calciatori, commissari tecnici, cantanti, attori;
pur se vivono da soli in un eremo a Panecuocolo...
 
- parlano male di Berlusconi, Renzi, Mastella, Verdini e di tutti i politici, nazionali e locali;
ma oltre al "chiacchiericcio" da bar, barbiere, ballatoio non vanno...
 
In questo contesto generale, spiccano le nitide figure di politici come Pertini, Berlinguer, Zaccagnini, Iotti, Ingrao, La Pira!
In questi giorni i mass media parlano di Marco Pannella, colpito da ben 2 tumori, debilitato dai tanti "scioperi della fame" che ha vissuto sulla sua pelle: non l'ho mai votato ma non trovo difficoltà ad affermare che non si può non ammirare un politico come Giacinto Pannella, detto Marco, che faceva politica tutti i giorni, anche a Natale e a Ferragosto andando a visitare i detenuti comuni!!
C'è chi parla parla parla e chi, invece, agisce... In tutti i campi, di qualunque età, sesso, provenienza natale, politica, religiosa, sportiva, ecc. ecc....
Ecco perchè dinnanzi alla Citroen - Mehari verde sulla quale fu ucciso Giancarlo Siani io sono rimasto senza sorriso, senza parole!

Emilio Vittozzi


22 aprile 2016

RICEVO E PUBBLICO

JUBILEMUS!

In occasione del "Giubileo della Misericordia" indetto da Papa Francesco, le Edizioni Paoline hanno ri-stampato "Jubilemus!" dell'indimenticato Paolo del Vaglio, valentissimo umorista grafico di fama nazionale.
La prima stampa è del 1999; la seconda, quindi, del 2016: in pratica è una nuova edizione (ridotta ed aggiornata) dell'opera (anche nel prezzo: da € 6,20 a € 4,00).
L'ultima opera di Paolo del Vaglio si presenta agevole, accattivante, con una copertina color "azzurro cielo" e tre angioletti sorridenti che urlano "Jubilemus!", ovverossia "Rallegriamoci!"...



Si legge tutto d'un fiato, lasciando un vago sapore di letizia, un sommerso senso di speranza e di pace: di questi tempi non è cosa da poco!
Il disegno di Paolo del Vaglio è unico, inconfondibile, così come il suo umorismo, mai volgare, mai "pesante", ma che fa sorridere e riflettere sempre.
"La misericordia di Dio è grande, c'è gente che si salva nei minuti di recupero" afferma Pigy, l'angioletto "principale" di Paolo del Vaglio. Lo stesso che ribadisce poi che "in realtà, Dio è senza barba; sono i teologi che gliela fanno venire". Ed auspica il "Nobel per la Pace" alla celebre colomba bianca, che non si rassegna mai! Tutto questo in nome di Dio "che è creatore e padrone dell'etere con buona pace di Rai e Mediaset".
Sono vignette "pulite", disegni lineari, con un umorismo fondato su Valori quali l'Amicizia, la Socialità e la Solidarietà.
Paolo del Vaglio collaborava alle più prestigiose pubblicazioni dell'Area Cattolica nonchè "Avvenire", "Famiglia Cristiana", Rai 3 Campania.
Di Lui chi scrive serba un nitido e piacevolissimo ricordo per tutte le manifestazioni social-culturali a cui abbiamo partecipato insieme: ad esempio, la Festa per il 25° Anniversario di Sacerdozio di Padre Lorenzo Montecalvo, le feste intraprese dagli Inter Club di Napoli, Salerno, Olevano sul Tusciano, Cimitile, Santa Maria a Vico, dalla Parrocchia Salesiana di Portici, quella di Ottaviano, quella di Terzigno, la Parrocchia Salettina di Napoli, ecc. ecc...

EMILIO VITTOZZI



20 aprile 2016

CONTINUANO LE INFORMATIVE DI MICHELE CANNAVACCIUOLO.....

Nel primo pomeriggio di martedi 19, grazie ad un gruppo di pensionati al loro senso civico, alla loro strenua volontà, ad un encomiabile spirito di sacrificio ed una grande dose di pazienza, si è compiuto un piccolissimo passo verso il giusto riconoscimento del proprio diritto ad un futuro sereno ed un a serena vecchiaia.
Il giorno 27 Aprile alle ore 17.00 presso la Prefettura di Napoli è stato formalizzato un tavolo di lavoro tra Prefettura, Regione Campania ,Curatela fallimentare ed EAV srl
oggetto del tavolo:
TFR dipendenti ex eavbus.
Un grazie di cuore ai pensionati che per giorni hanno peregrinato tra televisioni prefettura regione ed azienda, sempre con estremo senso di responsabilità ed estremo senso civico, mai una voce fuori posto mai un alterato discorrere ma solo ed unicamente un chiedere con forza ma serenamente le proprie ragioni, è stato commovente il momento del riconoscimento delle nostre ragioni, è stato esaltante il saluto delle forze dell'ordine nell'accomiatarci dalla sede dell'Eav da noi occupata ieri mattina.
Un grazie a loro, al Prefetto di Napoli, al Presidente della regione Campania, un grazie al Presidente del consiglio di amministrazione dell'Eavsrl, attento e disponibile alla problematica, non ha esitato a metterci la faccia. Grazie ai Giudici della Curatela disponibili alla discussione.
Ovviamente non finisce qua, il grosso deve venire, saremo ovviamente a presidiare il piazzale della Prefettura a Piazza Plebiscito il 27/4.Sinceramente fiduciosi che le aperture dimostrate dalle parti in causa possano concretizzarsi finalmente in una liberatoria accoglienza del nostro avere.
Consentitemi un personale pensiero a chi umilmente si è svestito del proprio essere per schierarsi un passo a fianco dei pensionati rinunciando ad una facile vetrina anche elettorale, lavorando nell'ombra. Continuiamo così la ragione espressa in maniera civile non sempre viene sopraffatta dalla forza .GRAZIE GRAZIE GRAZIE

Michele Cannavacciuolo

18 aprile 2016

E' DECEDUTO IL COLLEGA BRUNO VINCI PREZIOSO COLLABORATORE DEL NOSTRO BLOG

IL COMPIANTO BRUNO
Tragica e assolutamente inaspettata la notizia del decesso durante la notte tra il 17 e il 18 u.s. del collega Bruno Vinci. 
Prezioso e prolifico collaboratore di questo nostro blog, pare che la morte di Bruno sia dovuta a un arresto cardiaco che lo avrebbe colpito durante la notte. Ma i motivi di una prematura dipartita di una persona di non ancora sessantanni, lasciano il tempo che trovano. Troppo presto !! "Non stava in calendario, come si dice delle cose inaspettate."

La Santa Messa per Bruno sarà officiata giorno 19 alle ore 10,00 presso la chiesa di S. Croce che si trova in via Roma, 94 a Baiano (dopo la piazza del municipio). 

Per il momento il nostro saluto a Bruno e le condoglianza alla famiglia per una perdita tanto tragica e prematura. 

Giovanni 




CIAO, BRUNO !

La notizia mi giunge alle 8,41. E' la mia Collega d'ufficio Iolanda Picchi a darmela. "Emì, è morto Bruno Vinci! Ti ho chiamato perchè so che lo conoscevi bene...". Si, cara Iolanda, io lo conoscevo bene Bruno Vinci... Sia perchè, per un certo periodo, abbiamo lavorato nello stesso posto, il Palazzo di Direzione; sia perchè, anni fa, lo invogliai ad inviare a "il Mattino" di Napoli una sua riflessione. Pubblicata dal noto quotidiano napoletano, per Bruno ero diventato il suo Vate, il suo lume, il suo faro... Ma, per carità, caro Bruno, nulla di tutto ciò: sono stato solo colui che ti ha suggerito di inviare il tuo scritto a "il Mattino". Tutto qui, null'altro. Ma da allora per il buon Bruno ero diventato, anche per lui, il Capo-Redattore di Vesuvianando. Una qualifica inventata da Giovanni "GioNa" Navarone, dinamico Webmaster dell'unico strumento di informazione nell'ambito dell'Azienda. Scomparso "Collegare", scomparso "Andata & Ritorno", scomparso "Circumvesuviana Informazioni", scomparso (a Napoli) "Leggo" (con la sua pagina settimanale dedicata alla Circumvesuviana), è rimasto solo www.vesuvianando.blogspot.com. Ecco perchè bisogna ancor (di più) ringraziare Giovanni! Grazie al quale saluto Bruno Vinci...
Ciao, Bruno!
Di Te rimarrà il sorriso e tutti gli scritti pubblicati da un collega sempre garbato, con il quale era piacevole parlare.

EMILIO VITTOZZI.........CIAO, BRUNO!




IL SALUTO A BRUNO DI FRANCESCO PARLATO...

BRUNO
Bruno dagli occhi chiari e lontananti
Come a fissar ragioni d'altri spazi
e d'altri tempi, d'altri intendimenti
d'altri valori e di altri giudizi.
Bruno l'ultimo scritto consigliavi
non infierire sull'altro caduto
come templare sulla via degli avi
Ferruccio offriva non vendeva aiuto.
Bruno dal senno acceso e il passo stanco
sola,fedele ombra al tuo fianco
ali protese,alte sugli sciami
'solitudine dei numeri primi '.