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20 giugno 2014

LA LEGGENDARIA NAPOLI. DI BRUNO VINCI

Lo scopo di questo scritto e di riassumere in poche righe la storia di una città che ha convissuto e condiviso i destini di un antico e grande impero che ha lasciato tracce e civiltà in tutta europa . Ma che molto spesso viene lasciata da parte con la scusa di una quiete indolente e disamorata da parte dei suoi governanti.

Non sono uno storico, professionista, ma mi documento il meno peggio possibile, perché essendo nato in questa città

so che questa città fu una signora le cui età in cui è evoluta non vogliono essere dimenticate, nemmeno uno solo dei suoi anni fu inutile e, magari, ricordandogli cosa è stata potrà ritrovare se stessa e ancora dare tanto al mondo.

Bhe cominciamo…

Non tutti forse immaginano che la famosa città di Roma, che tanto ha segnato nel progresso della civiltà di questo pianeta miracolato e tribolato del sistema solare, debba tanto a un insediamento cumano su una collina che dominava il medio Tirreno, questo piccolo insediamento di nome Partenope, fu rinforzato dall’aristocrazia cumana espulsa da Aristodemo di Cuma detto il Malakos, immediatamente dopo la vittoria sugli etruschi nella valle di Ariccia. Questo, climaticamente previlegiatoinsediamento prosperò con il commercio verso le città greche di Siracusa e di Atene, e la cui bellezza fu talmente apprezzata e ammirata che come culto fu scelta una sirena innamorata di quella baia e a cui diedero il nome della città. In seguito, il famoso Pericle, né capì l’importanza strategica commerciale per la Grecia e le sue colonie e ne curò molto lo sviluppo. Ma la città greca di Cuma, sorella invidiosa, cominciò a sentirsi minacciata dalla crescente potenza di Partenope e per tale motivo, quest’ultima fu attaccata e in gran parte distrutta, ma gli oracoli sacri, prescrissero ai cumani di rimediare a questa lotta fraticida imponendo di nuovo i riti sacri alla sirena partenope e alla sua nuova ricostruzione chiamandola città nuova, Neapolis appunto. Il suo sviluppo fu rapido e crescente visto, l’intenso traffico di derrate alimentari nel bacino del mediterraneo, che, ben presto, ne accrebbe l’importanza e la ricchezza.

Ma le popolazione campane degli Osci che risiedevano nella parte interna della regione cominciarono a premere sui confini di questa ricca e potente città e si espandevano verso il centro nord sui domini etruschi passati ai romani. Col passare degli anni, ad essi, si aggiunse la potente popolazione sannitica e quella nolana si aggiunse ai popoli che circondavano sia Paeopolis (ex Partenope) e la città di Neapolis.

L’espansione di tale popolazione cominciò a premere lungo i confini tenuti dai romani e alla città di Neapolis e Paelopolis che costituirono una civitas unica denominata Feudo Neapolis dai romani con cui gli abitanti, oriundi cumani, intrattenevano rapporti e alleanze da anni.

I ripetuti assedi, sanniti e nolani alla civitas di Neapolis e il timore che l’espansione di queste popolazioni potessero ledere agli interessi della città di Roma costrinsero questi ad una lunga e travagliata guerra conclusesi con le leggendarie Forche Gaudine (con cui i romani vollero umiliare i guerrieri sanniti che tante volte li avevano messi in difficoltà). Sulla costa tirrenica intanto gli abitanti di Paepolis fedeli a Cuma, accusavano quelli di Neapolis di aver aperto le proprie porte ai campani le cui popolazioni, erano colpevoli, con angherie e violenze della successiva caduta della stessa Cuma.

Pertanto nella fusione delle due città si mantenne una forte impronta ellenica, anche con l’annessione al dominio di Roma subentrato con le vittorie delle legioni di Roma sui campani.

E siamo ancora a 22 secoli fa….


To be continued



1 commento:

Anonimo ha detto...

Furono i sanniti ad umiliare i romani alle Forche Caudine...