BREVI, FLASH, ANNUNCI.....

E' DECEDUTO IL COLLEGA ALFREDO CIARAMELLA.LE ESEQUIE OGGI POMERIGGIO ALLE 17.00. LA MESSA PRESSO LA CHIESA DELL'IMMACOLATA DI VIA LEOPARDI IN NAPOLI. ....

10 ottobre 2013

DALLA NOSTRA INVIATA-VITTIMA, GABRIELLA, RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Ciao Giovanni, ancora riguardo la situazione Napoli-Sorrento, mi dicono che ieri un altro treno si è guastato causando l'interruzione di servizio sulla linea intorno alle 14.30 (credo che sia stato quello partito da Napoli alle 14.09, spesso ciuccio di Fichelle ora soppresso, ora in ritardo, ora rotto). Quindi il parco macchine subisce una nuova decurtazione. 

Ti passo quindi la cronaca di un pomeriggio carottese, riferitomi sempre dal collega pendolare rassegnato. 
Abbiamo parlato stamattina di questa piccola grande odissea, e ne è venuto fuori uno spunto, se vuoi, un pochino poetico, che ai più apparirà melenso, senza dubbio, ma che esprime un misto di ironia, rassegnazione, amarezza, che credo sia comune a tutti quelli che utilizzano il Tpl.

"E meno male che ho avuto la felice idea di organizzare un car-sharing, oggi pomeriggio. Il figlio di un collega è andato all'università, ma è rimasto bloccato a Napoli a causa dell'ennesimo guasto al treno partito prima del suo. Così hanno fermato la circolazione sulla linea per un bel po'. Pensa se stavo alla stazione: il treno risultava partito dall'app online di EavCampania, ma sparito il CircumTrace (così comodo!) e a stazione impresenziata, sarei rimasto come un baccalà ad aspettare ed avrei fatto tardi. 
A sera, un altro dipendente mi annuncia contento che la situazione era tornata alla normalità (dalle 14.30 eravamo arrivati alle 19.45) e quindi poteva tornare a casa in treno (lui era venuto a lavoro un paio d'ore prima del blocco). Contento pure io, decido di fargli compagnia e torno a casa in treno. Ma siamo costretti ad aspettare ben due treni in ritardo che ci occupano la linea, e quindi partiamo circa venti minuti dopo. Non fa niente, sono in compagnia, e soprattutto sono contento che esistano ancora, i treni!
Scendo alla fermata di Piano e trovo un vero e proprio bivacco di senzatetto che stanno cenando in un mare di carte e cartuscelle che mi hanno ricordato la grande Nunzia Fumo in Così parlò Bellavista (http://www.youtube.com/watch?v=UgO1qGmb35E n.d.r.). Si sente un odore tremendo di sigarette, di bevande alcoliche e liquidi connessi alle bevute generose. Uno di loro sta piegando dei panni...eureka! Vuoi vedere che quel famoso pacco di indumenti che ho fotografato è stato gettato da qualcuno proprio perché i senzatetto li prendessero? Allora togliamo la scritta Circumvesuviana che sta fuori, all'ingresso, e scriviamo CARITAS!
Col naso tappato mi avvio verso casa, e nel buio illuminato a tratti dai radi lampioni scorgo una sagoma nota...ma sì, è il "musetto" di un autobus EAV...di colpo mi viene in mente che sarei potuto partire dopo e tornare prima, se l'avessi preso...intanto cammino ma l'autobus non si muove...vicino c'è un bar...forse qualcuno ha avuto bisogno di un caffè...finalmente gli sono vicino: è spento, fermo, lasciato là come se dovesse venire Penisola Verde a prenderlo. Sta legato in un angolo buio come un Ecce Homo del Tpl, con quello scotch bianco e rosso e una transenna dietro. Non so perché, ma ispirava la stessa altera dignità dell'autobus di Rose Parks, pure se invece di far bella mostra di sé in un museo tutto bello e verniciato, stava "tutto sgarrupato" in mezzo alla strada. Forse pare esagerato, ma mi pareva proprio l'icona silenziosa di tante persone che utilizzano l'EAV come lavoratori e come viaggiatori, e che legate ad esso ne subiscono la stessa sorte. Come se pure lui stesse aspettando l'autobus alla fermata, o lo stipendio il giorno stabilito, legato ad un futuro che non si vede ancora".

Buona giornata e buon lavoro! :-)

Gabriella


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