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10 ottobre 2013

DA IL MATTINO DI OGGI 10 OTTOBRE 2013

Francesco Gravetti

Il fax al Prefetto e al Questore arriva lunedì in tarda serata, al termine di una giornata di insulti, spintoni, richieste di spiegazioni sempre più insistenti e sempre meno cortesi. In Circumvesuviana, infatti, le soppressioni delle corse, senza preavviso, aumentano. E i viaggiatori sono sempre più infuriati. Arrivano alla stazione convinti di poter tornare a casa e invece devono arrangiarsi. E così, sfogano la loro rabbia contro chi, in quel momento, rappresenta l’azienda per il solo fatto che indossa una divisa. E se non ottengono una spiegazione che li soddisfi, non esitano a sbraitare, finanche a minacciare. I macchinisti hanno, allora, deciso di invocare la protezione di polizia e carabinieri e hanno scritto a Luigi Merolla e Francesco Musolino: «Chiediamo un presidio delle forze dell’ordine al terminal di porta Nolana, dal pomeriggio fino alla sera, e tutti i giorni. Vogliamo fare il nostro lavoro senza il terrore di essere aggrediti».
La firma in calce al fax è dei sindacalisti dell’Orsa, il gruppo che nella ex Circum (ora Eav) racchiude la quasi totalità dei macchinisti. Nervi a fior di pelle, dunque, come spiegano Gennaro Conte e Luca Del Prete: «L’effetto perverso di questa spirale di disservizi, oltre ad aumentare il numero di treni guasti e non riparabili, fa crescere le tensioni tra utenti e il cosiddetto personale di contatto». I viaggiatori, infatti, non se la prendono solo coi macchinisti ma anche col personale di servizio sui treni, nelle stazioni, alle fermate, alle biglietterie. E lavorare, a queste condizioni, diventa sempre più difficile.
Del resto, il bollettino delle soppressioni è impietoso: ieri sono state 38. I treni a disposizione erano poco più di 40 (oggi saranno 46). Sono state cancellate anche le navette sulla linea di San Giorgio a Cremano, quelle che portano al Centro direzionale e sono formate da un solo convoglio, solitamente il MetroStar. Un servizio minimo, che non si riesce più a garantire. Proprio i MetroStar, però, potrebbero tornare a funzionare: 18 su 24 sono fuori uso ma è di questi giorni la notizia dell’arrivo alle officine di Ponticelli dei tecnici dell’Ansaldo, la ditta che li ha realizzati. Gli specialisti si sono confrontati con gli operai che lavorano alla riparazione dei treni e hanno effettuato alcune verifiche sui macchinari a disposizione. Hanno, comunque, un obiettivo: rimettere in sesto la maggior parte dei treni di ultima generazione che, consegnati nel 2008 e costati ben 120 milioni (furono usati i fondi Por), si sono rivelati un vero flop.
L’Eav ha esercitato il diritto alla garanzia ed ha chiesto all’Ansaldo di intervenire per riportare sulle rotaie i supertreni. «Noi abbiamo tutto l’interesse affinché i MetroStar funzionino, soprattutto in una fase come questa», fanno sapere. Il ritorno dei MetroStar, infatti, rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per il servizio ferroviario ma sarebbe pure un ritorno di immagine importante per la gloriosa azienda di trasporti. Se ne saprà di più nei prossimi giorni.
Intanto il sindacato Cisal punta i riflettori su un altro fronte caldo: gli stipendi dei dipendenti dell’indotto Circum. Quelli della Florida 2000, che si occupano della gestione dei passaggi a livello, aspettano il mensile di settembre. E già promettono battaglia.

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