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3 dicembre 2012

DAL COLLEGA ANDREA MATRONE RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO


C O M U N I C A T O

Le aggressioni subite in questi giorni dal nostro macchinista presso la stazione di Barra e dal personale di relazione con il pubblico di Napoli, è la conferma di quanto avevamo segnalato qualche giorno fa all’azienda con un nostro fonogramma.
A loro vanno la nostra solidarietà e l’augurio che ritrovino presto la serenità necessaria a fare il proprio lavoro, con l’impegno di sempre.
Adesso più che mai, ne abbiamo assoluto bisogno.
Comprendiamo l’esasperazione dei nostri viaggiatori, peraltro opportunamente aizzati da un’abile disinformazione a cui non seguono mai adeguate risposte da nessun livello istituzionale.
Ma non giustifichiamo assolutamente atti di violenza, seppur esercitati in nome di un sacrosanto diritto alla mobilità pesantemente sotto attacco, ma di cui i lavoratori non hanno nessuna responsabilità, specialmente quelli in prima linea.
 Anzi, sono anch’essi esasperati dall’evidenza che potenti interessi, neanche tanto limpidi, stanno esercitando, con protervia inaudita, la sistematica distruzione del sistema di trasporto regionale e soprattutto di un’azienda che, fino a pochi mesi fa, era considerata modello nel panorama nazionale e ed europeo, oltre che la prima della Campania.
Ma ormai il livello di tensione ha raggiunto limiti insopportabili ed è venuto il momento di smettere il vasto campionario di irresponsabilità e strumentalizzazione seminato in dosi massicce quanto mai, e di far cessare questo gioco al massacro che lascerà solo ferite e macerie per tutti.
Sarebbe il caso che i rappresentanti istituzionali, a cui spetta la dose maggiore di responsabilità e buon senso, chiarissero anche agli utenti cosa sta accadendo e perché:
·  La sicurezza, pane quotidiano di un’azienda di trasporto, viene sempre più subordinata ad esigenze di carattere economico o ad incomprensibili rigidità, nonostante roboanti proclami di tutti i livelli istituzionali;
·  Il salario, base indispensabile per la serenità degli operatori, soggetti a condizioni di lavoro sempre più stressanti, ancora sotto attacco nonostante fosse stato sensibilmente  ridotto dagli  accordi difensivi sottoscritti, con alto senso di responsabilità, da tutte le organizzazioni sindacali;
·   l’organico,  già pesantemente ridotto negli anni passati, per giunta in un settore in cui aumenta sempre di più la domanda di ulteriori e più qualificati servizi,  viene ancora messo in discussione, con la prospettiva di ulteriori riduzioni;
·  gli stipendi che da diversi mesi vengono beffardamente posticipati, sempre all’ultimo minuto, di quel tanto che basta a mantenere il clima di terrore funzionale al devastante disegno perseguito.
 Ancora non basta ?????
Noi siamo molto preoccupati perché senza una strategia di uscita da tale situazione, che secondo noi può avvenire solo in presenza di un robusto progetto di sviluppo, ci saranno solo altri guai.
Perché è meglio che si sappia, una volta concluse le vertenze in atto, senza un cambio nelle politiche del trasporto pubblico locale, i viaggiatori dovranno aspettarsi un ulteriore degrado del servizio, della sicurezza e della  qualità .                                                                     
                                                                                                
I rappresentanti alla sicurezza dei lavoratori
della Circumvesuviana.

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