BREVI, FLASH, ANNUNCI.....

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18 novembre 2012

ULTIME NOVITA' DA IL MATTINO DI NAPOLI DEL 18-11-2012


Salvo Sapio
Dopo la lunga notte della tregua scatta il breve percorso per la salvezza di EavBus. Il timer è fissato a domani pomeriggio quando, in un incontro informale, il giudice della fallimentare Aldo Ceniccola, la curatela fallimentare da lui nominata (Maurizio Siciliani, Sergio Sciarelli più un rappresentante della tributaria ancora da individuare) parlerà con i rappresentanti di Eav (Polese e Como) e soprattutto con il governatore Caldoro.
Secondo quando trapela, il tribunale ha interesse a garantire l’esercizio provvisorio fino alla sentenza di corte d’appello in cui il fallimento potrà essere cancellato o confermato. Superiori gli interessi del servizio pubblico, alto il senso di responsabilità, fondamentale il lavoro di diplomazia istituzionale. Grande regista dell’operazione «tregua» (con gli assessori Nappi e Vetrella), il presidente della giunta regionale; Caldoro ha gestito le legittime preoccupazioni dei sindacati e ha mediato istituzionalmente assieme al prefetto rispetto alla curatela fallimentare. «Rabbia non contro i giudici ma con chi ha creato il disastro e oggi non ha imbarazzo» ha scritto lo stesso Caldoro su twitter: «C’è rabbia perché sono in ballo i servizi e il destino dei lavoratori». 
Conquistato il tempo, non è stato sprecato. L’Eav, attraverso l’avvocato Sandulli, ha preparato la memoria per impugnare la sentenza per vizio di forma nella notifica. Possibile che anche altri creditori presentino opposizione temendo di perdere tutto. Nel corso del vertice con magistrato e curatela, il governatore supporterà le garanzie contenute nel documento siglato venerdì notte. Sono stati sbloccati e «congelati» 4,5 milioni che serviranno per garantire il pagamento degli stipendi. Sono formalmente disponibili anche i 600mila euro del debito che ha portato al fallimento ma sarebbe rischioso versarli. A fronte di un piano per il risanamento, è stato stilato anche un percorso progressivo di pagamento dei debiti. Derogare da questa strada potrebbe mandare in tilt il sistema, rischiando di coinvolgere la Circum, Sepsa e MetroNapoli NordEst.
Domani la Regione punterà, quindi, a stabilizzare la «tregua» e proseguire nel percorso di ristrutturazione ma è indispensabile trovare un punto d’intesa con la fallimentare. Secondo appuntamento in calendario è quello delle 19, in Regione con i sindacati. L’ipotesi è quella di affidare EavBus in affitto e senza gara ad un’altra azienda di mobilità. I sindacati premono perché sia all’interno di Eav holding. L’ipotesi più fondata è che si torni al passato, con le tre aziende su ferro di Eav che «riprendono» le linee che gestivano singolarmente sino al 2008.
Al di là di soluzioni e prospettive il dato importante emerso dall’incontro di venerdì notte è il nuovo spirito di concertazione tra sindacati e Regione. Con toni anche duri ci si è confrontati e si è trovato un punto di equilibrio comune nell’interesse dei lavoratori e del servizio pubblico. Esemplare, poi, il comportamento dei lavoratori di EavBus. Dopo i presidi di piazza di venerdì mattina (per un legittimo scoramento) si è scelta la linea della responsabilità. Di sera la lunga attesa intorno a Palazzo Santa Lucia, ieri mattina la ripresa del servizio con esemplare professionalità e, probabilmente, con l’ansia nel cuore.
«Apprezziamo l’iniziativa intrapresa dalla Regione con il tavolo permanente e le prime risultanze dell’incontro di venerdì sera - spiega il segretario Cgil, Franco Tavella - ma ribadiamo la ferma opposizione della Cgil alle ipotesi di privatizzazione». Stessa linea per Giuseppe Esposito (Fit-Cisl): «L’azione sinergica tra le istituzioni, e per questo ringrazio il presidente Caldoro, ha permesso di guardare al futuro di EavBus in maniera più ottimistica». Ma non bisogna dimenticare l’indagine sulle responsabilità del fallimento. «È vero - incalza Anna Rea - che l’azienda pubblica eredita gli errori ed i debiti del passato ma è altrettanto vero che gli errori si sono perpetrati anche con la nuova amministrazione. È da tempo, infatti, che stiamo denunciando lo stato di estrema emergenza dell’azienda e l’incapacità dei dirigenti». Ancora più duro Carmine Simeone della Cisal: «È assolutamente inconcepibile che da febbraio amministratori e quadri aziendali “abbiano dimenticato nel cassetto” una citazione giudiziaria fallimentare di tale importanza».


Ritorno al passato, per la precisione al 2007 quando si stabilì che Circum, Sepsa e MetroNapoli NordEst avrebbero lasciato le corse su gomma. Nasceva EavBus, operativa nel 2008 avrebbe dovuto raccogliere gli esiti di una riforma, mai attuata, che prevedeva la divisione dei bacini. Uno cittadino per il quale avrebbe concorso l’Anm, uno provinciale in cui le aziende pubbliche in gara sarebbero state Ctp e, appunto, EavBus. 
Quello che è successo è noto a tutti, quello che succederà pare praticamente obbligato. La strategia emersa dalla riunione di venerdì notte prevederebbe l’affidamento di EavBus per garantire il servizio provvisorio. Il punto è che da sole Circum, Sepsa o Alifana (MetroNapoli NordEst) non sarebbero in grado di sostenere il peso dei mezzi e dei servizi di EavBus. Ecco l’affido alla holding che «distribuirebbe» i servizi ma, soprattutto, garantirebbe gli stipendi alla luce dei soldi sbloccati dalla giunta regionale.
Si potrebbe, quindi, coinvolgere anche il Ctp. Da verificare i dettagli tecnici ma sarebbe un passaggio importante in prospettiva della creazione di una nuova società che sarebbe necessaria con la scomparsa della Provincia e della nascita della Città Metropolitana. Nel 2013 ci sarebbe, infatti, la divisione di due bacini: uno cittadino affidato ad Anm, ed uno provinciale in cui opera la nuova società in cui Eav holding avrebbe quota attraverso le partecipate ma di cui non sarebbe unica sostenitrice attraverso la Regione. 
«In questo momento è molto difficile programmare - spiega il presidente della Provincia, Antonio Pentangelo - ma è chiaro che siamo pronti a fare la nostra parte. Con il Ctp abbiamo avviato un percorso virtuoso che sta dando risultati ma c’è un dato politico che va affrontato con forza prima di ogni soluzione tecnica. Non bisogna far scomparire male la Provincia altrimenti i danni li pagheremo tutti. Insieme, da Caldoro a De Magistris, bisogna far sentire la propria voce a Roma e chiedere attenzione».
Lo scenario resta comunque difficile. Tanto da far temere soluzioni senza ritorno. «Oggi, di fronte a questo drammatico epilogo - spiega il coordinatore di Fli, Pietro Diodato - bisogna capire non tanto gli aspetti giuridici della vicenda, quanto piuttosto se c’è o meno l’intento di far seguire all’EavBus la stessa sorte dell’azienda di trasporto pubblico casertana, prima fallita e poi acquisita da un privato. Il vero nodo da sciogliere è appunto questo, capire cioè se ci sia stata negligenza o dolo per favorire appetiti esterni».
sa. sa.

L'INTERVISTA A ENNIO CASCETTA

Per dieci anni (dal 2000 al 2010) ha condotto la macchina dei trasporti in Campania. Ennio Cascetta ha di fatto creato un modello di collegamento locale che, tra gli altri riconoscimenti, è stato anche «esposto» a Bruxelles ricevendo il plauso dell’Ue. Ordinario alla Federico II in Pianificazione dei Sistemi di Trasporto, Cascetta insegna anche al Mit negli Usa. 
Professore, non è possibile che la «macchina» del trasporto pubblico in Campania sia troppo complessa da condurre?
«La Regione ha abbandonato un progetto che puntava sul rilancio e lo sviluppo del trasporto pubblico. Investendo risorse e realizzando progetti la Campania era diventata per oltre dieci anni una regione modello in questo settore, i cittadini ci hanno creduto usando sempre più bus e treni. Dal 2010 questa politica è stata abbandonata, in tutto il trasporto regionale e non solo per l’Eav. Oggi la Anm fa la metà dei bus che faceva nel 2010, per non parlare delle riduzioni dei servizi di Trenitalia, della incredibile vicenda Caremar, dei servizi di Metronapoli, che apre nuove tratte ma riduce i treni al giorno, della idea di affossare la integrazione tariffaria Unico Campania».
L’accusa ricorrente dell’attuale giunta nei confronti della passata gestione è quella di aver lasciato un clamoroso buco nel bilancio.
«Anche sul cosiddetto buco Eav andrebbe fatta chiarezza una volta per tutte. La precedente amministrazione aveva lasciato il gruppo Eav con un credito verso lo Stato e la Regione di poco più di 400 milioni di euro per gli investimenti ed i servizi fatti. Si era approvata una legge regionale nel 2009 che risolveva il problema e prevedeva un piano di rientro. Quei crediti sono stati confermati come legittimi da questa amministrazione regionale che ha approvato il bilancio del gruppo, anzi il credito Eav è aumentato considerevolmente in questi due anni e mezzo, ma nel frattempo si è annullato il piano di recupero del credito. Mi sembra sia ora di affrontare i problemi gravissimi del trasporto in Campania assumendosi le proprie responsabilità e senza aggrapparsi alla demonizzazione del passato».
Forse il contesto in cui si opera è diverso.
«È vero, il trasporto pubblico è in difficoltà in tutta Italia per i tagli nazionali, ma questo non deve diventare un alibi. Sto lavorando in tante regioni italiane e nessuna ha neanche lontanamente tagliato i servizi come la Campania. In Campania si è ridotto lo stanziamento di bilancio per questo settore di oltre cento milioni di euro all’anno dal 2011. Nel 2008 come coordinamento delle Regioni si fece una battaglia per aumentare la quota di accisa sul gasolio per finanziare il trasporto pubblico. Oggi non è chiaro se quei soldi sono tutti destinati al settore dei trasporti o vengono usati nel bilancio regionale per altre finalità».
Torniamo alla cronaca. Cosa pensa del caso EavBus?
«Quella di EavBus è solo la punta dell’iceberg. Una vicenda gravissima che mostra una chiara incapacità amministrativa, ma come si fa a far fallire una azienda con 1300 dipendenti in questo modo? E non convince la reazione politica. Prendersela con la magistratura o addirittura con i fantomatici guasti delle gestioni passate dopo tanti anni mi sembra voler negare l’evidenza».
Bocciatura netta, quindi.
«Non sono intervenuto nel dibattito pubblico sui trasporti in questi anni per una questione di stile, perché credo nell’alternanza e sono abituato a giudicare dai fatti. Ma ormai dopo due anni e mezzo e di fronte a quanto sta succedendo penso che si possa esprimere un giudizio molto negativo sulla politica dei trasporti regionale».
E il futuro?
«Come cittadino, prima ancora che come studioso del settore, sono seriamente preoccupato non solo per il caso EavBus, ma per lo stato di gravissima crisi in cui si trova il trasporto pubblico a Napoli ed in Campania. Una crisi ormai profonda che priva i cittadini di servizi essenziali, ancora di piu nello stato di difficoltà economica che stiamo vivendo, e che mortifica tanti lavoratori di questo settore».
sa. sa.

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