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E' DECEDUTO IL MACCHINISTA IN PENSIONE PASQUALE COPPOLA...

25 agosto 2015

“RACCONTAMI COSI’” 2 DI EMILIO VITTOZZI

Tempo fa sono stato (piacevolmente) coinvolto nella stesura del primo libro di Alessandro Campaiola, dinamico giovane di Portici.
Alessandro ha fatto “parlare” tredici persone, tra cui appunto io, partendo dalla personale scelta di un libro che li ha profondamente colpiti. L’opera finale, dal titolo “Raccontami così”, ha visto così anche la mia collaborazione grazie a “Quaquaraquà”, il libro di Tonino Scala che mi ha emozionato come pochi…
Ora Campaiola vuole che un gruppo di amici ed amiche “parlino” partendo dalla personale scelta di una canzone che è entrata nelle orecchie, nel cuore, nella mente.
Avrei potuto scegliere, ad esempio, fra “Il mio canto libero”, “La canzone del sole”, “I giardini di marzo”, “Luci dell’Est”, “Pensieri e parole”, Emozioni”: la mia personale scelta è caduta su “Anche per te”.
 
Prima di ogni altra cosa, vorrei parlare, seppur un solo attimo, di Battisti che ha inciso 168 canzoni, di cui 116 con i testi di Mogol, 40 con quelli di Pasquale Panella, 12 con quelli firmati da Velezia (Grazia Letizia Veronese, sua moglie).
Inoltre, Battisti ha scritto per i “Dik Dik”, i “Profeti”, l’”Equipe 84”, Paul Anka, Johnny Dorelli, Gene Pitney, i “Camaleonti”, la “Formula 3”, Patty Pravo, Bruno Lauzi, la “Flora Fauna & Cemento”, Adriano Pappalardo, Alberto Radius e per la numero 1, Mina…
E per termine questa specie di “presentazione” di Lucio Battisti, voglio solo ricordare che basta accennare alle prime parole e note di una sua canzone che scatta subito il coro: Mi sono informato / In un grande magazzino / Che non si muore per amore / Che cosa vuoi da me / Non sarà un’avventura / Ogni notte ritornar / Quel gran genio del mio amico / Che sensazione di leggera follia / Fiori rosa fiori di pesco / Le bionde trecce / Seduto in quel caffè / Mi ritorni in mente / Eppur mi son scordato di te / Dove vai quando poi resti sola / Il carretto passava / Può darsi che io non sappia cosa dica / La gallina coccodè / Seguir con gli occhi un airone / Motocicletta 10 HP –
Scommetto che anche chi mi legge canterà subito il seguito della canzone…
Battisti, in definitiva, ha rilanciato il coinvolgimento sentimentale e i piccoli avvenimenti della vita quotidiana: la sua musica accarezza l’anima, fa venire un groppo alla gola, la commozione fatta lucciconi agli occhi.
La sua grandezza sta nell’essere stato pioniere di suoni e nuove strumentazioni: prima di lui c’erano stati gli urlatori che cantavano canzoni dalla rima amore/cuore.
Battisti è l’emozione fatta suono, la canzone che descrive un sentimento e il tutto diventa opera: è stato il primo ad “adoperare” un’intera orchestra (dopo sono venuti i Cocciante e i Baglioni…).
Tutti hanno copiato od imitato Battisti (come nella voce degli “Audio 2”…); pochissimi l’hanno riconosciuto il migliore, come dichiarato dall’onestissimo Enrico Ruggeri!
Su di lui anche una sterile polemica politica: è stato accusato di finanziare il movimento neofascista Ordine Nuovo.
Ma in una sede delle Brigate Rosse furono trovati vari suoi lp…
Comunque sia, è Poesia in Musica!
E poi amo Lucio Battisti perché nell’unica partita di calcio giocata scese in campo con la maglia di trasferta dell’Inter del 1975: bianca con fascia orizzontale nerazzurra…

 
“ANCHE PER TE” – Ottobre 1971
 
Probabilmente questa è la canzone più femminista che sia mai stata scritta da un uomo. In più è dedicata alle “ultime”, a tre donne, cioè, diverse con proprie problematiche: una suora, una prostituta, una ragazza madre.
“…che ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te / che poi entri in chiesa e preghi piano / e intanto pensi al mondo ormai per te così lontano”: massimo rispetto e profonda tenerezza per questa religiosa, forse finanche giovane.
“…di mattina torni a casa tua perché / per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te / …che metti i soldi accanto a lui che dorme / e aggiungi ancora un po’ d’amore a chi non sa che farne”: la sofferenza psicofisica che si coniuga con la realtà come il freddo e i soldi.
“…di mattina svegli il tuo bambino e poi / lo vesti e lo accompagni a scuola e al tuo lavoro vai / per te che un errore ti è costato tanto / che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto”: la sofferenza di chi deve affrontare i rimpianti e i rimorsi di un errore.
Il filo conduttore è l’Autore che è vicino a queste tre donne che hanno in comune solo la triste quotidianità, che darebbe a loro qualcosa che non ha per cercare di migliorare la loro triste situazione.
Una delicatissima ode in musica cantata anche da Enrico Ruggeri, Renato Zero e Francesco De Gregori.-
 
EMILIO VITTOZZI




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