BREVI, FLASH, ANNUNCI.....

..... ...... ......

13 novembre 2014

LA FISARMONICA DI PETRU SUONA ANCORA INSIEME ALLE VOCI DELLE VITTIME INNOCENTI DELLA CAMORRA

“Quella sporca dozzina”, il libro scritto da Tonino Scala ed Emilio Vittozzi, il cui ricavato andrà alle Vittime innocenti della camorra, ha prodotto un vero e proprio tour nei “santuari” del dolore e del ricordo.
I due scrittori, nel corso di questi mesi, dopo essersi recati presso l’Albero della Legalità (Piazza Municipio a Napoli), la targa dedicata a Silvia Ruotolo (Piazza Medaglie d’oro a Napoli), l’albero dove morì Paolino Avella (a San Sebastiano), la stele dedicata a tutte le Vittime (Piazza Plebiscito a Napoli), la targa dedicata a Maurizio Estate (Vico Vetrieria a Chiaja a Napoli), la tomba di don Peppe Diana (a Casal di Principe), hanno reso omaggio all’ennesima Vittima della camorra, Petru Birladeanu.
Un piccolo gesto che Tonino Scala ed Emilio Vittozzi, unitamente a Roberto Intermoia di “Articolo 16” ed ai Lavoratori della SAMIR srl che, quotidianamente, con il loro lavoro rendono dignitosa la stazione.
Anche i fiori sono stati gentilmente offerti da Arturo Imperato de “La bottega dei fiori” sita in Piazza Enrico de Nicola 72 a Napoli.

Nella Stazione di Montesanto dell’ex Cumana è custodita la fisarmonica di questo Musicista Rumeno, colpito a morte dai proiettili di camorristi in libertà.
Le persone perbene come Petru Birlandeanu, morto ammazzato dalla camorra, pur non essendo assolutamente un camorrista, non si dimenticano mai. Perché mai si possono dimenticare. Lasciano il segno e non solo per i familiari…
E’ la guerra fra i Sarno-Ricci e i Mariano. Entrano nella stazione di Montesanto della Sepsa e sparano all’impazzata con mitragliette. Nel mirino, però, finisce un musicista romeno che si guadagna da vivere suonando la fisarmonica sui treni. Si chiama Petru Birlandeanu, colpito alla gamba e al torace mentre cerca riparo, con la moglie Mirela, fra il fuggi fuggi generale. Trenta minuti di agonia, di dolorosa e lunga agonia, assistito dalla moglie, che chiede aiuto a tutti i presenti. Ma nessuno, dicasi nessuno, l’aiuta! Come se fossero invisibili… Per lo Stato lo sono. E lo sono anche per i Napoletani, una volta riconosciuti come quelli dal “Cuore d’Oro”… Vicino ai due passano in tanti, tantissimi: chi parla al cellulare, chi ascolta musica, chi guarda verso il treno da prendere, chi guarda proprio loro ma non rallenta per nulla. Anzi, in molti iniziano quasi a correre. Pur di non sporcarsi le mani, pur di non immischiarsi… E così Petru muore!
Nella Stazione di Montesanto, in una teca, è esposta la fisarmonica di Petru Birlandeanu che, partito dalla sua terra, ha trovato la morte in un Paese che si definisce “Cattolico”, “Democratico”, “Sociale”.

Il ricordo di oggi è un modo per non dimenticare e per ricordarci che la camorra è dietro l’angolo! Non è vero che fin quando si ammazzano tra di loro il problema non ci riguarda… Succede molte, troppe volte che, scusate il gioco di parole, ammazzandosi fra di loro, ammazzano un povero innocente che passava lì per caso!



1 commento:

Anonimo ha detto...

Caro Emilio,avevo già letto con piacere il tuo racconto su Petru, avevo quasi dimenticato, come tanti purtroppo, questa triste vicenda e le tue belle parole mi hanno colpito. Seguo con interesse le iniziative tue e di Tonino Scala, anche questa volta con un semplice gesto avete dimostrato una sensibilità non comune, in questo mondo che va di fretta, fermarsi a commemorare una vittima della camorra quasi dimenticata è stato importante, spero che serva a svegliare le coscienze addormentate o dovrei dire stanche e scoraggiate. Continuate per noi e per i nostri giovani affinchè non si dimentichi che la camorra ci ha segnato tutti profondamente, distruggendo la nostra vita e i sogni dei nostri figli. Marcella