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19 settembre 2014

UN GIORNALE SENZA EDICOLA…di EMILIO VITTOZZI

Sabato 13 Settembre – Festa di San Giovanni Crisostomo – Stazione di Napoli Porta Nolana dell’ex Circumvesuviana – ore 12,30 circa -

Don Peppe ‘o giornalaio dell’edicola di stazione sta su uno scaletto, mentre sua moglie Maria vende biglietti e quotidiani vari.
Peppe non è giovane, anzi… Lo dimostra anche quando parla, raccontando aneddoti e vicissitudini di una ferrovia che non esiste più, neanche nel nome. Dalle sue parole, molto spesso, traspare l’amarezza di chi non apprezza la globale situazione attuale. E non l’accetta…
Sta affiggendo uno striscione azzurrino su cui è scritto “Un giornale senza edicola è come un pesce fuor d’acqua –




Nella tua edicola puoi scegliere la tua informazione. Non permettere che chiudano le edicole. Difendi la libertà di scelta.”. E’ uno striscione in tessuto, stampato in 30.000 copie, per attirare l’attenzione di clienti e di passanti sul gravissimo problema che coinvolge la rete di vendita di tutt’Italia. E’ un’operazione senza precedenti che lo S.N.A.G. (Sindacato Nazionale Autonomo Giornalai) ha lanciato in questi giorni!
Mentre altre categorie per sensibilizzare Governo ed opinione pubblica portano per le strade i trattori, bloccano gli aereoporti, creano file di taxi strombazzanti, fermano i Tir nelle prossimità di gallerie, i giornalai hanno scelta la via della… informazione-con-striscione.
Ecco perché lo S.N.A.G. ha deciso di promuovere questa “rivoluzione silenziosa”; silenziosa perché sarà senza scioperi, ma che dovrebbe lasciare il segno…
Don Peppe, dopo aver affisso per bene lo striscione, scende dallo scaletto e mi dice: “Emì, da troppo tempo gli edicolanti sono relegati ad una posizione di secondo piano, inascoltati nonostante la necessità di un rapido intervento per scongiurare la chiusura di altri punti vendita: negli ultimi 10 anni hanno definitivamente abbassato la serranda circa 10.000 edicole, con una perdita complessiva di oltre 20.000 posti di lavoro! Non parlo solo per me che sono anziano e che combatto anche con le tasse e il caro-fitto dell’ex Circumvesuviana, ma oggi, in bella mostra, sul banco ci sono oltre 2.000 testate: se chiudessero le edicole, domani i clienti non sapranno più cosa leggere, cosa guardare… Dove andranno? Al supermercato? Ma non scherziamo…”.
Gli domando: “Qual è la battaglia contro il caro-fitto dell’ex Circumvesuviana?”.
Prendendo da una cartellina vari fogli mi risponde: “Da tempo, come dimostrano ‘sti fogli, io pago molto di più di quello che dovrei all’ex Circumvesuviana per il fitto di questo locale, nonostante gli interessamenti di Dirigenti come l’Ing. Lanzaro. Ho solo e sempre chiesto che siano rivisitati tutti i parametri al fine di rideterminare il canone della concessione, divenuta ormai troppo onerosa.”.-

EMILIO VITTOZZI

EDICOLA DI DON PEPPINO A NAPOLI PORTA NOLANA -
PIANO FERRO EX CIRCUMVESUVIANA



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