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CHIUSO PER FERIE

20 luglio 2014

SU SEGNALAZIONE DEL COLLEGA MIMMO STARITA


Circumvesuviana, con il primato europeo sarebbe ora di individuare i veri responsabili di tali perfomances.


inserito da Salvatore Caccaviello.
Interessante l’analisi di Franco Cuomo (VAS) circa  gli atavici problemi della linea ferroviaria che collega la penisola sorrentina , i paesi vesuviani al capoluogo campano. Dalla quale scaturisce  che per curarne  definitivamente i mali, invece di continuare ad esaltarne gli innumerevoli difetti , ormai noti a livello planetario, bisognerebbe andare a fondo individuando e colpendo i  veri responsabili di tale disastro.
Circumvesuviana: perché invece delle solite esternazioni non cadono le teste dei dirigenti?(da cronache da agharta)
Leggo da più giorni, “bollettini di guerra” circa la circumvesuviana, mi ritengo un fortunato a non prenderla più dopo aver usufruito per quasi quarant’anni dei suoi disservizi in crescita esponenziale negli ultimi due anni. Avrebbero dovuto darmi, insieme alla pensione, una indennità di rischio per ogni anno di sopravvivenza  sulla tratta Vico Equense –Napoli, a me, come a tanti altri poveri cristi. Ritengo però, questo reportage giornaliero sullo schifo della peggiore linea ferroviaria europea, un esercizio inutile , una cosa che non serve a nessuno: né ai poveri utenti, per la maggior parte turisti sprovveduti ( sulla linea Sorrento-Napoli), studenti e pendolari lavoratori, che poveracci sanno bene cosa passano su quell’inferno, né fa un baffo ai dirigenti inutili che intascano i loro lauti stipendi rimanendo ai loro posti di comando, tutt’al più alternando poltrone  e uffici. Leggevo l’altro giorno di vandali domenicali che sfasciano vagoni e porte creando il terrore tra i malcapitati che ancora inconsapevoli si arrischiano a prendere un treno della circum di domenica, un’esperienza che ho vissuto non una volta, ma svariate volte sulla mia pelle, leggevo di richieste di vigilantes fatte dai sindaci della zona sorrentina, da sistemare nei vagoni come servizio di scorta e pattugliamento delle stazioni nei weekend. Io, su questi atti di vandalismo ho perplessità e dubbi, nel senso che mi sembrerebbero gesti quasi fatti su commissione, ma è una mia opinione, sia ben chiaro. Puntualmente, il lunedì mattina per milioni di pendolari non ci sono più treni, perché sarebbero stati distrutti o vandalizzati la domenica prima. Insomma, un cane che si morde la coda. Ho letto di un accorato grido di sdegno del deputato del PD onorevole signora Luisa Bossa, che avrebbe portato in Parlamento la “questione circumvesuviana”. Ebbene, credo che tutto questo “cicaleggio” giornalistico, che ormai continua uguale a se stesso da svariati anni, non serva che ad alimentare una retorica pseudo informativa che ormai ha stufato tutti quelli che gioco forza sono costretti ancora a prendere questi treni e ha stufato tutti quelli che hanno trovato mezzi alternativi per raggiungere la città e dunque, felicemente se ne strafregano e a ragione. In tutti questi articoli letti da anni, in tutte queste edificanti prese di posizione dei politici, non ultima quella della deputata del PD, non una sola volta e sottolineo una sola volta – che abbia letto dei nomi e cognomi di responsabili della Circumvesuviana che abbiano pagato di persona per i danni inferti a milioni di cittadini tutti i giorni.  Chessò, ci sarà stato un responsabile della manutenzione o uno del materiale ferroviario, un dirigente preposto al parco vagoni ma anche il Dirigente attutto Nello Polese, messo dal Presidente regionale Caldoro, come già Cascetta lo fu per Bassolino. Ecco, in questo sfasciume barbarico della peggiore ferrovia d’Europa è  assordante il silenzio di Nello Polese, l’amministratore unico dell’EAV – Ente Autonomo Volturno – la società definita holding dei trasporti della Regione Campania con un capitale di oltre 62 milioni di euro interamente versati e che ha una mission aziendale specifica che opera soprattutto lungo 3 direttrici strategiche, come si legge sul sito web della circum. Mai una volta che qualcuno abbia fatto i nomi e cognomi. Ora mi chiedo: perché gli articoli giornalistici che leggo e le esternazioni di deputati parlano della Circumvesuviana sempre come se si trattasse di una categoria astratta? Perché i giornalisti non chiamano in ballo i responsabili e, non lo fa neppure l’onorevole Bossa o qualche altro politico? Nello Polese, docente universitario, ma anche politico socialista che è stato sindaco di Napoli dal 1990 al 1993, dovrebbe spiegare ai cittadini-utenti che cosa sta facendo o cosa ha fatto, come ha operato e soprattutto come ha vigilato e come vigila, a chi ha risposto in questi anni se, come appare evidente, non sono stati gli utenti l’obiettivo primario degli interessi aziendali e a seguire il personale dell’Azienda? Le assunzioni che sono state fatte, gli incarichi conferiti, gli appalti e gli acquisti fatti, anche quelli delle cosiddette ferrovie di ultima generazione che sono completamente inadatte a viaggiare sui binari della Circumvesuviana, le vogliamo conoscere o no? L’ing. Polese dovrebbe rispondere e con lui i responsabili delle singole società e dei settori e dei singoli servizi definiti presuntuosamente strategici per l’attività di questa super holding sfasciata che però mangia ancora soldi a palate per i disservizi che stanno sotto gli occhi di tutti. Perché chi scrive dei disastri della circumvesuviana non scrive di tutto questo e soprattutto, i politici che possono, perché invece di farsi domande come farebbe la storica “ casalinga di Voghera” o una “sciura” qualsiasi, non tirano in ballo i caimani che gestiscono, traendone ancora profitto, questo scandalo vergognoso che azzera la dignità di ogni essere umano costretto ad usufruirne?  In questo paese le teste non saltano mai – per carità di Dio – parlo in senso metaforico- non in senso reale. In senso reale sappiamo solo accettare di far saltare quelle dei Palestinesi o di qualche altro popolo dannato della terra. I dirigenti in Italia rimangono sempre al loro posto coperti dalle “solite” immunità e impunità. - Franco Cuomo VAS-Verdi Ambiente e Società.

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