BREVI, FLASH, ANNUNCI.....

NON AVERE FRETTA, IL REBUS TI ASPETTA

17 novembre 2013

“…….SI,VIAGGIARE…..” “ EVITANDO LE BUCHE PIU’ DURE E…..SENZA STRAPPI AL MOTORE “ DA IL POSTINO DI BASKERVILLE

Caro Giovanni,l'articolo è stato completato nella settimana trascorsa al buio.....Han spento già la luce...strimpellavano i Dik Dik,e siam rimasti soli.......Infatti,la classe dirigente,senza luce,cieca com'era,evaporò....
Ma il postino con certosina pazienza aspettava il momento del Gloria in Excelsis Deum.... Quando si sciolgono le campane,spesso tra l'euforia ed un bicchiere di troppo,tendiamo a dimenticarci di rovine.e patemi d'animo.. (Barbera e Champagne:stasera brindiam)
Come si dice:"Chi ha avuto,avut,avut,chi ha dato,ha dato,ha dato...Scurdammic ò passato simm e Napule,nè PAISA!"

Ed allora conviene sempre aspettare per guardare indietro;per riscoprire da dove veniamo,e capire se la crisi che stiamo attraversando tende ad avvitarsi ed incancrenire oppure se con la convalescenza e la medicina adatta,e con buoni dottori,possiamo sperare in una guarigione lenta, si,ma ....sicura....
A dir la verità,converrebbe sempre sapere come e perché ebbe inizio la nostra crisi....Come e perché oscurammo il deficit?Perché si tacque?Perché una negligenza così macroscopica venne da chi doveva avere a cuore l'interesse dell'azienda?Come e perché fu nominato un Commissario ad Acta?Come infine l'ascesa di Pietro,quello che fa il servizio e torna indietro,mise a tacere tante stupide galline che si azzuffano per niente,direbbe il Battiato....Aggiungendo:"come è misera la vita,negli abusi di potere..." Infatti,il potere,è misero e non ha vergogna....
Tra tanti interrogativi e tante risposte,ne ho scelta una che riassume le altre....La risposta è una sola e suona così:"La verità avrebbe fatto crollare il Sistema,fatto di abusi,sprechi,favori,disordine organizzativo,e da tante omissioni....Sono dirigenti obbligati a rispondere alla politica,ed anche per questo,forse,la gestione doveva essere timida,ossequiosa e prona....
Arrivati a questo punto:quali possono essere i rimedi per non sbatacchiare di nuovo contro gli scogli.....Il postino,il frate Guglielmo e il vecchio lupo di mare,molto hanno scritto in proposito... Anni duri,difficili vissuti con tanti abusi e con molti soprusi........
In archivio a perenne memoria sono stati incasellati,centinaia di articoli: Sull'evasione tariffaria,sul Consorzio e la bigliettazione autonoma;sul Contratto di Servizio; sugli errori di gestione,sulle cattedrali nel deserto,sulla mancata Sicurezza,sull'Armonizzazione delle retribuzioni... etc,etc,etc,.......

Ma oggi voglio parlare di Spending Review e del Piano di Risanamento,con cifre che sono state messe nero su bianco.....
Tutto il resto,non è noia,...anzi Califano in questa storia non c'entra niente.....Nella presentazione dell'articolo,io mi fermo qui....(I DIK_DIK,e per restare nel mondo della canzone)Lo scopriremo solo vivendo,strimpellerebbe il Battisti.....
Dulcis in fundo,il racconto su Pietro e la convalescenza,si completa con una domanda del tutto pleonastica ai posteri...
Domanda talmente superflua che i posteri(Eh,eh,eh,eh)per non essere rotti l'anima e pure qualche altra cosa,si rifiuteranno di  rispondere....AI POSTERI L'ARDUA SENTENZA....
                                             

 “…….SI,VIAGGIARE…..”

       “ EVITANDO LE BUCHE PIU’ DURE E…..SENZA STRAPPI AL MOTORE “

                             

“VECCHI TRENI….E BINARI MORTI….4 Parte”

“NELL’OTTAVO ANNO DEL REGNO DI “ RAMSES “ 
….SECONDA DINASTIA….
NONO MESE.

“…Quel gran genio del mio “ amico”,lui saprebbe cosa fare…Lui saprebbe come aggiustare con un cacciavite in mano fa miracoli…”

“Quel gran genio del mio amico, con le mani sporche d’olio capirebbe molto meglio;meglio certo di buttare,RIPARARE….Pulirebbe forse il filtro soffiandoci un po’….E potresti RIPARTIRE certamente non volare MA “ VIAGGIARE “……”..

IL RACCONTO

Chi lo ha visto dice che il PIANO,è rilegato in un volume cucito e con una copertina finemente lavorata… Sulla copertina del volume c’è l’immagine di San Pietro che con un mazzo di chiavi fa da custode a dei fogli che si susseguono uno dopo l’altro,scritti con una calligrafia intensa ed ordinata….L’immagine di San Pietro,che protegge il volume,è in filigrana a rilievo:presumo che venga da FABRIANO….Il mazzo di chiavi fa capolino nella mano destra del santo:alche lascia facilmente sottintendere l’assoluto predominio all’apertura e alla chiusura di porte altrimenti inaccessibili..…. Il nome dell’autore del Piano si conosce:Pietro era il nome,e su quella pietra,fonderà il suo Regno sussurravano le VOCI smarrite del Palazzo.....(Infatti,il Commissario ha ricevuto nuovi poteri,dall’ultimo  Consiglio dei Ministri…...E con i nuovi poteri ci potranno essere nuovi addii…)..


S.PIETRO/VOCI....RICEVE LE CHIAVI 
Bene,non mi dilungo più,sui timori e le angosce che hanno messo sottoquadro le stanze del potere. Chi le occupa ha il timore che la sua stagione volge al desio….
Posso dirvi che ho esaminato il Piano:" Le parole si succedono con regolarità e con affondi autoritari:Fusione per incorporamento;Scissione;Gare;Abbattimento del Costo del Lavoro; Armonizzazione delle retribuzioni...E poi:misure sul Patrimonio Immobiliare; Manutenzione Straordinaria;contratti di solidarietà ed esodi incentivati… Costi,ricavi,bigliettazione, evasione tariffaria,etc,etc, etc. Sempre nera la scrittura;nera come la brace,nera come il carbone,e mai blù...Intanto che prendo appunti,il mio dirimpettaio(frate Guglielmo)prova a copiare con caratteri amanuensi,e con accenni di matita DURA e sussurra parole incomprensibili...PIANO DURO,MATITA DURA …va bene:la 7 H?????
Improvvisamente mi chiede:Cosa sono queste considerazioni finali?Un Testamento?
Certo-penso-un ultima volta,una dipartita momentanea...Forse una ripartenza per andare....Ma per andare:dove???

Dietro!Grida un collaboratore,(mentre indaffarato a consegnare cartelle,girava tra gli uffici al penultimo PIANO del Palazzo d’Inverno),perciò si chiama Pietro.....

Eh già,(faccio io)è rima baciata:Pietro….fa il servizio e torna indietro...

Intanto il tono declamato è epico e tradisce la fine di un ciclo..Tu sei Pietro e questo è il mio PIANO,che un poco alla volta diventerà anche il “tuo”Piano.... Malinconia illuminata, quando auspica il passaggio su "LAZZARO"...La metafora è simpatica nella sua evidenza. Resuscitiamo???Dopo quanto tempo:Pietro?Il passo del vangelo,a tal proposito,parla chiaro:LAZZARO alzati e cammina..... Andiamo al passo?Al piccolo trotto?Camminiamo? Oppure viaggiamo?Forse è più giusto dire:andiamo al passo..Beh,dopo la cura da cavallo, dobbiamo per forza dosare le forze....
Ed allora,per carità non chiamiamola:Resurrezione,ma solo salvataggio. D'accordo,un salvataggio forse forzato;probabilmente arrivato in extremis per evitare la vergogna del fallimento,ma sempre salvataggio è… Su questo,nonostante i distinguo, pare che siano d'accordo in molti:alla Regione;ai Ministeri;all'E.A.V.;nelle stanze asettiche e vergini del Bianconiglio(pardon del Commissario),ma solo su questo....Per il resto regna la speranza che gli scalcagnati personaggi che hanno guidato la bagnarola,facciano un passo indietro, in maniera che chi ci ha salvato ci faccia navigare in acque più tranquille….

“Come ci suggerirebbe il Battisti:"evitando le buche più dure,gentilmente senza strappi al motore.... ….Ecco,così.....”

Ma i paletti entro cui ci si muove sono le prescrizioni già fissate dal Commissario e dalla mai dimenticata Spending Review che impone e detta le sue condizioni…Il compitino assegnato è alquanto duro:(Punti 10-11-12-13-14),e sono richiamati nei capoversi  che seguono....Ma andiamo con ordine…..

Cari amici,il postino si è riservato l’ultimo pezzo dell’artiglieria proprio per questo momento…. I fedeli esultano:“ Habemus papa “L’una tantum sarà pagata; i buoni pasto verranno regolarizzati,ed i problemi finiscono… NIENT’AFFATTO! …Provo a riepilogare lo stato cagionevole di salute di Regione,Sanità e Trasporti e la durissima convalescenza che ci attende……. 


1)3 miliardi e 50 milioni di euro per pagare i debiti della Pubblica Amministrazione,che in alcuni casi risalgono al 1988;
2)1 miliardo e mezzo entro la fine di Dicembre del 2013,il resto il prossimo anno(Il 2014);
Di questi:
3)1 miliardo e mezzo è destinato ai debiti nel settore della sanità;
4)623 milioni al PIANO DI RIENTRO DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE;;Risorse indispensabili per far riemergere dal pantano l’E.A.V.;
5)Il 50% dei fondi arriverà da un mutuo trentennale che la Regione aprirà presso il Tesoro con un tasso equiparato ai BTP quinquennali ;
6)828 milioni di euro alle imprese e agli enti locali;
Riassumendo:Tra il 2013 e il 2014,un miliardo e mezzo di euro andrà alle aziende sanitarie;828 milioni alle imprese e agli enti locali;623 milioni ai Trasporti;

Per il momento resta da risolvere il problema legato al tetto del patto di stabilità.....Il Presidente Caldoro al riguardo ha dichiarato:

"Per le Regioni che si trovano nella nostra situazione potrebbe esserci il paradosso di doversi attenere anche a quest'ultimo vincolo di legge. Un disallineamento delle due norme che dovrà essere sanato già in sede di approvazione della legge di stabilità...."

Per quanto poi riguarda il futuro,si,ci siamo salvati ma a quale prezzo????

Scissione e Gare....Divisione tra Infrastrutture e trasporto;Organici futuri?Quien Sabe:al momento nulla si dice sui livelli occupazionali,e né tanto meno sono ipotizzate clausole di salvaguardia…...E per quanto riguarda il Piano industriale,è tutto da verificare..

7)Le gare per mettere le aziende sul mercato non partiranno,per la nota SCISSIONE tra INFRASTRUTTURA e TRASPORTO miseramente fallita;e pertanto i sarchiaponi,non riusciranno a rispettare le date che avevano con molta munificenza programmato.
A tal proposito tocca registrare,che il Maghetto del Monopoli continua a garantire/ promettere/ minacciare; Ma niente paura,le gare slitteranno per manifesta incapacità congenita di chi blatera sul nulla;
8)I nuovi acquirenti,potranno comprare solo società senza dipendenti e senza Infrastrutture. Non è stato ancora chiarito,se chi vince le gare può utilizzare personale, depositi,e mezzi del contendente che ha perso. Oppure se potrà utilizzare personale e strumenti di sua proprietà.....E come già si intuisce:l’argomento,in futuro,meriterà più di un attenzione…(E vegliate,…ci suggerisce Frate Guglielmo:”Vegliate dunque perché non saprete ne il giorno e ne l’ora…”)
9)RISANARE è una condizione necessaria per accedere alle gare. Nessuna società della REGIONE è in pareggio dal punto di vista finanziario. Pertanto tutte le società devono dimostrare di essere in regola con i pagamenti. Se così non sarà,non potranno accedere all'affidamento. E' una regola questa che vale per tutti:da A.N.M. a EAV-bus;

                                       

 LA SPENDING REVIEW  

L’articolo 16 del Decreto sulla Spending Review intitolato,”Patto Governo-Regioni per il Trasporto Pubblico Locale”dispone che i criteri e le modalità con cui ripartire e trasferire alle Regioni le risorse del fondo destinato al T.P.L siano improntate:

10) Un'offerta di servizio più idonea più efficiente ed economica  per il soddisfacimento della  domanda di trasporto pubblico;
11) Il progressivo incremento del rapporto tra ricavi da traffico e costi operativi;
12) La progressiva riduzione dei servizi offerti in eccesso in relazione alla domanda e il corrispondente incremento qualitativo e quantitativo dei servizi a domanda elevata;
13) La definizione di livelli occupazionali appropriati;
14) La previsione di idonei strumenti di monitoraggio e di verifica».
Attenzione al punto12....I servizi saranno erogati in funzione della domanda....Ergo vanno recuperati gran parte dei viaggiatori che in questi ultimi anni ci hanno lasciati..... Ricordo che la spettabile clientela fu abbandonata a se stessa e con il culo in ammollo; oppure trasportata con carri bestiame sperimentando torture da grande Inquisizione… . Tanto per intenderci scuola:Bernardo GUI(IL FUOCO!)....Ovviamente i sarchiaponi guardavano la scena dei disastri con fare flemmatico ed a rigorosa distanza di sicurezza....
(Come dire:Fossi matto,per la mia integrità fisica,utilizzo rigorosamente auto blù)
Questo è il presente....Ma già intuiamo cosa accadrà nei prossimi mesi....Una voce birichina,(confidente rigorosamente anonimo)lascia trapelare:"Intorno al Commissario cresce il nervosismo;pessimi sono i rapporti tra i vari ufficiali in coperta....Nessuno può esporsi pubblicamente e chi esprime malumori lo fa solo con la garanzia dell'anonimato. Per molti di essi non è facile digerire,i nuovi poteri del Commissario,ricevuti per espressa volontà del Consiglio dei Ministri…Molti farfugliano di censura;di rimbrotti; di circolari coercitive e interpretative che si susseguono e che apparentemente smentiscono ciò che appare evidente....(L'ultima sui ringraziamenti postumi con bacio sulle pantofole è da Guinnes dei primati...... Mittente il Nellino;destinatario l'Harry Potter del Monopoli,il nostro maghetto….. Accademicamente cazzeggiavano e si complimentavano l’uno con l’altro….
Si genuflettevano tra di loro:il merito è tuo…Ma per carità,non lo dire nemmeno per scherzo,.....se non ci saresti tu….lo giuro,attaccavo le scarpe ai chiodi…
L’argomento misterioso riguardava i salari,non i loro faraonici compensi.....E guarda caso il ritardato pagamento degli stipendi,riguardava tanto per non cambiare,solo e sempre noi…)
Come si vede il fermento è notevole per degli ectoplasmi usciti or-ora dal pantano.....Ed allora Pietro faccia attenzione ai campi magnetici,agli spifferi d’aria,alle correnti infami; possono generare equivoci fastidiosi,frutti amari come la standing ovation che precedette la solenne trombatura dei 101 franchi tiratori di prodiana memoria…. E si ricordi,le IDI di MARZO sono una tipica specialità italiana…Molti dubbi e la paura della tempesta finale, possono provocare grossi danni alla navigazione;eviti accuratamente il sottocosta che questi ci sbatacchiano,di nuovo sullo scoglio, per scivolare dolcemente,sulla scialuppa di salvataggio..... Ovviamente la scialuppa di salvataggio è dotata già di un pacchetto titoli  (superbonus e benefit scambiabili)in B.O.T e B.T.P della Deutsche Bank ….                           .

   ..ET  CONFESSUS EST ET NON NEGAVIT ET CONFESSUS EST……



Gli uomini che da anni rappresentano le aziende e l''EAV,sono tutti noti e mai hanno pagato pegno,per le rovine prodotte. Nominarli al comando delle aziende è stata una tragedia;confermarli in tale ruolo è una iattura che vorremmo che ci fosse, risparmiata..... Fenomeni di questo tipo,sono stati capaci di inventarsi:debiti;gestione organizzativa del personale fallimentare,(organici gonfiati nell’amministrazione e riduzione del personale nella Manutenzione)assenza di Piano Industriale,incendi,deragliamenti e incidenti ferroviari….Insensibili al dissenso,hanno rinnovato ciclicamente le promesse di correggere;di farsi perdonare quegli orrori(pardon errori).Ci hanno regalato ogni volta incredibili patacche;ed hanno addossando le colpe dello sfascio al personale….Oggi tocca constatare che tali “piacioni”,sono in grado (per cinismo,per incapacità, per opportunismo) solo di regnare e mai di governare l’azienda….Nel Caravanserraglio, quello che importa è solo il “ loro tornaconto” e non l’interesse di lavoratori e utenza..
Ogni apprendista stregone,blindato dalla politica che li nominava,aveva il suo gruppo di riferimento,e ogni gruppo recitava a soggetto.. Ecco,se questo è quello che abbiamo prodotto in questi anni:cosa penseranno i posteri di noi? Eh:cosa penseranno? Rideranno,come ridiamo noi del cavallo di CALIGOLA.

Rideranno di noi,senza riflettere..Ma se ci riflettiamo bene:non doveva essere così divertente,la vita ai tempi di Caligola….E nemmeno qui da noi la vita in questi anni è stata divertente….Vi giuro posteri:20 anni del Cavaliere oscuro e  della pitonessa(oh yè);dell’ex macellaio;di quel tizio della Protezione Civile che nominato dal porcellone promise di liberarci dalla monnezza in pochi giorni;15 anni di Rinascimento napoletano(così venne denominata la stagione politica di Bassolino);10 anni di Discariche a cielo aperto;15 anni di caste, lobby,e tromboni inamovibili;10 anni di cacicchi e mandarini;5 anni dei magnifici Cavalieri di Re Artù e della ” sua tavola rotonda”;un po’ di anni del socialista evaporato;3 anni del Mago del Monopoli(Harry Potter);10 anni di trafelate salmerie di cicisbei e addetti, tutti in processione con le candele accese;non sono state quel gran spasso che credete…. Mentre la nave affondava,erano tutti chiusi nelle stanze del potere, ad architettare strategie PERDENTI;inventarsi delle ridicole difese;consumare grotteschi progetti e con uno scambio di favori continui… Oh,posteri,mi sentite??Non mi rispondete più?

Si:parlo con voi…E piantatela di ridere,una buona volta….Non c’è stato niente da fare:lo giuro!… Non ci siamo mai liberati da cortigianeria e da servitù….E piantatela di ridere…

Oh,beh….Ma,perché continuate a ridere ???Ma che cazzo ridete a fare???

Ridete,forse,per la riduzione della fornitura elettrica,subita dall’esercizio ferroviario?Ridete per l’ultima perla che ci hanno regalato?..Ma vaffanculo!Se fate così,mi fate imbestialire.! Ma si,ridete, ridete pure di noi,ce lo siamo meritati!!!!!!

16 Novembre 2013……. IL POSTINO DI BASKERVILLE

                           

 BINARIO MORTO di Antonello Caporale

Rotaie asfaltate, bufale d’oro e auto di legno

Lungo la tratta da Sicignano a Lagonegro s’incontrano aziende funzionanti e mega inganni di imprenditori “mariuoli” con i soldi pubblici. A Polla, 5mila anime in provincia di Salerno, in piazza i binari sono stati sepolti sotto al cemento per agevolare il passaggio degli autobus…….



Lagonegro (Potenza) – Lasciato il binario morto alla vista della piana di Foggia, mi dirigo verso il mare. Adesso ho la Puglia alle spalle e Agropoli all’orizzonte,nel Cilento.Percorro la fondo Valle Sele: una strada dritta e nell’ultimo tratto deserta che sbuca sulla Salerno-Reggio Calabria, l’opera più illustrata d’Italia, capitale degli appalti, mangiatrice di commesse, teatro immobile di uno spreco immane di energie, di parole e di buone intenzioni. Inondata di milioni e di lavori, attende oramai sfinita dall’indigenza e dalla vecchiaia di esser degna del nome di autostrada. Se la strada subisce, all’altezza di Maratea, in Lucania, restringimenti e incolonnamenti, i binari cominciano a infettarsi di ruggine centoventi chilometri prima. L’alta velocità si ferma a Salerno. Da lì il treno prende il singhiozzo, si fa lento e infine – presa la via delle montagne – scompare. Un po’ come l’Italia. Roma è lontana e la locomotiva ha il passo ancora buono quando taglia la piana di Battipaglia e sfiora i templi di Paestum. La magia della Magna Grecia è insieme un monumento alla memoria, una sfida dell’arte all’uomo ed esposizione universale dei nostri difetti. Paestum è inglobata in assi stradali, case, villette, bancarelle. Non ha respiro, come se le mancasse una prospettiva di felicità. A pochi metri di distanza risiedono, costipate in campetti di fango, le bufale a cui dobbiamo la più buona mozzarella italiana. M’incuriosiva capire perché la bufala s’inzozzasse, perché preferisse rilassarsi nel fango anziché adagiarsi sul prato.


Ho interrogato Antonio Palmieri, di sicuro il più talentuoso allevatore del nostro Paese: “In verità quell’animale non ama lo sporco, siamo noi umani che l’abbiamo costretta ad entusiasmarsi del fango”. A riprova della sua assoluta convinzione mi ha illustrato il regime di vita di cui godono nel suo recinto le predilette. Da lui la bufala si fa la doccia almeno due volte al giorno, dorme su un materasso ad acqua, decide da sola quando procedere alla mungitura, sceglie quotidianamente un massaggio rilassante. Calmieri ̶ ritenendo che la bufala sia intelligente almeno quanto una mucca (gli svedesi, che gli hanno venduto il sistema computerizzato di gestione della stalla si erano incaponiti nel ritenerla una sorella scema) ̶ ha dotato la sua azienda casearia di un sistema che lascia all’animale allevato la libertà di iniziare un quotidiano tour della necessità e del benessere. Quando ha fame mangia, quando ha sete beve, quando ha caldo si lava, quando ha sonno dorme, quando è gravida esce all’aperto e viene lasciata in pace. Un chip guida i suoi movimenti, apre e chiude le barriere, indica il percorso e governa le sue esigenze. La bufala in autogestione insomma. “Quanto più elevato è il benessere dell’animale tanto più è elevata la qualità del latte che produce”. L’equazione di Palmieri è insuperabile e certificata dal suo prodotto. Su piazza non c’è mozzarella migliore della sua.
E’ anche un bel bottino per proseguire il viaggio verso sud. La prima interruzione di linea è all’altezza di Sicignano degli Alburni. Se vuoi andare a Potenza puoi (naturalmente senza badare all’orologio: il treno c’è ma è lento). Se scegli Reggio Calabria, il corridoio ferrato è ancora aperto verso il mare (naturalmente non c’è l’alta velocità, costerebbe troppo!) Se stai in mezzo, tra le vallate del salernitano, ti fermi e attendi il bus. Quando passa.
L’Italia non ha una sua metà. Il barcone ti attende sempre ai lati. O ti ammassi sul Tirreno, oppure ti dirigi con un salto verso l’Adriatico. Tutte le città, i paesi, i villaggi interni sono scavalcati e annullati. Insignificanti. A Polla inizia il Vallo di Diano, terra fertile e piena di aziendine. In questo spicchio di Sud i soldi, a contare le concessionarie di auto di lusso, non mancano. La crisi si sente ma il benessere resiste. In questo crocevia di affari non poteva mancare la grande stazione di autolinee. Negli ultimi trent’anni si è rivelato un business eccellente, un centro lobbistico che ha piegato le resistenze degli amministratori locali, usurpando dalle Regioni il diritto imperituro alla concessione, spesso al contributo a fondo perduto, di sicuro all’assistenza eterna. I treni costano. E i bus? A Polla dà battaglia Rocco Panetta che, in un percorso didattico, fortifica la convinzione di come lo Stato abbia affidato ai privati i suoi affari. Il binario che scorreva fino a Lagonegro è stato tranciato in più parti. Era una linea dritta, una ferrovia secondaria che sviluppava un discreto flusso di viaggiatori lungo la direttrice nord-sud, da Lagonegro, in Lucania, verso Salerno. Linea chiusa per far posto ai bus. Nella piazza di Polla i binari sono stati asfaltati, si dice per permettere ai bisonti gommati una più agevole traiettoria nell’operazione di ingresso e uscita dal deposito. Il Comune ̶ quando ha potuto ̶ ha fatto costruire fin dentro la ferrovia in modo che l’idea di un treno di nuovo in funzione scomparisse per sempre da queste parti.
Il treno costa, vero? E’ sicuramente questa la più grande, maestosa, bugia della contemporaneità. Ai lati dei binari, che avrebbero condotto studenti e operai, famiglie a basso salario, nonne e nipoti, dalla città al paese, riducendo le distanze, agevolando la vita delle campagne ed alleviando quella delle città, sono stati sversati, come quei veleni che imprenditori rapaci rilasciano nei corsi d’acqua, circa 80 miliardi di contributi pubblici (europei e nazionali) sotto il nome della famigerata legge 488, aiuti all’imprenditoria. Un buco nero così vergognoso che Pier Luigi Bersani, quando fu ministro dell’Industria, dovette denunciare con queste parole: “Chiudo la 488 perché tanti miliardi di euro, fra fondi europei e quelli provenienti dalle nostre tasche, sono finiti nella mani della criminalità organizzata e in progetti senza capo né coda”.Tenere aperta una ferrovia significa tenere aperta una strada, una vita, una possibilità di sviluppo, un regolatore demografico. Tenere vivo il binario è questione di civiltà. E questo binario, che ci sta conducendo verso Cosenza, avrebbe avuto bisogno di pochi soldi per resistere e concorrere allo sviluppo sostenibile del traffico di persone e merci. Soldi per le ferrovie non ce ne sono stati, mentre montagne di euro, lungo queste tratte, sono stati mobilitati per imprenditori del nulla, ladri di Stato, mariuoli matricolati.Un esempio?La storia del signor Paparoni. La sua pietra miliare giace dal 2001 nell’area industriale di Cutro, in Calabria. Un fantomatico insediamento premiato dallo Stato con 120 milioni e capace ̶ sempre secondo la fantasia ̶ di offrire lavoro a 350 giovani del posto. La pietra di Paparoni è costata 6 milioni di euro, oltre qualche bottiglia di spumante e il nastro tricolore per l’inaugurazione. Paparoni doveva costruire un impianto di ricambi auto, un approdo sicuro per operai in attesa di impiego. La Guardia di finanza ancora si chiede dove sia finito questo capitano coraggioso. E ̶ esempio numero due ̶ la macchina di legno di Gioia Tauro? Da sbellicarsi dalle risate. Non tutti, non i 190 operai dell’Isotta Fraschini, senza salario e senza una risposta. Già, la domanda: chi ha creduto che un imprenditore, noto per i suoi precedenti per bancarotta, potesse assemblare una macchina ultramoderna? Eppure Giuliano Malvino, proprietario della Fissore, calato da Cuneo per la gloria di Gioia Tauro, ottiene i fondi della 488 e altre agevolazioni. Tra consulenze dell’Isotta alla Fissore dello stesso Malvino, IVA evasa, contributi statali, Tfr degli operai – secondo la Finanza – l’imprenditore di Cuneo aveva rastrellato 20 miliardi di lire.Per verità cristiana, bisogna aggiungere che una macchina (di legno) è uscita dallo stabilimento di Gioia Tauro. O meglio: un prototipo è stato trasportato da un tir e impalato dinanzi alla fabbrica, non aveva né carte in regola, né rudimenti tecnici per camminare su strada. E prima di iniziare la produzione, l’Isotta Fraschini è stata decretata in bancarotta. Una raffinata strategia, anche se un po’ sfrontata, è stata la fortuna del bresciano Codenotti, anch’egli ingolosito dal patto territoriale di Gioia Tauro. L’imprenditore aveva dichiarato 22 milioni di spese proprie, aveva dichiarato, appunto, e aveva documentato allo Stato con un capannone spacciato per nuovo di zecca, ma importato dalla Germania e riverniciato nella sede di Leno. Lo Stato ha abboccato e ha stanziato 9 milioni di euro. Codonetti sembrava davvero l’uomo giusto, aveva prenotato soltanto 60 operai per il riciclo del metallo. Aveva le manie dell’educatore, i suoi cartelli “Non rubare, piuttosto chiedi” sono rimasti appesi alle pareti di un santuario vuoto, trafugato della sua reliquia principale: i contributi, riscossi sino alla penultima trance. L’ultima doveva coincidere con l’apertura della fabbrica. Che non c’è mai stata.A volte finisce peggio. All’imbarco, o addirittura sulle scalette di un aereo. Daniele Morandini fu arrestato, aveva già un biglietto di sola andata per il Brasile e depositato sette milioni di euro sui conti protetti di San Marino. Desiderava mettersi alle spalle la brutta faccenda di Amantea, Cosenza. Sarebbe stato un colpo di magia mettersi alle spalle 15mila metri quadrati di capannone, il tempio della Bm Filati e l’ipotetica salvezza per 130 persone strappate dall’indigenza. Per spirito di ospitalità, il Comune di Amantea aveva allargato l’area Pip in favore dell’imprenditore bresciano. E lui, di rimando, voleva allargare le sue conoscenze in Brasile. Dal Tirreno allo Ionio. Da Amantea a Spezzano Albanese, sempre provincia di Cosenza.Energia alternativa. Due imprenditori cosentini presentano un progetto: sofisticato impianto per la produzione di pannelli fotovoltaici; 190 operai da sfamare, mercati nazionali da dominare. Nasce la Solaris, lo Stato partecipa con 13 milioni. La Guardia di finanza all’interno della Solaris trova una decina di persone, macchinari inutilizzabili e altri taroccati, persino quadri elettrici senza fili. E la cabina di collaudo per le celle, il testimone non plus ultra della tecnologia, da sottrarre al logorio della polvere e degli agenti esterni, era ricoperta da un telone da camion. Fatture gonfiate, assegni fittizi, ricevute fasulle per macchinari altrettanto fasulli. I promotori della Solaris erano esperti del settore: presiedevano una decina di società e, provando e riprovando, avevano già ottenuto dallo Stato circa 60 milioni di euro. Era una professione, insomma.


Fermiamoci qui con questo ripasso della truffa autorizzata. Ecco come abbiamo speso i soldi, ecco la radice della crisi, le ragioni dello spreco. Ecco la fandonia dei soldi che non c’erano per le ferrovie. I soldi c’erano, eccome!L’autostrada, dopo lo stop del tratto lucano ancora interessato ai lavori di ammodernamento, si è fatta larga.

Corriamo veloci verso Cosenza.
di ANTONELLO CAPORALE





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