BREVI, FLASH, ANNUNCI.....

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10 agosto 2013

DA IL MATTINO DI NAPOLI DEL 10 AGOSTO 2013. L A C I R C U M V E S A V A N A !





Francesco Gravetti
Il caso limite: la tratta tra le fermate di Nola e quella di Saviano. Lì la vegetazione tagliata prende la forma della sagoma del treno: basta mettersi a debita distanza per accorgersene. Un taglio naturale, involontario: a furia di passare ogni giorno, i convogli hanno lasciato la loro figura in mezzo agli arbusti e ai cespugli che stanno a destra e a sinistra dei binari. Il taglio artificiale, quello programmato per l’ordinaria manutenzione, non avviene da mesi: lo denunciano i sindacati, anche se l’azienda rassicura i passeggeri e garantisce che non ci sono emergenze su questo fronte. Ex Circumvesuviana, oggi Eav srl. Nell’attesa del rilancio, promesso ma non ancora attuato, i disagi aumentano e i pericoli pure. E d’estate arrivano direttamente dalla natura: arbusti, cespugli, piante e alberi, erbacce.
C’è di tutto lungo la sede ferroviaria dove passano i treni che collegano il capoluogo al resto della provincia. C’è una vegetazione che cresce giorno dopo giorno, senza controllo. Un tempo c’erano le squadre della manutenzione, formate sia da personale interno che da ditte esterne alle quali la Circum affidava l’appalto. Oggi il servizio resta teorico e le difficoltà nei pagamenti rende tutto più complicato. E così la manutenzione annaspa. La potatura la fanno le telecamere esterne dei treni, che ogni tanto portano via qualche rametto. E i treni vengono sommersi dal verde: le foglie entrano dai finestrini, finiscono sui sediolini, nei corridoi o addosso a chi viaggia.
Minacciata anche la linea aerea, cioè i fili che garantiscono il flusso di corrente elettrica necessaria ad alimentare i treni. Un giro sulla ex Circumvesuviana restituisce testimonianze inequivocabili: nel nolano prevalgono le piante robuste. Da queste parti, si sa, ci sono i noccioleti e il treno che li attraversa ingaggia una specie di battaglia, quasi fatica a farsi strada: non a caso tra Nola e Saviano si è formata la sagoma del convoglio. L’identico problema si presenta anche sulla linea Ottaviano–Sarno, soprattutto lungo la tratta che da Poggiomarino arriva fino al capolinea, passando per Striano. A Poggiomarino alcuni cittadini hanno anche denunciato il problema: lo hanno fatto tramite i social network, pubblicando su facebook foto impietose. Si vedono erbacce ovunque. E sono foto scattate a poca distanza dal passaggio a livello di masseria Izzo, quello senza barriere che in due anni ha causato due incidenti, uno mortale.
Chi attraversa i binari è tenuto a stare attento e a prestare attenzione ai segnali ottici e acustici e chi guida i treni sa che deve rallentare. Ma la folta vegetazione rende tutto più complicato. Sul gruppo «Poggiolinda», dove sono state pubblicate le foto, il dottor Roberto Giugliano, medico ed ex sindaco, commenta: «È la parietaria, pianta infestante che cresce in posti abbandonati ed è la principale causa di bronchiti asmatiche, riniti, congiuntiviti. La rimozione è essenziale per curare pazienti affetti da pollinosi». Anche la zona costiera e quella torrese è zeppa di vegetazione folta e selvaggia: i punti più critici sono all’altezza delle fermate di Ercolano, Leopardi, Torre Annunziata, Boscotrecase. Difficile la situazione dalle parti di villa dei Misteri, a Pompei. In alcuni casi, poi, la vegetazione copre la segnaletica: un macchinista esperto conosce a memoria quei cartelli, ma spesso è comunque obbligato a rallentare, se non a fermarsi. La velocità del treno può scendere anche di venti, trenta chilometri orari, con i conseguenti ritardi rispetto alla tabella di marcia. E se il treno dovesse fermarsi per qualche ragione accidentale, fare scendere i passeggeri in mezzo alla «foresta» è una specie di incubo. «Non oso pensare che cosa potrebbe accadere in caso di incidente», dice un macchinista. Nessuno osa pensarlo.

1 commento:

il postino di baskerville ha detto...

Ed allora RIEPILOGANDO:Come viene considerato oggi il servizio ferroviario?Si può ritenerlo, un servizio di qualità?E gli ETR?I vecchi son fatiscenti,e i nuovi?Chi li ha progettati i nuovi? La sicurezza viene garantita?La formazione professionale viene curata?Come viene curata?Come vengono catalogati gli approvvigionamenti?Perché il materiale di scorta è insufficiente?La trasmissione della conoscenza e del sapere, come avviene?I brevetti sulla sicurezza vengono rilasciati?Si osservano le norme sull'antinfortunistica?Per ogni agente quante ore di lavoro di straordinario vengono consumate?Si rispettano le norme relative all'intervallo di riposo tra un turno ed un altro?Con la penuria di risorse economiche e con i tagli al TPL si ESTERNALIZZANO I LAVORI?A chi?Perché?Che necessità c’è?Quali interessi si nascondono?C’è un conflitto d’interessi?Chi controlla?Cosa si controlla?Dirigenti e burocrati cosa fanno????
Per non ammosciare i maroni,non ci sono correnti vive nella vita intellettuale e morale della nostra azienda,….
Questo è un pantano di acqua stagnante,non una corrente sorgiva….Solo una sassata può agitare la superficie e,tutt'al più,smuove il fango sul fondo che intorbidisce l’acqua del pozzo….
Sotto un’atmosfera soporifera si estende un deserto di idee e di produttività…Un’aridità sconvolgente.….….
13)Curve da brivido,cantieri infiniti che intralciano il percorso;tracciati ferroviari(Scafati)che si allagano al primo temporale;tunnel senza via di fughe;steppe,savane e aree boschive che insistono adiacenti alla rete ferroviaria(C.Terme)….Tutto questo si chiama: NORMALITA'?? Che cos'è LA SICUREZZA?Chi Amministrava???? Chi gestiva???A chi competeva LA PROGRAMMAZIONE?????
Dulcis in fundo:qualche malelingua adombra il sospetto che il rifiuto aziendale ad utilizzare la tecnologia esistente ed a costo zero,per imporre la limitazione di velocità sulle tratte pericolose, sia dovuto al procedimento giudiziario tuttora aperto sul deragliamento …….L’intervento,se realizzato,potrebbe essere considerato un’ammissione di colpa,visto che ancora non sono state definite colpe e responsabilità sul deragliamento ferroviario del 6 Agosto 2010…..
14)A chi dobbiamo chiedere conto del fallimento della NOSTRA azienda?


"LA TRASPARENZA SUGLI INCIDENTI,LE LORO CAUSE,GLI EFFETTI CHE NE CONSEGUONO,E LE RESPONSABILITA’ SONO UN DOVERE ETICO,PRIMA CHE GIURIDICO…..E LA SICUREZZA FERROVIARIA E’ “UN BENE COMUNE “ DA DIFENDERE……"

Di prossima pubblicazione

L'URLO

Il postino di Baskerville