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CHIUSO PER FERIE

2 luglio 2013

DA "IL MATTINO DI NAPOLI" . GIORNATA DECISIVA QUELLA DI OGGI , PER IL FUTURO DELL'EAV E DEI PROPRI DIPENDENTI

Francesco Gravetti 
Mentre a Roma si discute il futuro dell’Eav, a Napoli i dipendenti della ex Circumvesuviana sono pronti all’ennesima mobilitazione. Tutto dipenderà dall’esito dell’incontro questa mattina, nella sede del ministero dell’Economia, dove sarà presentato il piano di rientro del commissario ad acta, Pietro Voci. Il sindacato Orsa ha chiamato a raccolta i lavoratori dell’azienda, invitandoli ad aspettare in assemblea la fine del summit. «Invitiamo tutti i lavoratori liberi dal servizio a venire a Napoli, al terminal Porta Nolana, per prendere parte ad un presidio in attesa che dalla riunione di Roma tra Ministero, Eav e Regione, giungano le notizie che tutti ci attendiamo», è scritto in un documento-volantino di ieri. L’appuntamento è alle 10: il sindacato che annovera tra i suoi iscritti soprattutto i macchinisti spera di riuscire a coinvolgere molte persone e far sentire, in qualche modo, la pressione della base alle istituzioni. C’è attesa, dunque, per il tavolo romano. Si dovrà decidere se erogare i 200 milioni di euro di fondi Fas per l'azienda e soprattutto con quali vincoli di spesa. Se essi dovessero essere utilizzati soltanto per pagare i debiti coi fornitori e i futuri investimenti, non ci sarebbero fondi per la spesa corrente, cioè per gli stipendi dei dipendenti. Ecco perché il sindacato autonomo invita i lavoratori a prepararsi alla battaglia: «Se da Roma dovessero arrivare notizie negative inviteremo tutti a venire subito a porta Nolana per partecipare ad un’assemblea permanente in cui decideremo tutte le iniziative da mettere in campo».
Proclami belligeranti, figli della tensione di questi giorni. «Temiamo il fallimento per legge. L’Eav costa 16 milioni al mese ma la Regione ne eroga 11. E così i soldi per la manutenzione finiscono, i treni si rompono e le corse vengono soppresse. È un cane che si morde la coda: la Regione non vuole nemmeno aumentare il contratto di servizio e nemmeno il costo del biglietto, né ci permette di uscire dal consorzio Unico: il fallimento è d’obbligo», dicono ancora quelli dell’Orsa. Peraltro, anche Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confail e Cisal hanno chiesto un incontro  con il governatore Stefano Caldoro. Qualche giorno fa Voci ha illustrato loro il piano di rientro, lo stesso di cui si parlerà stamattina a Roma. Un piano fatto di sacrifici ed interventi drastici. Ma il commissario ha anche spiegato che i fondi erogati dall'assessorato regionale ai trasporti, circa 11 milioni di euro al mese, sono insufficienti. Di qui la richiesta delle rappresentanze sindacali di vedere Caldoro e il presidio di questa mattina. I sindacati, dopo la riunione con Voci, hanno già proclamato lo stato di agitazione che, tuttavia, non si è tramutato in forme di protesta clamorose come quella dei giorni passati, quando i capitreno hanno rifiutato le ore di straordinario facendo saltare decine corse. Oggi però la situazione potrebbe cambiare: i lavoratori attendono gli sviluppi e sono pronti a passare alla protesta. Lo stipendio di giugno è stato loro garantito ma tutte le altre spettanze no, dalla quattordicesima ai tickets mensa, fino all'una tantum prevista dal contratto collettivo nazionale. E se da Roma non dovessero arrivare buone notizie, il caos sarebbe garantito. Luciano Graziano della Faisa-Cisal spiega: «I lavoratori non possono essere gli unici a pagare per le inefficienze del sistema». 

1 commento:

Anonimo ha detto...

... Tutto tace...

E il fallimento?
... esiste un reato, procurato allarme.

By Cocco77