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9 aprile 2013

IL SENSO DI TUTTO QUESTO ? di Bruno Vinci


Della nostra situazione come ferrovia non si capisce il senso, e quando non ci sono risposte la mente comincia a farsi domande. Stamattina ascoltavo due ragazze universitarie che viaggiavano su un nostro treno. Una di loro ha cominciato la conversazione con l’altra parlando dei biglietti, ed esprimendo il desiderio di non farsi più il biglietto, il titolo di viaggio necessario dappertutto tranne che nella nostra realtà di trasporto nell’area napoletana. Mi sono permesso di osservare che però non pagando il biglietto, non può essere assicurato il servizio per sempre. Le ragazze civilmente mi hanno dato ragione ma mi hanno anche fatto osservare che il mancato interesse alla verifica dei biglietti è ormai un invito all’evasione generale e io non ho potuto replicare a questo.
Le ragazze hanno poi continuato a parlare di altro tra loro, e io messomi in disparte, mi interrogavo sulla loro giusta risposta.. Il mancato interesse alla verifica, perché??, e durante questo periodo di caos ristrutturativi. Ci si sposta e ci si insedia mescolando tra loro aziende e competenze senza studiare una standardizzazione e fondere davvero il tutto. La vastità delle aree di competenza territoriale, la diversità salienti di tecnologia e la diversità di adeguamento alle normative delle aziende esistenti, non sembrano e non sono ostacoli facili da superare. Eppure si sta in silenzio una specie di sonno con occhi ben aperti, perché il caos è da sempre un ottima opportunità per alcuni. La mancanza di liquidità è l’unica cosa sicura e in comune a tutte queste realtà di trasporto accomunate in un solo nebuloso destino, Destino che può far perdere alcuni miti lavoratori in zone lavorative degeneranti. Insomma la cosa non è buona a poco serve la regolarità dello stipendio. Anche le mucche vengono nutrite e calmate fino al mattatoio, Ma l’indifferenza al recupero economico dell’evasione, di cui stranamente non si hanno dati certi, e ufficialmente, stranamente, dicono minimo fa ipotizzare strane e oscure manovre. Non proprio tendenti a un vero rinnovamento e produttività del servizio.
La saggezza napoletana suggerisce un espressione antica “Mantenè o cane pa scesa”, praticamente tenere calmo il cane lungo una discesa ripida per evitare che una strattonata del cane porti anche il padrone che lo tiene al guinzaglio, a cadere e rotolare giù insieme a esso. Il che sarebbe giusto se in fondo alla discesa ci fosse un sollievo per il padrone e il cane. Ma chiamatemi pessimista, non credo sia cosi! E purtroppo, del resto purtroppo tra noi lavoratori di questa ferrovia non c’è mai stata una coesione e volontà comune e non si cambia anche come volontà comune e sindacale fare la fine dei polli del Manzoni nei Promessi sposi, che litigando tra loro furono messi nella stessa pentola a essere cottii noi siamo in cottura con la musica di funicoli e funiculà….” Chi avuto, ha avuto! chi ha dato, ha dato! Scurdammece o passato…(anche se era bello)..

Bruno Vinci

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Fare il biglietto solo per paura del controllo. Questa la dice lunga sul grado di civismo della nostra utenza. E poi si vorrebbero introdurre anche fantomatici biglietti elettronici, basandosi su di una sorta di meccanismo fiduciario mosso dallo stesso senso civico! Altro che paese di Pulcinella! Almeno "quello" aveva l' alibi della fame...

Anonimo ha detto...

a Milano nelle metrò, per ogni varco c'è un controllore sia esso guardia giurata o dipendente, a voi il paragone.....