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3 aprile 2013

BRUNO VINCI E LE VERDI VALLI DELL'EAV....


DOVE SONO LE VERDI VALLI EAV?

Ogni giorno sembra più inutile lamentarsi e criticare, l’immobilismo e l’inerzia generale non solo del mondo sindacale e della politica in generale ci hanno trasportati in un limbo dei lavoratori col stipendio in forse e precariamente stabile.
Ebbene, finora si è fatto vero recupero industriale? Non pagare i fornitori ha creato disagi economici e operativi. Cosa è stato fatto finora? Il taglio delle corse ha portato a un peggioramento delle condizioni di viaggio dei viaggiatori e una perdita di mercato dei consumatori potenziali del servizio. Per contro gli assorbimenti di consumo sono costanti e il materiale in circolazione è sovraccarico e la manutenzione è ai minimi storici. Dati reali sul rendimento economico del servizio non ci sono, sappiamo che molta evasione c’è ma i dati non vengono resi noti pubblicamente. Sappiamo che del personale viene spostato in altri servizi dove ci sono carenze a cui non sono addestrati ed è difficile che saranno operativi in questi pochi anni che li separano dalla pensione.
Io sono stato in linea oggi, e so la realtà della manutenzione e quanto poco abbiamo per resistere ancora, la cosa brutta e che noi sappiamo cosa fare per mandare avanti una ferrovia anche più fitta di corse lo facevamo prima, perché noi collaboriamo, non fuggiamo o ci nascondiamo ci scambiamo consigli e esperienze come abbiamo fatto come quando questa ferrovia era vera e aveva un nome è di prestigio anche. Una sola cosa è certa che prima avevamo dei capi che contavano su di noi e ci conoscevano da anni, la politica ed alti interessi li hanno spostati e forse non ci riconoscerebbero nemmeno se tornassero, la cosa assurda e che a Roma hanno convocato 10 saggi a tentare di risolvere una situazione che si è trascurata da anni. Quei 10 saggi della montagna che erano sull’eremo del Quirinale. Noi 10 saggi non li abbiamo, e quei sei o sette che ci sono, non stanno in poltrona ma stanno in giro a vedere tra le 1000 crepe quali sono quelle che è possibile rimediare. I nostri poveri saggi non stanno sull’eremo a guardare, ma stanno sull’orlo di un esaurimento nervoso dovuto alla staticità e l’inerzia del momento. Questo è tutto tirate voi le conclusioni, è assurdo che si sprechino giorni così. I politici sono abituati alle critiche della gente fa parte del loro mestiere, ma noi poveri cristi della scala aziendale NO!.
B. Vinci

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