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CHIUSO PER FERIE

18 novembre 2012

NON VI PERDETE LA STORIA DI GIUSEPPINA ATTIANESE.....DA IL MATTINO.IT


La mia vita da precaria: Salerno-Udine
in treno per 2 ore di supplenza/Video


di Elena Romanazzi
NAPOLI - Per non essere considerata «choosy» Giuseppina Attianese fa ottocentotrenta chilometri ogni settimana per poter insegnare in un laboratorio tecnico pratico di informatica. Due ore a settimana per guadagnare poco meno di 180 euro al mese a fronte di cinquecento euro di spese solo per gli spostamenti.

Una vita da precaria raccontata in un video da Sara Angrisani della scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa che grazie a questa storia ha vinto il premio Ansa «Professione Reporter». Amiche, quasi vicine di casa Sara Angrisani ha mostrato la vita tipo di una giovane, laureata in comunicazione e marketing finita a insegnare informatica.

«Quando ho ricevuto la chiamata - racconta Attianese - mi è sembrato strano, ma ho deciso di accettare la sfida, prima mi sono informata sul posto dove dovevo andare da Castel San Giorgio in provincia di Salerno a San Giorgio di Nogaro in provincia di Udine, sempre un San Giorgio c’era, e poi ho accettato». Giuseppina Attianese, Giusy per le amiche, ha deciso di raccontarsi per invitare alla riflessione sulla condizione dei giovani oggi e di chi si vuole avvicinare al mondo della scuola.

«Faccio mille e seicento chilometri una volta alla settimana per un po’ di lavoro, prima di discutere e di giudicare - racconta alla sua amica Giusy Attianese - sulla presunta mancanza di volontà bisogna conoscere i fatti».

La situazione della docente quest’anno non è diversa, è più costretta a fare tanti chilometri non tanto per guadagnare ma per perdere risorse dal momento che le due ore di lavoro le costano un vero e proprio patrimonio. Per ogni trasferta solo di viaggio - un inferno tra pullman e treno - spende 136 euro, un vero e proprio patrimonio rispetto alla paga mensile. Un lavoro tutto a perdere ma per Giuseppina Attianese pur sempre una esperienza di vita e di occupazione che le consente comunque - come ammette con una po’ di ironia - di bere il miglior caffè al mondo al cocco e di guadagnare qualche punteggio per la graduatoria, perchè sei mesi valgono comunque come un anno intero. Quest’anno ha deciso comunque di andare avanti. È stata chiamata sempre nella stessa scuola vicino Udine, due ore a settimana, per un magro stipendio.

«Tecnicamente il mio si chiama ”incarico fino all’avente diritto” - spiega Giuseppina Attianese - in sostanza devo attendere lo scorrimento delle graduatorie e se qualcuno rinuncia alle due ore allora resto io, in pratica il precariato nel precariato». Comunque - aggiunge - ho deciso, malgrado la fatica, gli spostamenti di non rinunciare, mi sono messa in gioco e vado avanti non vedo perchè debba lasciare il percorso a metà, considero queste due come una prospettiva. Giuseppina Attianese l’anno scorso è riuscita ad andare quasi in paro con le spese grazie alla collaborazione con il Comune per il censimento, ma comunque è stata costretta ad attingere ai suoi risparmi.

Quest’anno è tutto ancora da vedere. «Non ho trovato nessun lavoro - spiega - per poter rientrare delle spese di viaggio, ho pensato anche di fare ripetizioni, vedremo come va. Per il momento posso vivere perchè abito con i miei genitori altrimenti non avrei mai potuto accettare questa sfida. A fare i pendolari ci si fa l’abitudine, è faticoso ma alla fine si può fare con un po’ di buona volontà, ingegno per trovare magari un volo Napoli-Venezia low cost e viaggiare comodamente e ottimismo per il futuro che non deve mancare mai».


1 commento:

Anonimo ha detto...

Mah,chiamatemi cattiva e malfidata,ma da insegnante certe cose non mi commuovono per niente. ;-)
La ragazza in questione pare non sia abilitata,quindi o ha fatto domanda nelle Graduatorie d'Istituto scegliendo la provincia,o ha prodotto istanza MAD (messa a disposizione), praticamente una lettera/curriculum,scegliendo altrettanto liberamente le scuole dove inviarle.Quindi,dinanzi ad una libera scelta,non vedo cosa ci sia di eroico.Oltretutto,la ragazza - a differenza di migliaia di colleghi - rimane a casa sua per cinque giorni alla settimana,mentre tantissimi precari si stabiliscono fino a giugno nella nuova città,con tutto ciò che ne consegue in termini affettivi ed economici.Inoltre sta lavorando da non abilitata,il che è un'autentica rarità in tempi in cui un abilitato specializzato rimane spesso a casa.
Da parte mia,quindi,un grande in bocca al lupo a tutti i colleghi falcidiati dai tagli e da una politica scellerata in fatto di scuola.Gabriella.