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20 novembre 2012

DAL MACCHINISTA CATELLO DI MARTINO RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

In questi giorni si sta verificando quello che temevo, tutti contro tutti, lavoratori contro utenti, LA GUERRA DEI POVERI.Mi chiedo qualcuno è ancora lucido per poter capire cosa sta succedendo?Molte volte la rabbia appanna la vera luce che ci fa vedere realmente le cose come stanno.Forse quello che sta succedendo viene da lontano e qualche mea culpa dobbiamo farlo tutti, in quanto per il passato ci siamo rinchiusi  in un egoismo che c'ha portato solo a vedere il nostro orticello.Spesso viene ribadito che la LIBERTA' è partecipazione,ma in questo momento storico vedo che l'INDIFFERENZA regna sovrana e viene svegliata solo quando, qualcuno o qualcosa, tocca i nostri interessi.Adesso che facciamo?E' il momento di agire insieme utenti, lavoratori e finalmente andare all'origine del problema: LA REGIONE.Perchè dico questo?L'origne della distruzione del TPL(trasporto pubblico locale) è stata il giorno in cui i politici regionali sono entrati, del tutto, nei trasporti pubblici.Queste schiere politiche affaristiche si sono appropriate di tutto quello che il TPL aveva bisogno e adesso che hanno lasciato, solo l'osso, vanno via dicendo abbiamo scherzato.Tutti questi signori non hanno, in questo momento, il coraggio di presentarsi nell'arena dei dannati (lavoratori e utenti) e dire il vostro denaro l'abbiamo divorato noi.Pretendere un servizio decente è un diritto di ogni cittadino che paga, allo stesso tempo, quando questo non avviene, invece di prendersela con chi sta lottando, chiedersi il perchè e unire le forze per risolvere i problemi che attanagliano il TPL, d'altronde, come si suol dire, il MOVIMENTO è VITA.Ciao GIO, 

Catello Di Martino

1 commento:

Anonimo ha detto...

Caro Lello, forse i macchinisti speravano che ai viaggiatori venisse la Sindrome di Stoccolma (Lo spiego per i lettori, non per te che certamente la conosci: deve il suo nome alla rapina alla "Kreditbanken" di Stoccolma del 1973 durante la quale alcuni dipendenti della banca furono tenuti in ostaggio dai rapinatori per sei giorni. Le vittime provarono una forma di attaccamento emotivo verso i banditi fino a giungere al punto, una volta liberati, di prenderne le difese e richiedere per loro la clemenza alle autorità....fonte Wikipedia). Caro Lello, ai tuoi viaggiatori la sindrome non verrà mai, perchè essi hanno già i loro "aguzzini" sul loro posto di lavoro quotidiano. Assieme a loro ci vai tu ? Conoscendoti però, devo riconoscerti una chiara visione del problema, anzi direi premonitrice. Dai tanti (lo spero) come te, mi aspetto che il dissenso torni a forme socialmente più dignitose, anzi edificanti. Immagina se cominciassero a copiarvi gli autisti del 118...E allora ? Uscite allo scoperto, uscite da Porta Nolana e prendete, idealmente e non solo, la via del "Palazzo". Sempre conoscendoti, io so che ne saresti capace :-) Buona giornata amico mio.