BREVI, FLASH, ANNUNCI.....

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20 novembre 2012

DA IL MATTINO DI NAPOLI DEL 20 NOVEMBRE, EAV BUS FALLIMENTO PILOTATO


LA BRUTTA NOTIZIA...

Salvo Sapio
Salvataggio EavBus: una trattativa complessa dal punto di vista tecnico-legale ed altrettanto difficile sul piano politico. Il governatore Caldoro si è lungamente confrontato con il giudice fallimentare Aldo Ceniccola e la curatela da lui nominata (Maurizio Siciliani e Sergio Sciarelli): domani mattina sarà presentata una richiesta di affido provvisorio e gratuito di EavBus. Chiaro l’indirizzo del magistrato: c’è tutto l’interesse a garantire l’esercizio provvisorio fino alla sentenza d’appello, in cui il fallimento sarà confermato o cancellato. La richiesta è di un affido magari anche più corta (30 giorni), mentre si darebbe il via all’iter del ricorso, affidato all’avvocato Sandulli, e si cercherebbero soluzioni strutturali. Per quanto riguarda il ricorso c’è una novità sostanziale, il debito che ha portato al crac è di 300mila euro, altri 300mila sono stati infatti transati con la Nitida. Gli uffici dell’Eav hanno trovato le carte le confermano questo passaggio.
Ma il problema non sono certo i 300mila euro, quando i 39 milioni per cui EavBus era in liquidazione. Il rischio è che la società di trasporti possa anche superare questo grosso problema giudiziario ma che poi, senza soldi, fallisca ugualmente. E ogni soluzione sembra ingarbugliarsi con il passare delle ore. La Regione ha trovato, ad esempio, i 4,5 milioni necessari a garantire gli stipendi ma devono restare congelati perché rischiano di finire nel buco nero dei debiti. Nell’ipotesi di lavoro avviata ieri si legge che «gli uffici regionali individueranno ogni strumento tecnico utile a consentire l’anticipazione di ratei dello stipendio». Un passaggio centrale del tavolo permanente convocato dal presidente Caldoro con i sindacati. Presenti i manager Eav (Polese e il commissario liquidatore Como), gli assessori Vetrella e Nappi, si è discusso del futuro dell’azienda e, soprattutto, dei 1300 dipendenti. Centrale l’assunto che «la soluzione prospettata consentirà da ora in avanti il regolare pagamento della retribuzione e l’erogazione del servizio». Infine la Regione si impegna a mediare con l’Abi per «congelare» mutui e prestiti che i dipendenti EavBus hanno attivi.
L’affido temporaneo andrebbe in capo all’Eav holding (controllata al 100% dalla Regione) in modo da non gravare sulle controllate. Circumvesuviana, Sepsa e MetroCampania NordEst dovrebbero, di fatto, coprire i bacini e garantire i servizi. Ma anche qui ci sarebbe un elemento nuovo. Ieri Filt-Cigl, Fit-Cisl, Uil trasporti e Ugl trasporti hanno inviato una lettera all’amministratore unico di Eav, Nello Polese, e al direttore generale Valeria Casizzone. Viene chiesto un confronto su diversi punti quali «la definizione delle risorse umane necessarie a garantire tutte le attività amministrative, tecniche, manutentive e di esercizio utili allo svolgimento del servizio affidato» e «la prosecuzione degli esodi incentivati». Un discorso che parte dalle tre società attive su ferro ma che, adesso, coinvolge direttamente anche EavBus. Sarebbero infatti circa 250 gli esuberi individuati che potrebbero essere veicolati con esodi incentivati. Da 1300 a 1050 dipendenti da ricollocare, magari anche nei «buchi» apertisi dalle altre tre controllate.
Oggi, comunque, saranno garantiti i servizi di trasporto pubblico su gomma della EavBus; in caso di conferma del fitto dell’azienda Eav holding gestirà il servizio con la Circumvesuviana (con i depositi in via Galilelo Ferraris per il bacino di utenza partenopea e di Comiziano per servire l’area del Nolano); Sepsa (che coprirà il servizio con i depositi di Agnano e gestirà anche gli spostamenti su Ischia e Procida); e MetroCampania NordEst (per la zona del Beneventano).
Eav e sindacati torneranno, poi a confrontarsi anche per compiere «un monitoraggio sulla riduzione dei costi generali quali consulenze, esternalizzazioni e acquisti» e sostenere «l’attivazione di azioni utili a incrementare le risorse economiche provenienti dai ricavi da traffico e altro (bigliettazione, evasione e pubblicità)». Infine, facendo riferimento all’accordo regionale del 16 dicembre dello scorso anno, viene chiesta la «riqualificazione dei lavoratori che consenta un riequilibrio verso il personale più specificamente impegnato a garantire il regolare svilippo del servizio ferroviario, con procedure condivise e con tutela salariale per i lavoratori interessati».

LA BUONA NOTIZIA...


Eav: troppi dirigenti e troppo ben pagati. Lo denuncia la segretaria Cisl, Lina Lucci, in una lettera al procuratore regionale campano della Corte dei Conti Tommaso Cottone e al presidente Luigi Giampaolino. Alla magistratura contabile la sindacalista chiede di intervenire. E diverse altre segnalazioni stanno partendo in queste ore. Degli sprechi nelle partecipate di Comune, Regione e Provincia la Procura si è interessata molto negli ultimi mesi ed è facile prevedere che continuerà a farlo.
Quella della Eav è una situazione da setacciare. Nel gruppo ci sono 27 manager che guadagnano complessivamente 3 milioni e mezzo all’anno. Tra loro anche un dirigente della Security. Alla Eav Holding, tanto per fare un esempio, accanto al direttore generale ci sono un direttore degli affari generali e tre dirigenti del personale. Ma un manager addetto al personale c’è anche alla Sepsa che del gruppo fa parte.
Troppi manager secondo i sindacati e soprattutto secondo molti lavoratori che nei giorni scorsi si sono organizzati per distribuire agli utenti degli stampati con i nomi dei dirigenti e le loro retribuzioni che in molti casi superano i 180 mila euro all’anno al netto dei rimborsi. La Lucci sottolinea: «La nostra organizzazione ha già richiesto a tutte le aziende del trasporto pubblico locale ed alla Regione Campania la pubblicazione degli elenchi nominativi dei dirigenti d’area e di settore e le rispettive retribuzioni, di base e variabili, gli eventuali gettoni di presenza, le spese rimborsate e le indennità di risultato, al fine di spiegare alla collettività ed ai lavoratori come pur in presenza di elevate professionalità, ad oggi, a distanza di due anni e mezzo dall’insediamento della nuova giunta, non sia stato presentato alcun piano industriale alle forze sociali ed il settore continui a maturare un altissimo livello di indebitamento».
In questi ultimi due anni i dipendenti hanno perso molti soldi in busta paga a seguito dell’accordo del 16 dicembre 2011, dei contratti di solidarietà, della rinuncia ai ticket mensa. La partecipata, poi, non ha pagato nelle passate gestioni i contributi di dipendenti accumulando debiti per 112 milioni nei confronti dell’erario e dell’Inps. I dirigenti dal canto loro hanno perso il premio di risultato: e sarebbe difficile sostenere che i risultati raggiunti siano stati brillanti. Troppo poco sostengono i lavoratori.
E l’amministratore unico Nello Polese si dice d’accordo: «Il problema è organizzare i tagli evitando che l’azienda debba alla fine perderci». Il timore è che qualcuno di fronte alle decurtazioni possa rivolgersi alla magistratura del lavoro. E poi c’è il capitolo degli appalti: sulla Sepsa ha indagato nei mesi scorsi anche la magistratura ordinaria.
d.d.c.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

La Sig.ra Lucci ha dimenticato di aggiungere agli sprechi tutti i sindacalisti(alcuni ancora distaccati)che hanno avuto ricostruzioni di carriera a livelli professionali altissimi, contravvenendo a quanto disposto dal T.U. del 1976, ha dimenticato di aggiungere che spesso quadri regionali e nazionali del sindacalismo concertativo si sono ritrovati a svolgere ruoli professionali da "MANAGER" nelle aziende di TPL con uno scambio di clientele da far rabbrividire!
La Sig.ra Lucci ha dimenticato di aggiungere che il sindacato concertativo è complice attivo di questa situazione, quindi la smettesse per favore!
Antonio Mazzella

Masà ha detto...

Antonio ha anticipato in parte il mio commento, infatti, trovavo molto strano che uno dei sindacati così vicini alla politica poi si ribellano manifestando contro. Forse qualcosa sta cambiando. Magari se terminasse la lotta tra la "destra"e la "sinistra" e la smettessero di giocare con le vite della gente e di aziende che fino a qualche anno fa avevano una affidabilità di tutto rispetto, allora si vedrebbe la luce fuori dal tunnel. FATE UN PASSO INDIETRO PER FAVORE!!!