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29 ottobre 2012

CALDORO CHIEDE AIUTO A MONTI PER LA CAMPANIA. NOI L'AVEVAMO CHIESTO AL PRESIDENTE NAPOLITANO



Luigi Roano
Il presidente della Regione Stefano Caldoro in campo contro il decreto 174, il cosiddetto salva-Comuni che dalle nostre parti è stato ribattezzato affonda-Napoli e non solo. Per le Regioni, in quel decreto, c’è poco o nulla: misure di controllo sulla spesa e la vigilanza della Corte dei Conti. Il governatore scrive al premier e gli chiede - nella sostanza - di considerare la grave situazione che riguarda l’intera Campania, dove il grande impegno dei piani di rientro dai vecchi debiti incrocia il rischio default e i gravi problemi sul fronte dello sviluppo e del lavoro.
È la quinta lettera che Caldoro scrive al governo da quando Monti si è insediato, iniziativa di cui sono stati informati anche il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e i presidenti di Camera e Senato. Nessuna «marcia su Roma» domani insieme al sindaco Luigi de Magistris (anche lui ha scritto a Monti per sollecitare drastiche modifiche al decreto). Al Consiglio comunale davanti Montecitorio non ci sarà, ma il governatore fa sentire la sua voce. Il decreto è ritenuto discriminatorio per la Campania e i tanti comuni a cominciare da Napoli e Caserta che stanno in gravissime condizioni. Poi la disamina sui conti dell’ente che guida. Come il piano di stabilizzazione economico pronto da un anno, il commissario è il presidente - tuttavia - l’attuazione tocca a una professionista da nominare di concerto con il governo che sul punto è completamente fermo. «Con il decreto 174 - scrive Caldoro - il Governo ha varato, tra l’altro, misure volte ad assicurare il riequilibrio finanziario di comuni e province che si trovano in gravi situazioni di rischio strutturale, in grado di provocarne il dissesto economico, prevedendo anche la costituzione di un apposito fondo di rotazione. Non risultano, invece, adottate misure per le regioni che si trovino in analoghe condizioni di squilibrio, pur essendo anche queste ultime assoggettate, al pari degli enti locali, a penetranti controlli della Corte dei Conti». Caldoro entra nel merito: «Tale difformità di trattamento appare ingiustificata, oltre che irragionevole, in considerazione della finalità, perseguita dal decreto legge, di assicurare la complessiva tenuta dei conti pubblici». Secondo Caldoro «Questa disparità risulta ancora più rilevante per regioni che, come la Campania, si sono trovate in situazioni di grave squilibrio finanziario ereditato da passate gestioni hanno avviato una forte azione di risanamento, predisponendo un piano di stabilizzazione senza alcun contributo economico dello Stato». Il presidente della Regione insiste: «Il persistere di una tale disuguaglianza rischierebbe di lasciare irrisolta, se non di aggravare, la predetta criticità, soprattutto in realtà territoriali nelle quali, come è già avvenuto proprio in Campania, a conclamate situazioni di instabilità, come quella del Comune di Napoli, si aggiungono situazioni di dissesto dichiarate da pochissimo tempo per altri comuni come quello di Caserta, i quali, dunque, non beneficeranno delle norme appena adottate». Quindi la richiesta al premier: «Sottopongo, pertanto, alla Sua attenzione l’opportunità di introdurre, in sede di conversione in legge del decreto adeguati correttivi volti ad estendere anche alle regioni in situazione di grave squilibrio o che abbiano predisposto piani di stabilizzazione, nonché ai rispettivi comuni che si trovino in situazioni di dissesto maturate da meno di un anno, le misure relative al fondo di rotazione e ai meccanismi correttivi del patto di stabilità».
Dunque domani il sindaco de Magistris e la sua maggioranza saranno sicuramente a Roma sicuri di essere ricevuti dal presidente della Camera Gianfranco Fini e dai leader politici dell’Udc, dell’Idv e del Pd. Le ultime due forze politiche hanno formulato una serie di emendameti all’attenzione della Comissione Bilancio volti a cambiare il decreto. La cui discussione in aula è prevista per il 6 novembre.



ALL'ATTENZIONE DEL SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA. A cura di gioNa

Il 3 Novembre 2011 ho inviato alla Presidenza della Repubblica, la lettera che oggi ripropongo su queste pagine. A più di cinque mesi di distanza oltre a non aver avuto alcun cenno di risposta è chiaro che tanto meno c'è stato alcun accenno d'intervento. Infatti le cose sono peggiorate ed oggi siamo investiti dalla seconda ondata di quello tsunami innaturale, in attesa della terza è ultima che probabilmente ci spazzerà via. 
Ma perchè la ripropongo. Per dare possibilità a chi ritiene importante la circumvesuviana ma anche tutto il tpl campano ai fini della mobilità cittadina e di conseguenza regionale, di copiare e incollare il testo della lettera e d'inviarlo a:presidenza.repubblica@quirinale.it 
può darsi che in questo modo, ricevendone più di una copia, qualcuno decida finalmente di farla leggere al Presidente. Intanto la stessa è stata inviata alla redazione di "Servizio Pubblico" nonchè a Beppe Grillo...hai visto mai ?

PS. Ai giornalisti che dovessero passare da queste parti dico: Cari "colleghi", questa volta se potete, il testo pubblicatelo integralmente sulle vostre pagine, può darsi che in questo modo al Presidente arrivi questo nostro appello. Grazie

AL SIG. PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA GIORGIO NAPOLITANO.

Egr. Sig. Presidente, siamo lavoratori dell’Azienda di Trasporto Pubblico Locale Circumvesuviana di Napoli e Le scriviamo affinchè Lei possa intervenire nel tentativo di evitare il totale fallimento al quale la nostra Azienda è stata ormai indirizzata e assieme ad esso, il “destino” di migliaia di altri lavoratori che dal 12 u.s. a seguito dei tagli pretesi dalla Regione, hanno visto sparire quelle corse grazie alle quali, ogni giorno per anni, si sono recati al proprio posto di lavoro.
Ormai il declino di un’Azienda un tempo Leader nel TPL europeo in quanto a modernità e sicurezza, è tutti i giorni sui media. Disservizi, materiale rotabile vecchio ed inaffidabile e la conseguente rabbia dei viaggiatori trasportati in condizioni inumane sono il pane quotidiano per giornali e telegiornali.
Non entriamo nei particolari e quindi diamo per scontato il problema dell’ormai famoso buco di circa 500 milioni di euro di debito da parte delle Aziende del gruppo E.A.V. che ha determinato un vero è proprio terremoto in tutto il TPL Campano.
Non è nostra intenzione quindi accusare nessuno, ognuno dovrà fare i conti con la propria coscienza, noi con questa lettera chiediamo il Suo intervento affinchè possa essere da sprone nei confronti del governo centrale che siamo convinti, deve intervenire per evitare la completa catastrofe.
Perché Egregio Sig. Presidente è proprio di fronte ad una catastrofe che ci troviamo, uno tsunami che nulla ha di naturale perché determinato dall’uomo. Uno spaventoso fenomeno di cui ancora non siamo in grado di immaginare tutte le conseguenze.
Siamo ormai alla seconda ondata ma di questo passo presto ce ne troveremo ad affrontare altre, molto più devastanti. E’ in gioco la mobilità di un’intera Regione, con Napoli,  il capoluogo di Provincia che nella fattispecie, con la Circumvesuviana e i propri viaggiatori è il più colpito da questa “calamità”.
Allora così come ha sempre fatto di fronte ai grandi eventi disastrosi che negli anni hanno colpito questo nostro Paese, lo Stato deve prendere provvedimenti eccezionali e non voltarsi dall’altra parte. Qui è in gioco il futuro economico non solo delle singole Aziende di Trasporto ma dell’intera Campania, una regione i cui abitanti dal giorno 12 settembre 2011, sono stati costretti e lo saranno sempre di più in futuro, a riversarsi nelle strade con le proprie auto con tutto quello che ne consegue per viabilità, inquinamento e quant’altro.

Egr. Presidente, in occasione dell’anniversario dei 150 di Unità di questa nostra Nazione, per i quali sono ancora freschi i festeggiamenti, avremmo voluto scriverLe ben altra lettera piuttosto che questa ma è il dovere che come estrema ratio ce lo impone, anche perché siamo certi che queste nostre parole, a prescindere da quello che potrebbe essere, per Sua intercessione,
un auspicabile intervento da parte del governo, non andranno al vento.
Egr. Presidente Napolitano, Lei è il Capo dello stato e il “Capo”  di noi tutti e noi confidiamo nella Sua persona che da sempre stimiamo e rispettiamo.

Napoli

I Lavoratori della Circumvesuviana di Napoli    



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