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3 maggio 2012

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO


Treni regionali ai privati. Punzo e Montezemolo interessati al business

DI ENZO SENATORE – MARTEDÌ 1 MAGGIO 2012

La proposta avanzata dal Partito democratico campano potrebbe diventare operativa nei prossimi mesi. Il comparto nella regione ha un deficit di quasi un miliardo
La privatizzazione del trasporto pubblico è l’ultima proposta, in ordine di tempo, concepita per evitare il crac del settore. L’ha avanzata il Partito Democratico. I bene informati, in verità, ritengono che il progetto sia già in dirittura d’arrivo e che nei prossimi mesi si possa passare alla fase operativa attraverso la pubblicazione dei primi bandi. I numeri della crisi, del resto, non lasciano spazio alle chiacchiere.
Il settore del trasporto pubblico locale, in Campania, sta messo quasi peggio del sistema sanitario. Colpa di un deficit che galoppa a passo spedito verso il miliardo di euro e di una super macchina pubblica che ogni mese deve versare lo stipendio a poco meno di 17 mila dipendenti, il 33 per cento dei quali in carico alla sola Anm, l’azienda che gestisce gli spostamenti su strada a Napoli. Tra costi e ricavi, stando ai dati contenuti nei rapporti degli ultimi anni, corre una differenza di quasi 600 milioni di euro visto che ne servono almeno 800, ogni dodici mesi, per tenere in piedi la baracca e se ne incassano nemmeno 200. In queste condizioni qualsiasi azienda sarebbe costretta a portare i libri contabili in tribunale e a dichiarare fallimento. Nello Polese, presidente del gruppo Ente Autonomo del Volturno (Eav), una holding che comprende Circumvesuviana, Metrocampania Nordest e Sepsa, parla di “situazione al limite del collasso”. Nel riprendere dati già ampiamente diffusi Polese ricorda che a fronte di un numero complessivo di passeggeri, tra Circumvesuviana e Sepsa, che raggiunge i 62 milioni l’anno il gruppo nello stesso arco di tempo incassa 25 milioni di euro. Troppo poco. “E’ evidente – dichiara il numero uno di Eav – che qualcosa non funziona”. Certo, i privati riuscirebbero a gestire meglio il sistema delle tariffe e a far pagare chi di solito prende i mezzi pubblici a sbafo. Però avrebbero in carico il problema degli oneri sociali, perché il servizio pubblico deve garantire condizioni agevolate ai meno abbienti e alle categorie svantaggiate come anziani e studenti. Necessità che poco si coniugano con la logica del business. Ma non è finita, perché l’ingresso dei privati comporterebbe da subito un taglio netto di almeno 2 mila posti di lavoro. Una prospettiva che, nella situazione attuale, equivarrebbe a gettare un fiammifero acceso in una polveriera.
I TAGLI DELLO STATO
Ad affossare il sistema del trasporto pubblico locale, in Campania, ha contribuito in maniera determinante l’azione del Governo. Sia durante la gestione del centrodestra che con l’avvento dei tecnici i tagli hanno penalizzato pesantemente la Campania. Nell’anno in corso la Regione ha perso il 40 per cento dei fondi rispetto al 2011, passando da un contributo di 286 a 174 milioni di euro (decurtazione netta di 144 milioni). Nel 2013 le aziende del trasporto pubblico campano, circa 140 tra realtà pubbliche e private, perderanno altri 50 milioni di euro.
I PIANI DI RIENTRO
Il presidente della giunta regionale Stefano Caldoro chiede interventi drastici, come quelli attuati per risanare la sanità pubblica. Con l’accorpamento di Circumvesuviana, Metrocampania Nordest e Sepsa nella holding Eav il governo regionale ha già avviato l’azione di risanamento. Il Comune di Napoli pensa invece alla fusione tra Anm, Metronapoli e Napoli Park mentre a livello più locale si lavora per salvare grandi aziende pubbliche come il Consorzio Salernitano dei trasporti pubblici (Cstp), di recente finito in liquidazione per via di un debito che supera di poco i 60 milioni di euro. Da chiarire, sempre a livello regionale, il rapporto tra debiti e crediti. Eav, tanto per fare l’esempio principale, è esposta per 500 milioni di euro con le banche ma deve avere circa 530 milioni dalla Regione Campania. Il Cstp, invece, lamenta pendenze con l’amministrazione regionale per 14 milioni.
I PRIVATI
Ma chi sono i privati che possono entrare nel settore del trasporto pubblico in Campania? Per capirlo è utile rispolverare l’accordo siglato, al momento solo verbalmente, dal sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, con Luca Cordero di Montezemolo e il gruppo Nuovo Trasporto Viaggiatori (Ntv) per la gestione della metropolitana della seconda città campana. Il presidente della Ferrari e i suoi soci Gianni Punzo (patron del gruppo Cis-Interporto campano), Diego Della Valle (presidente di Tod’s) e Giuseppe Sciarrone (ex dirigente delle Fs) guardano però con interesse anche ad altre realtà pubbliche della Campania, soprattutto per quanto riguarda il trasporto su ferro. In questo caso incontrerebbero la concorrenza di Trenitalia, che già starebbe preparando delle offerte. Più complesso il discorso relativo al trasporto su gomma, dove i privati hanno maggiore interesse per le tratte più redditizie e di lunga percorrenza. Ai privati apre il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che parla di “imprenditoria sana in grado di sopperire alla carenza di fondi pubblici”.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

il perfetto prosieguo di quanto il PD aveva programmato: il "progettone" EAV, finanziato non si sa come visto che prima "il governo regionale era di sinistra e il governo nazionale di destra perciò penalizzano la Campania", poi il governo della regione è passato a destra ma intanto è arrivata la crisi. In realtà Unico, l'altro "progettone", e EAV stanno sulle spalle delle aziende produttive succhiando risorse senza un concreto apporto all'econimia dei trasporti. Un bel piano bipartisan per svendere ai privati fregandosene di Utenza e Lavoratori.

Anonimo ha detto...

Ancora una volta la Coop. Tasso di Sorrento colpisce ancora. Dopo la costituzione dell' A.T.I. con Eav Bus per l'utilizzo dei nostri Bus turistici con relativa licenza di esercizio , ha pensato bene di usare il logo (marchio) EAV Bus sui suoi mezzi che circolano per la penisola sorrentina. Non ultima la linea che collega il porto di Sorrento alla piazza Tasso a mo di navetta , quindi a ciclo continuo , spacciandosi per Noi ed incassando proventi al Ns. posto. Si prega a chi di dovere comunicare e prendere opportuni provvedimenti in merito e casomai denunciare agli organi competenti l'utilizzo del marchio su mezzi non autorizzati.
Si prenderanno questa briga i Ns. cari dirigenti prima che sia troppo tardi ?
Comunque nel caso non ci fossero riscontri da parte loro , saremo noi dipendenti casomai a prendere le opportune precauzioni per continuare a mangiare , visto che qualcuno ha tanta voglia di mangiare dal Ns. piatto.
Comunque i colleghi di Sorrento sono in possesso delle foto di quello che Vi ho esposto sopra e lo hanno gia' denunciato ai vertici EAV Bus.