BREVI, FLASH, ANNUNCI.....

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27 gennaio 2012

RICEVO E PUBBLICO


Caro vesuvianando,
mi piacerebbe veder pubblicata questa mail sul tuo blog, che seguo spesso, ma questa decisione mi rendo conto spetterà a te soltanto e all'interesse e gli spunti che troverai nella mail stessa. Chissà che non sia l'inizio di una fattiva collaborazione...
Spunti ce ne sarebbero tanti in tema di circumvesuviana, di eav, di trasporti pubblici eccetera, ma mi limiterò a restare su temi diciamo ''in topic'', e cioè di moda, come parlassi della nave concordia ecco.
Quella dell'indagine customer satisfaction proclamata da circumvesuviana non è una cosa esilarante solo per i motivi che tutti noi, dipendenti o utenti (io appartengo alla seconda categoria), tristemente conosciamo bene, ma lo è ancora di più per il disperato tentativo da parte di questa, diciamo azienda, ecco, di darsi un ultimo tono di professionalità, di dignità, direi di rispetto del suo ''brand'' che è focalizzato intorno al suo ''core business'' che dovrebbe essere il viaggiatore.
Tutto questo, unitamente ad altri casi simili di altre aziende che ora non sto qui ad elencare, mi fà pensare che ci sia un distacco insormontabile tra i viaggiatori, gli utenti, coloro insomma che nella realtà dei fatti usufruiscono, sicuramente per necessità e non per piacere, dei servizi che l'azienda offre, e l'azienda stessa, cioè quell'insieme di persone che, sedute in uffici dietro a scrivanie, costituiscono il management delle aziende stesse.
Pensiero che si rafforza in me quando leggo dei bandi di concorso per dirigenti che l'eav in queste settimane ha pubblicato, disinteressandosi di qualsiasi forma di buon senso e perchè no, di etica professionale: probabilmente, anzi sicuramente, più utile e maggior giovamento avrebbe tratto da un concorso per operatori di esercizio o per manutentori elettrici, o per controllori di titoli di viaggio o assistenti alla clientela in stazioni, ma questa forse è un'altra storia.
Questa finta sordità a mio avviso sta diventando assordante per gli utenti, gli ''utiliazzatori finali'' dei servizi, e prima si capirà questo, prima si riacquisterà una dignità ormai perduta e forse le indagini di customer satisfaction avranno davvero un senso.

mail firmata

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