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6 dicembre 2011

Grazie Elsa, ma niente lacrime, solo equità. Di Bruno Vinci


Professoressa illuminata e riconosciutissima docente economista, il ns. Ministro Elsa Fornero, SI è commossa pensando a noi lavoratori dipendenti., e immaginando quanti di noi, tra i mille pensieri e problemi del sopravvivere quotidiano arriveranno a compiere i 41 e/o 43 anni di servizio in vita e in salute. L Italia a cominciare da tutte le istituzioni e enti previdenziali e in crisi. Ma perché è veramente colpa nostra? L’evasione è una piaga, come la delinquenza organizzata, ma chi l’ha permessa? Facendo un banale esempio, come mai non si è mai pensato nelle aree Universitarie a costruire mini alloggi, a spese di stato o regionali in complessi di cittadine Universitarie, con affitti agli studenti che venissero direttamente versati agli enti statali o regionali? In 30 anni, avrebbero recuperato l’investimento e addirittura guadagnato un margine di interesse. Invece no, si è preferito un sommerso di affitti in nero e di degrado allo scopo di favorire gli amici degli amici, che negli ultimi 30 anni hanno guadagnato, complessivamente, cifre incredibili evadendo il fisco. Prendiamo il caso dei trasporti, quello che si propone adesso della suddivisione dei servizi, era già stato fatto anni fa in altri paesi europei, alle prime avvisaglie di crisi. Invece qui, si è preferito, arrivare allo stato terminale delle aziende, ed è incredibile che pur sapendo da anni il piano dei tagli sui trasporti (come relazionato dall’Ing. Paolo Berla del TRASPOL” Labor. Politica dei trasporti Politecnico di Milano nel gennaio 2008”) è stato assolutamente trascurato dai massimi responsabili dei trasporti, mentre un fesso qualsiasi come me, della stessa azienda aveva già letto questa relazione nella fine del 2008.
E i sindacati dei trasporti lo avevano letto? Insomma nessuno credeva che una volta tagliati come già deciso da anni, che le cose arrivavano a questo.
Potrei favi centinaia di esempi di cattiva gestione della cosa pubblica, ma tra voi non saranno pochi le vittime di questo stato di cose per cui; per il momento è inutile annoiarvi, ci aspetta già un amaro gennaio, ed inutile tediarvi su queste dissertazioni ma vi ricordo che è inutile piangere sul latte versato, ma bisogna fare in modo di non sprecarne più ed impedire che altri lo sprechino per il momento vi saluto e ringrazio il senso di sacrificio costruttivo che anima qualcuno di noi come Giovanni Navarone, che ha scelto tra un il nostro mutismo e la possibilità di crescere tra noi, la seconda e più faticosa strada.

Bruno Vinci




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