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NON AVERE FRETTA, IL REBUS TI ASPETTA

3 maggio 2014

I RACCONTI DEL PENDOLARINO. TERZA PUNTATA: LA SCELTA DEL POSTO A SEDERE.

A meno che nel tempo non si abbia acquisita la quasi certezza di quali possano essere i propri compagni di viaggio (in genere nei vagoni si è sempre gli stessi) la scelta del posto a sedere, se non fatta con oculatezza, può riservarci delle sgradite sorprese. Per cui il pendolarino, grazie alla propria esperienza maturata in ore e ore di viaggio, sa bene quanto sia avventato sedersi in un posto a quattro del tutto libero.
Infatti a differenza del neofita che vedendo un posto a 4 libero, ci si fionda manco avesse trovato il tesoro dell'isola di Montecristo, lo scaltro pendolarino rimane impassibile e addirittura lo scarta scegliendo prioritariamente un
"biposto" di cui, con passo flemmatico si dirige ad occuparne uno. Ma i "biposto" sono in numero nettamente inferiore rispetto ai quadriposto, per cui se proprio non ve ne è possibilità, il pendolarino sceglierà si il posto a quattro, ma con almeno due sedili già occupati. Così facendo, l'esperto "viaggiante", avrà ridotto di un buon cinquanta per cento, la possibilità di trovarsi nel bel mezzo "dell'allegra brigata" (gruppi di tre persone, quanto mai avvezzi al vuoto chiacchiericcio mattutino) i cui componenti, freschi come rose e pimpanti come se fossero in partenza per le vacanze, piuttosto che diretti al travaglio, ti snervano con risa (che cazzo ti ridi alle sei di mattina ?) e battute da caserma di infima qualità. 
Se poi aggiungiamo che talvolta l'allegra brigata può esser composta da beoni o beone, spesso di provenienza extracomunitaria, dobbiamo mettere in preventivo di giungere a destinazione, non solo nevrastenici ma anche mezzi ubriachi a causa degli effluvi contenenti particelle alcoliche, espirati dai vostri dirimpettai e da voi inalati passivamente, da origine a fine corsa. Altro che tesoro di Montecristo, il posto a quattro libero, con questi presupposti  rappresenta una vera e propria trappola. Infatti scansata l'allegra brigata avvezza o meno all'alcool, c'è sempre in agguato il "monolite". Dicesi monolite, uomo o donna dalle dimensioni elefantiache, completamente privi di elasticità osteo-cartilaginea, che 
non si siedono ma si calano pesantemente e rigidamente tra voi e lo spazio al vostro lato senza, durante l'operazione, alcun accenno di accomodamento. Per cui correrete il rischio di essere scalzati di diversi centimetri dalla vostra posizione originaria senza peraltro un accenno di scuse. Anzi alla fine sarete voi, con la vostra ridicola appartenenza ai normo-tipi,  a rappresentare per il "monolite" un vero e proprio fastidio. Ma non finisce certamente qui il disagio da "monolite." Perchè la montagna umana che vi siede accanto, potrebbe essere poco incline all'igiene personale e per jonda di ruotolo....potrebbe far caldo ! 
Ecco dunque la saggia scelta del pendolarino. Posto a quattro si ma occupato almeno al cinquanta per cento, quindi da due persone che possibilmente non dovrebbero conoscersi tra loro anzi meglio giovani e magari dediti allo "sdidamento" dei rispettivi smartphone. 
In questo modo non ci sarà alcun possibilità  che i due occasionali compagni di viaggio possano cicalecciare tra loro, a meno che.......gli smartphone oltre a prestarsi allo "sdidamento" non si tramutino nell'oggetto per la cui funzione originaria vennero creati e cioè....TELEFONARE ! Ma qui apriamo un altro capitolo...la telefonata in treno a mezzo cellulare. Argomento che affronteremo nella prossima puntata......  

Il pendolarino 
giona


 

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