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3 dicembre 2013

DA IL MATTINO DI NAPOLI DEL 3 DICEMBRE 2013.




Gerardo Ausiello

Il piano trasporti per salvare dal crac la disastrata Eav Holding parte davvero. Dopo oltre un anno di attesa, trattative e mediazioni si entra finalmente nella fase operativa. L’atto ufficiale è la firma del piano da parte del ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e del governatore Stefano Caldoro nel quartier generale dell’Eav, in via Cisterna dell’Olio, alla presenza dei vertici della Holding, Nello Polese e Valeria Casizzone, dell’assessore regionale Sergio Vetrella e del commissario ad acta Pietro Voci. Per effetto dell’accordo, da oggi al 2014 arriverà all’ombra del Vesuvio quasi un miliardo di euro: 200 milioni saranno garantiti dalla Regione con i fondi Fas, a cui si aggiungono 50 milioni previsti dal governo nel decreto ad hoc; un’altra quota di finanziamenti è stata recuperata grazie al salva-imprese mentre la restante parte delle risorse la metteranno di tasca propria i cittadini (con le addizionali Irap e Irpef oggi utilizzate per ripianare il deficit della sanità). Un tesoretto, questo, che servirà ad azzerare l’enorme indebitamento accumulato in passato dall’Eav (che gestisce Sepsa, Circumvesuviana e Metrocampania Nord-Est): «Chiamiamo le cose con il loro nome - ha chiarito Caldoro - si tratta di un buco in cassa», che oscilla tra i 600 e i 700 milioni. Ecco che, per scongiurare il fallimento della Holding, saranno necessari tagli e sacrifici: il blocco degli straordinari, i contratti di solidarietà per i circa 3mila dipendenti e lo stop ai pignoramenti almeno fino al 31 dicembre 2014. «Sarà un percorso difficile - spiega Lupi - ma insieme possiamo farcela. La parola d’ordine dev’essere responsabilità. Ognuno è chiamato a fare la propria parte, il gioco di squadra è vincente».
Per il ministro, insomma, «la Campania deve ora sfatare i luoghi comuni per dimostrare che, quando si vuole, si possono raggiungere obiettivi importanti, come avvenuto in Lombardia. Un discorso che vale per il Sud ma anche per il resto del Paese». In questa direzione Lupi lancia una nuova sfida: «Dobbiamo ridurre la distanza tra le regioni tirreniche e quelle adriatiche. Il prossimo obiettivo è l’apertura dei cantieri dell’alta capacità Napoli-Bari. La copertura finanziaria c’è, per circa l’80 per cento delle opere. Ora basta, è tempo di passare dalle parole ai fatti». Quanto alle liberalizzazioni, l’esponente del governo Letta è categorico: «Il privato non può essere più considerato il nemico. Occorrono collaborazioni e sinergie altrimenti il pubblico da solo non ce la farà». Caldoro rilancia: «Liberalizzare non significa necessariamente privatizzare. Ma va avviato un percorso virtuoso, sollecitato dall’Europa. Ringrazio comunque i sindacati e le parti sociali, che ci hanno accompagnato in questi mesi sostenendo gli interventi di rilancio dell’Eav». Per il commissario Voci, che dall’esecutivo ha ottenuto più poteri (ad esempio per modificare i contratti di servizio se svantaggiosi), il traguardo da centrare è «il raggiungimento del pareggio di bilancio entro la fine del 2015»: «In passato sono stati accumulati debiti a causa delle scarse entrate e delle uscite eccessive - sottolinea - Per questo metteremo in campo una strategia di contrasto all’evasione e cercheremo di ridurre le spese». Tra le novità ci sarà l’introduzione del biglietto aziendale «che andrà oltre il biglietto Unico e produrrà maggiori ricavi per la Holding». Anche prima della firma comunque, aggiunge Voci, qualcosa stava già cambiando: «Con l’anticipazione di 74 milioni da parte della giunta abbiamo iniziato a pagare i debiti accumulati con i fornitori strategici. Quando saranno disponibili gli altri fondi, salderemo progressivamente tutte le fatture arretrate».




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