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8 ottobre 2013

DA IL MATTINO DI NAPOLI DEL 8 OTTOBRE 2013




Livio Coppola de Il Mattino di Napoli

Treni fermi per tutta la mattinata, disagi per i passeggeri, una vertenza che ancora non trova una via d’uscita per lo stallo su un tavolo romano. Lo sciopero di 4 ore del personale Eav ha bloccato ieri quasi tutti i convogli di Sepsa, Circumvesuviana e Metrocampania Nordest, linee ora appartenenti alla holding regionale del trasporto pubblico. Holding che, afflitta da un deficit storico, è e resta a rischio fallimento per l’ormai incomprensibile ritardo nell’approvazione del piano di rientro predisposto sei mesi fa dal commissario ad acta Piero Voci e ancora in attesa delle firme del ministero dei Trasporti e di quello dell’Economia.
Parliamo dunque di una vicenda che si trascina dall’aprile scorso, mese in cui il piano, che prevede l’erogazione di 200 milioni di fondi Fas, è stato completato e approvato dalla Regione, per essere poi sottoposto al tavolo tecnico con il governo. Ma, riunione dopo riunione, il documento è ancora fermo ai box, impedendo l’arrivo delle risorse e complicando non poco la situazione economica di un’azienda esposta con diversi creditori, tanto da rischiare di fallire se non ci saranno le prime estinzioni. Da qui la preoccupazione degli oltre 2mila lavoratori coinvolti e la protesta, l’ennesima, lanciata ieri da Cgil, Cisl e Uil. Le adesioni allo sciopero hanno toccato quota 90%.
«La straordinaria adesione dei lavoratori del gruppo Eav allo sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali di categoria rilancia con forza la necessità di garantire un futuro ad una realtà sull’orlo del fallimento - dice il leader della Cgil Campania Franco Tavella -. La mancata approvazione del piano di rientro approntato dal commissario ad acta, fermo al tavolo ministeriale dall’11 aprile scorso, e il conseguente stop imposto dal patto di stabilità, rischiano di decretare la crisi di una delle più grandi aziende della Campania. Il governo nazionale e la giunta regionale devono assicurare le risorse per dare continuità al servizio e rilanciare il settore del trasporto pubblico, messo in ginocchio in questi anni dalla politica sciagurata della Regione». A pungere Palazzo Santa Lucia è anche il Pd. «La giunta Caldoro – dicono la deputata Assunta Tartaglione e il consigliere regionale Mario Casillo - deve assicurare nell’immediato le risorse necessarie a garantire il normale servizio di trasporto, e allo stesso tempo è chiamata in tempi rapidissimi a determinare, insieme al governo, le condizioni per rilanciare l’azienda e il comparto del Tpl». Il segretario democrat Enzo Amendola e il deputato Massimo Paolucci chiedono invece «una serie di misure legislative che mettano l’Eav al riparo dai creditori e dal fallimento, oltre a un ragionamento sul futuro industriale dell’azienda, che non può reggersi solo sulle forze oggi in campo».
Nel breve termine resta dirimente l’approvazione del piano Voci: «La nostra azione sull’avanzamento del tavolo tecnico è continua – spiega l’assessore ai Trasporti Sergio Vetrella –. La maggiori problematiche rispetto al via libera arrivano dal ministero dell’Economia, che ha chiesto di migliorare il piano su aspetti su cui abbiamo già dato l’assenso. In queste ore insisteremo per giungere alla firma dell’accordo, chiedendo che il tavolo si riunisca in una non stop fino alla risoluzione di ogni criticità. Anche perché il governo contestualmente dovrà assicurare l’erogazione dei Fondi Fas. Qualsiasi ritardo ci arrecherebbe un danno incommensurabile. Quanto alla protesta di ieri, credo che alla base ci fossero anche motivazioni di ordine retributivo, visto che abbiamo garantito anche una serie di anticipazioni di fondi. In ogni caso occorre limitare i disagi per i nostri utenti».




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