BREVI, FLASH, ANNUNCI.....

CHIUSO PER FERIE

15 settembre 2013

IN MEMORIA DI FULVIO. DI SALVATORE VALERIO

COME UNA FOGLIA D’ALBERO

A riflettere,sembra banale osservare,che gran parte della nostra vita la consumiamo sul posto di lavoro…

E’ sul luogo di lavoro che proviamo a conoscerci;a far crescere fiducia e rispetto;a dividerci compiti e spazi;a svolgere le nostre mansioni sul tracciato ferroviario curando il compagno mentre svolge la sua attività connessa al lavoro di squadra,allertandolo in caso di pericolo…

E’ sul luogo di lavoro che prendiamo confidenza con parole come:solidarietà e alterità… Quel comune sentire che ti fa discutere di salute,di problemi familiari,di figli,e di soldi che non bastano mai ….

Ma con Fulvio parlavamo spesso di Politica e di Sindacato ….La POLITICA,oggi,è un argomento desueto….Eppure molte stagioni fa ,è stato il pane quotidiano per più di una generazione… Così come il lievito di ogni discussione erano:il Contratto Nazionale;gli Integrativi aziendali;I DIRITTI; LA SICUREZZA,gli scioperi;le manifestazioni sindacali… Argomenti che nella nostra nuova modernità non hanno più patria….E così la partecipazione, e la democrazia non le pratichiamo più:ma le deleghiamo,credendo con questo atto di risolvere tutti i nostri problemi…

Fulvio l’ho incontrato così… ….Disponibile a parlare con tutti e ovunque… Ironico,tagliente, dissacrante…Le foto lo ritraggono,mentre sorride…. Sorrideva sempre,mentre parlava,e diceva spesso il contrario di quello che ci si aspettava di ascoltare….

Probabilmente,a sentirlo,doveva frequentare ancora i luoghi dove si praticava la politica…. Santuari che una volta prendevano il nome di:sezioni o di circoli….

Ma era la sua capacità di contatto con gli altri che più si ricorda e che più rimpiangeremo… Aperto,gioviale,estroverso. Era capace di tenerti incollato anche se avevi da fare;anche se dovevi preparare gli attrezzi ed il materiale per recarti sul luogo dove era richiesto l’intervento tecnico…E se lo mollavi,certo, non nascondeva mai il suo disappunto ….. ….

L’impianto di Torre Annunziata,come tutti i luoghi di lavoro,è un porto di mare….Tra un turno ed un altro,gente che entra e gente che va…..Tre reparti per un unico impianto con tipologie lavorative diverse,ma tutti con un unico obiettivo:manutenzione e sicurezza… …Porte intercomunicanti tra di loro,e mai una separazione netta,tra un ambiente ed un altro....Un posto vivo,come lo erano prima tutti i luoghi di lavoro…Officine e fabbriche: sostituite oggi da deserti industriali,capannoni e quartieri che con la dismissione del lavoro sono diventati dormitori,periferici ed abbandonati…Lontani dai luoghi che contano e distanti dai Sinedri ipocriti… Sinedri frequentati dai Manager e dai Gran Sacerdoti della politica e della finanza che decidono di scaricare sugli altri il costo dei loro errori ….

Nelle discussioni,veniva sempre fuori,la consapevolezza che il vero valore aggiunto di una società,è la ricchezza del senso sociale….…. E la Civiltà di una società si giudica sempre da come tratta i più deboli….. ..

Eravamo convinti che mantenere vivo il senso di comunità,ci agevola a ricordare chi siamo;ci aiuta a difendere la nostra identità;ci favorisce nel tener presente tutti quelli che hanno vissuto con noi…..Non immaginando di certo,che di lì a poco Fulvio sarebbe precipitato in una terra di nessuno,dove i monitor, il respiratore,i farmaci,la fanno da signori:padroni di un tempo indefinito…E mentre i familiari attendono risposte,i medici sono lì a presidio di confini sempre più labili tra la luce ed il buio…Dove vieni consumato dall'attesa,dal silenzio,dalla speranza…..La Terapia Intensiva e la Rianimazione,per chi ha avuto la sfortuna di inciamparci dentro, sono le sedi più vicine a questo tipo di dolore….

Il tragico impatto,la sofferenza,la speranza,la lunga agonia,e il calvario di Fulvio:sono esperienze che segnano......

… Esperienze che che ci fanno riflettere sulla nostra esistenza precaria,e ci ricordano, che gli altri si accettano per come essi sono e non per come noi li vogliamo….Un operazione difficile, ma che probabilmente è l’unica soluzione per farci vivere meglio; accettando le differenze come una ricchezza e mai come un ostacolo….

Si dice che la morte,sia la continuazione della vita….Quando un non credente parla di continuazione della vita,si riferisce ovviamente, al ricordo di ciò che in vita,ognuno di noi lascia agli altri……Nel lasciare le tracce:lascia il suo testamento....

( “Esiste un tempo in cui,per crescere,devi prendere a calci il mondo,osare,fare di testa tua,mandare tutto in frantumi,sbagliare…E dopo,quando anche l’ultimo coccio rotolerà ai tuoi piedi e ti sentirai lontano anni luce dal posto da cui vieni,allora potrai cominciare a costruire….La fase della demolizione la attraversiamo tutti per trasformarci in quel che siamo ora…. Ed in quella fase nessuno si disturba troppo per i nostri no,per il nostro disordine,per il nostro anticonformismo…..Poi diventi grande,(ci dicono sorridendo con superiorità e condiscendenza quelli che incrociano noi e il nostro piccone)e ti passa……

A un certo punto,prima o poi,quel periodo si esaurisce e torniamo nei ranghi…La rabbia si attutisce,l’impulso di cambiare il mondo si quieta,l’implacabilità dei nostri giudizi verso il prossimo si stempera…Come si dice:ci siamo emancipati e non abbiamo più bisogno di dimostrare che siamo fatti di una pasta originale e diversa…Perdiamo i nostri acuti e guadagniamo consapevolezza…Tuttavia non si guarisce mai completamente e non diventiamo mai come,gli altri vorrebbero,o come(SIC!)dovremmo essere…Un po’ di quell'inquietudine ci rimane appiccicata addosso,un po’ di quella rabbia continua a roderci…..” )

Ecco:Fulvio era così… Uno di noi….Magari un fratello minore un po’ discolo,ma prezioso per la sua originalità….Errori?Probabilmente molti,come tutti,ma la sua vita l’ha vissuta con generosità…… …Coerente sino alla fine: l’ultima occasione di incontro di anime, come si dice in genere,è il rito per il suo funerale,che per sua scelta,non sarà religioso….

Tocca constatare,che nelle ultime vicende terrene,il fato si è accanito contro di lui….Oggi 15 Settembre non conosciamo la data e l’ora del suo funerale…Non si conosce ancora se e quando verrà eseguita l’autopsia,un obbligo da assolvere,viste le modalità tragiche con le quali Fulvio è stato strappato ai suoi figli ed ai suoi cari….

CHE LA TERRA GLI SIA LIEVE….

UNGARETTI : SOLDATI



Soldati

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie

Ungaretti riesce ad esprimere la condizione di soldato in pochi versi….Nella poesia si paragona il soldato ad una foglia d’albero in Autunno:basta un colpo di vento per far morire la foglia;così come basta un colpo di fucile a far cadere il soldato…..La poesia è stata dedicata ai soldati che andavano in guerra e il cui destino è già scritto…Ma si riferisce all'assurdità dell’intera condizione umana e sulla sua intrinseca finitudine,sul suo essere condannata ad una fine come le ultime foglie autunnali degli alberi. 

….Siamo tutti come delle FOGLIE,non conosciamo il nostro FUTURO…..Il buio,il non senso,il terrore,è dovuto a questa profonda e reale incertezza……Fulvio:vittima di un incidente stradale,che lo ha lasciato in coma…. Appunto:come una foglia d’albero in Autunno….

Sentite condoglianze

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