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27 aprile 2013

IL SENNO DI POI. DI BRUNO VINCI


Ho letto, quanto scritto dall’amico Paolo Carabba, non posso essere che d’accordo, ma nel contempo rimango allibito dalla stasi delle forze sindacali che ormai sono, vista l’inefficacia solo delle pro loco aziendali e politiche. E’ assolutamente chiaro e palese, che tutto quello che avviene non è che la risultante di un progresso industriale teso ad una vera ed efficiente produttività ma piuttosto al mantenimento di diverse realtà che era no giunte al limite di sopravvivenza. La crisi era anche Circumvesuviana, ma come ha fatto la nostra ferrovia a reggere cosi tanto anche se invalidata delle maggiore risorse prima disponobili.
Io sono uno di quelli che assistettero al passaggio dalla Gestione Governativa alla Regione, come amante della storia mi andai a controllare a ritroso quello che avevano fatto nelle gestioni regionali precedenti in gestioni controllate di diverse attività, da quello scenario con un vorticoso flusso di capitali si evinceva che l’unica produzione veramente sicura erano gli introiti dovuti alle tasse regionali ma nei servizi al pubblico non c’erano successi. Capii subito che era iniziata la fine, a quell’epoca mi occupavo di approvvigionamento materiali e verifiche ispettive, quindi, fui personalmente criticato di questo avendo richiesto moltissimo materiale di scorta cavi, filo di contatto tutti materiali passati per il magazzino e che successivamente ci sono serviti per sostenere una situazione che perdura di crisi che perdura ancora oggi.
Successivamente fui passato alla manutenzione infrastruttura occupando della direzione lavori con Adamo in particolare sui lavori della linea aerea e sottostazioni. Tutto questo, sempre in un clima malevolo nei miei confronti, e solo con la costanza dei risultati mi assicurava un certo prestigio personale visto che di carriera e di retribuzione non venivo affatto considerato restando da diversi lustri a parametro 175 mentre i miei colleghi tutti minimo ala parametro 193. E oggi con la ristrutturazione mi si chiede pure solo di limitarmi alle sole verifiche ispettive ovviamente PER TUTTE LE AZIENDE DELL’EAV, buttando nel wc tutti lavori precedenti, non considerando i miei 54 anni limitandosi alla sola ottusa abitudine di guardare le persone come matricole e non il loro bagaglio lavorativo.
In considerazione di ciò avanza dentro di me la considerazione di trasferirmi in linea come personale operativo anche se limitatissimo dal mio parametro storico 175. Questa mia storia e solo un esempio che la strafottenza anche di tutto il personale e i sindacati a cui sono stato iscritto che non considerava che se una sola scorrettezza individuale venisse fatta e non contrastata era solo un autorizzazione futura a farne altre di più largo raggio. Pertanto ritengo che le considerazione avanzate ora da sindacalisti e non appartenenti all’azienda siano utte da ritenersi false tardive moralistiche. E’ stato permesso tutto e ora fanno i sorpresi, ma sono mesi che domando tramite questo blog che era rimasta solo la circumvesuviana una vecchia quercia denutrita a cui deboli rami si stanno applicando nuovi pesanti carichi.
Avrete notato che sto limitando i miei scritti solo a qualche considerazioni e sugli stipendi e ridurrò anche questa perché mi adeguo alla strafottenza di tutti. Ma sappiate signori sindacati che l’utenza rimasta giustifica solo azioni di sciopero che causate dall’assenza di stipendio vuole che i problemi interni nostri siano risolti da Voi come se Voi ne sareste capaci.
Per quando mi riguarda da vittima della strafottenza mi adeguo anch’io alla strafottenza generale di tutti i lavoratori che scenda un deux ex macchina dal cielo che risolva tutto e porti benessere, giustizia sociale,. Cari signori la notte è notte se non accendiamo la nostra luce di lavoratori determinati a risolvere e inutile dibatterci nel buio.

Bruno Vinci

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