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2 aprile 2013

DAL COLLEGA BRUNO VINCI


IL GIORNO DEL CUORE E DELLA MENTE
Giornata mondiale sull’autismo

Non è facile parlare di quest’argomento, non è solo un disagio per le famiglie toccate da questo problema in un mondo che ripudia i problemi dei singoli e li  isola dal vivere civile.
Il soggetto autistico è una persona viva di sentimenti e con una sua storia che non riesce a esprimere al mondo e purtroppo tale sua difficoltà si scontra in un mondo come questo attuale che in apparenza ha sensibilità sociale un buonismo di facciata. Per cui un soggetto artistico vive in un mondo con porte di cistallo ermeticamente chiuse dall’esterno. E il buonismo rende queste porte lucide e trasparenti, con una pulizia di facciata, perché, ciò, è molto più facile rispetto all’apertura di tali finestre per uno spiraglio di contatto atto ad offrire una chance all’io autistico di comunicare con il mondo esterno. 
Nella realtà, tali contatti vengono offerti solo dalle famiglie e alcuni generosi assistenti che si prodigano più di quanto richiesto dal servizio pubblico, ma tale iniziative sono splendidi casi isolati e avvengono nei limiti di quanto consentito dalle possibilità delle famiglie e nei limiti molto circoscritti, dell’assistenza pubblica. In questo giorno è doveroso ricordare le colpe di questo mondo, che corre verso mete apparentemente più importanti. Questo mondo fatto da noi, lascia a terra i nostri fratelli chiusi nella loro gabbia trasparente e le loro famiglie e  pochi si  accorgono di quanta  disperazione e muta rassegnazione questi fratelli e i loro familiari, tentano di intraprendere un cammino senza mezzi e con le loro sole forze.
Pochi di noi, malgrado il generale, inutile  buonismo compassionevole, condividono l’angoscia di queste vite mute e le loro famiglie, e ancora di meno il mondo tenta di aprire dei spiragli ai fratelli rinchiusi nell’autismo.
E’ difficile entrare nella loro mente, solo i familiari possono avvertire questa vita interiore, l’assimilano la elaborano e partecipano alla sofferenza e sono le prime vittime d’impatto che si scontrano con un mondo estraneo alla sofferenza muta, le loro richieste di aiuto e di coinvolgimento in un problema che esiste e molti non vedono volutamente rimangono grida nel deserto dell’egoismo.
Questi fratelli, hanno bisogno di aiuto ma hanno la dignità di non chiederlo, sta a noi di offrire un aiuto alla loro condizione smuovendo istituzioni e coscienze, nel nostro quotidiano.
Sarebbe bello se ci fosse una pagina delle storie che racconti le storie di questi fratelli e le loro famiglie, in modo che ognuno leggendo si renda conto di questi piccoli eroismi  e dei sacrifici legati alla realtà di vita dei soggetti autistici. Sarebbe un gesto di coraggio anche da parte di chi comunica con il pubblico e non vuole parlare solo di crisi economica o gravidanze di soubrettes.
Mi è sembrato giusto parlare di questo problema, c’è un senso a dedicare un momento di riflessione, una giornata a un problema che rimane tale perché, pubblicamente, non lo consideriamo abbastanza.
Grazie dell’attenzione
Bruno Vinci

Caro Giona,
vorrei ringraziare di cuore il tuo collega Vinci e te per aver pubblicato sul blog il post sulla giornata mondiale dell'autismo. In rete si trova molto sulle iniziative di questa giornata in tutta Italia. Oramai ci sono anche molte associazioni di familiari che tengono viva l'attenzione sul problema, che a me tocca molto da vicino.


Grazie ancora


Inviato da iPad da Antonio

1 commento:

Nello Farris ha detto...


Appena ripreso Astorius raccontò della sua storia, della padroncina da liberare con la famiglia e del suo bisogno di guadagnare rapidamente attraverso i ludi gladiatorii. Appena terminò Flavius si alzò e si recò vicina al pesante tendaggio della finestra scostandolo, una calda brezza serale profumata di notte estiva entrò nella stanza. Flavius si votò e si mise a ridere . “Astorius , tu sei pazzo disse…per una donna, una femmina ma hai abbastanza per comprarti una bella schiava!”

Ora devo andare, forse è l'ultima volta che la vedo e il pensiero che forse non la vedrò più mi fa star male, perciò amico mio non ti crucciare, se questa è la volontà degli dei, così sarà fatto, non puoi sfuggire al fato.

Astorius uscì di fretta, quella era l'occasione per stare insieme alla sua donna, per godere dei suoi bacie delle sue calde carezze. Quella notte avrebbe dimentica l'inferno, sarebbe andato in paradiso ad ascoltare il canto degli dei, mentre le sue calde cosce lo avvinghiavano in un'estasi mai provata. Era felice! un raggio di sole illuminò un seno di Mirtia, un desiderio intenso del suo corpo lo travolse e attirrando la donna e se la bacio delicatamente sulle labbra semichiuse, calde e profumate. Ma lui dovera partire il giorno stesso per la sardegna, così lontana, oltre l'orizzonte. lasciò a malincuore quella cas e si avviò al porto dove tutto era stato preparato per il viaggio. Tharros era la sua meta. Cosa avrebbe trovato in quella terra così inospitale?

Sapeva poco della Sardegna e una strana attrazione lo aveva preso. Non vedo l'ora, pensò e risalì al ponte di comando per guardare l'orizzone mentre il suo pensiero andava alla donna amata. Un fremito lo prese, ma lo riccacciò giù per la gola. Chissà quando l'avrebbe rivista.. Sentiva ancora il suo profumo. Ma fu un'attimo, rientrò in cabina sperando di sognarla.

Ricordava che i romani sfruttavano delle miniere sarde: la manodopera era costituita quasi esclusivamente da schiavi o da deportati politici, sette secoli di dominazione lasciarono un'impronta profonda. Si sdraiò nel letto e aspettò che Morfeo lo accogliesse tra le sue braccia.

Sapeva poco della Sardegna e una strana attrazione lo aveva preso. Non vedo l'ora pensò e risali al ponte di comando per guardare l'orizzone mentre il suo pensiero andava alla donna amata. Un fremito lo prese, ma lo riccacciò giù per la gola. Chissà quando l'avrebbe rivista.. Sentiva ancora il suo profumo. Ma fu un'attimo, rientrò in cabina sperando di sognarla.

Mentre dormiva nel suo letto, sentì qualcosa che lo toccava, come due mani che lo palpassero in tutto il corpo. il sogno allora incominciò ad agitarlo, lei sempre presente col suo corpo che lo tentava e non lo faceva riposare. La notte passò inquieta, ma lui si alzò invocò gli dei di accompagnarlo in questa terra ostile...sentì una strana musica, una dolce melodia