BREVI, FLASH, ANNUNCI.....

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26 dicembre 2012

ADDIO CIRCUM, E' STATO BELLO CONOSCERTI !



Pendolare: nome comune di persona, trattata come cosa da un servizio che si attesta intorno all’indecenza.
È finita un’altra giornata nera a Napoli. Lo sciopero selvaggio, il secondo consecutivo, ha avuto il potere di paralizzare una città. Cinque ore per fare un servizio al centro e poi tornare; tre oreper arrivare all’università; un’ora e mezza per raggiungere Piazza del Plebiscito, perché di R2 non ne passa nessuno. Sono queste le tabelle di marcia a cui si viaggia in città.
E dire che i napoletani, quelli del centro, devono ritenersi fortunati. Chi vive nell’hinterland sta anche peggio. “Ciao mamma, io vado a prendere la Circum, ma non so quando tornerò”.
Non si ride e non si scherza sui trasporti. Soprattutto in Campania. Ogni mattina gruppi di studenti si ammassano come cani sui pullman della Sita pur di raggiungere il proprio istituto. Ogni mattina autisti sconsolati continuano a fare il loro lavoro, pur sapendo che il Natale non porterà nemmeno la tredicesima. Ogni mattina la situazione si fa sempre più brutta, più drammatica.
Guardare le porte aperte della Circumvesuviana mi ha colpito profondamente. Oramai è finita-ho pensato. È un gesto di disperazione, quello. I treni vengono annunciati al momento, non si sa quanti e quando passeranno. Eppure mi vantavo con i miei amici di su; “Guarda, noi abbiamo un servizio trasporti che collega Napoli con le zone più interne, e passa un treno ogni 15-20 minuti”.
Oggi tutto è cambiato. Eppure i pendolari continuano a crescere. Solo dal 2007 a oggi si sono contati un milione di pendolari in più. Oggi in Italia sono 14 milioni coloro che si muovono per motivi di lavoro o di studio. Un’intera nazione che esce di casa la mattina e torna la sera.
Fa male vedere quanto e come sia stato abbandonato dalla politica la questione trasporti. Fa male vedere un fallimento sbriciolato così, davanti agli occhi. Fa rabbia vedere ancora al loro posto quelle figure dietro i vetri delle biglietterie, che al posto di dare i biglietti con strafottenza e maleducazione dovrebbero cominciare a imparare un minimo di inglese. Che dico, di italiano.
Non ci sono più alternative, non c’è più tempo. È arrivato il momento in cui chi ha sbagliato deve pagare. E che non siano sempre i soliti. Cioè noi.
Raffaele Nappi

Fonte: http://www.nuovevoci.it/addio-circum-e-stato-bello-conoscerti/





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