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3 novembre 2012

IL SEGRETARIO DELLA FIT - CISL GIUSEPPE ESPOSITO: "ORMAI LA MISURA E' COLMA ! "



Un’altra giornata di inferno per i pendolari che prendono la Circumvesuviana.
Uno sciopero bianco dei lavoratori ha fermato ieri 9 treni su 10 con conseguenze drammatiche sul sistema dei trasporti verso l’area Sud della provincia di Napoli. Al terminal di Porta Nolana è salita la tensione tra coloro che aspettavano il treno. È stato necessario l’intervento della polizia che ha presidiato per tutta la giornata la stazione con due mezzi blindati. Ancora ierisera intorno alle 20 erano presenti centinaia di viaggiatori. Fermi ai binari c’erano ben otto treni, nessuno dei quali annunciato in partenza. I viaggiatori sono rimasti, invano, in attesa di notizie. I segnalatori luminosi e i tabelloni venivano annunciati fuori servizio. Molti sono stati costretti a raggiungere le proprie abitazioni con altri mezzi. Ci sono stati momenti di caos per il nervosismo, è stato necessario l’intervento degli agenti per calmare gli animi.
Il motivo della protesta dei lavoratori è doppio. Da una parte i ritardi nel pagamento degli stipendi, dall’altra il nuovo piano di organizzazione del lavoro attivato dalla società senza alcuna contrattazione con i sindacati. Per «razionalizzare» al massimo le risorse, infatti, è stata completamente rivoluzionata la turnazione. Per macchinisti e capotreni si passa da una settimanache prevedeva 5 giorni lavorativi da 7,25 ore e due giorni di riposo, ad una settimana che prevede 6 giornate lavorative da 6,30 ore con un solo giorno di riposo. La conseguenza diretta è che si passa da 91,25 riposi annui a 54,75, con una perdita secca di 36,50 riposi all’anno ( il 40% circa) e una perdita di competenze enormi, che vanno sommate a quelle perse con il taglio del programma d’esercizio di settembre 2011. A questo si somma il fatto che, nonostante la diminuzione dell’orario lavorativo giornaliero, aumentano le corse che si effettuano durante il turno. Il piano sarebbe dovuto partire lunedì, ma è stato fermato dalla protesta dei lavoratori. L’azienda, infatti, dopo una giornata di forti tensioni, intorno alle 19, ha comunicato ai sindacati che per mercoledì è fissato un incontro sul tema e, nel frattempo, la nuova turnazione, almeno fino a quella data, è sospesa.
IL SEGRETARIO DELLA FIT-CISL ESPOSITO
«In queste ore - commenta il segretario regionale della Fit-Cisl, Giuseppe Esposito - in Circumvesuviana la protesta sorge spontanea da parte dei lavoratori
esasperati dalla tracotanza di questo gruppo manageriale che usa la logica del “non ti pago e ti aumento anche i carichi di lavoro”. La misura è colma ed anche per questo che le organizzazioni sindacali hanno proclamato per il 3 e il 4 dicembre il terzo sciopero regionale del trasporto pubblico locale».
«In questi giorni nelle aziende del gruppo Eav ferro sono state attivate le procedure di licenziamento collettivo (gli esuberi dichiarati sono circa 200). Nella riunione del 30 ottobre abbiamo ribadito che non condividiamo i criteri con cui si è arrivati a questa dichiarazione di esuberi, in quanto nell’accordo del 16 dicembre 2011 erano stati annunciati altri strumenti da utilizzare prima di arrivare ai contratti di solidarietà. Per noi - precisa il sindacalista - questi sono solo esuberi di tipo finanziario e non tecnico: tanto è vero che le aziende non hanno mai saputo fornirci né l’organico tecnico funzionale né le attività da svolgere. Il nostro dissenso è ancora più forte - attacca Esposito - perché si andrebbe ad attingere dal fondo dei 15 milioni di euro, che potrebbero invece servire per aziende realmente in difficoltà nel ricollocare il personale». «Nelle aziende Eav - denuncia il segretario della Fit-Cisl - mentre si dichiarano esuberi, si continuano a far svolgere attività proprie delle aziende autoferro ad altri soggetti, come Unico Campania, che con la collaborazione dell’ente proprietario, continua a sottrarre attività e risorse. Vanno, invece, riaperte tutte le stazioni e le fermate riprendendoci l’attività di emissione e controllo dei titoli di viaggio. Solo così - conclude Esposito - potremmo tornare ad offrire un servizio di qualità e quantità, e tenere la possibilità di riassorbire eventuali esuberi di tutte le aziende».

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