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27 novembre 2012

I LAVORATORI DELL'EAV VOGLIONO MARCIARE SU ROMA E NOI ALTRI FAREMMO BENE A SEGUIRLI

da il Mattino di Napoli del 27-05-2012

Francesco Gravetti


La marcia su Roma dei lavoratori dell’holding Eav potrebbe essere questione di giorni. Non ci stanno, i dipendenti di Circumvesuviana, Eavbus, Metrocampania Nordest e Sepsa, ad assistere alle crisi delle loro aziende senza poter parlare. Ieri hanno trovato l’occasione per ribadirlo, nel corso di un’assemblea tenutasi presso la sala «Francesco Primato» al terminal di Porta Nolana della Circumvesuviana. Un’assemblea-fiume, iniziata la mattina e terminata solo nel tardo pomeriggio, alla quale hanno partecipato centinaia di lavoratori delle varie società dell’Eav.

In molti hanno preso la parola per sottolineare, ancora una volta, le enormi difficoltà del trasporto pubblico campano e lamentarsi delle prospettive sempre meno rosee. Ma anche un modo per rilanciare l’azione di protesta: è nato, infatti, il coordinamento dei lavoratori dell’holding Eav, che nei prossimi giorni potrebbe far partire una nuova mobilitazione e, probabilmente, una protesta direttamente a Roma, per sollecitare il governo centrale a fare presto e a intervenire.

«La situazione è drammatica, ma noi non ci stiamo a fare da spettatori. Difenderemo il nostro lavoro fino alla fine» spiega Vincenzo Tripodi, delegato Slai-Cobas degli autoferrotranvieri. E Luca Giordano dell’Orsa rincara la dose: «I dipendenti sono scarsamente rappresentati. In questa crisi è necessario che si senta di più la loro voce». I lavoratori temono che dopo l’Eavbus anche le altre aziende possano essere travolte dalla crisi e, soprattutto, che questo stato di cose apra la strada alle privatizzazioni, con il conseguente pericolo di licenziamenti.

In Eavbus, pertaltro, quella di ieri è stata l’ennesima giornata di incertezze: sono state effettuate soltanto la metà delle corse previste (appena sei o sette nella penisola sorrentina) ed è proseguita la mancanza di gasolio: senza i rifornimenti è impossibile far ripartire il servizio e questo preoccupa il personale. Aggiunge Tripodi: «Leggiamo proclami e comunicati dai quali sembra che la soluzione sia ad un passo, ma la realtà è che la situazione resta molto difficile e noi non riusciamo più a garantire il servizio senza essere pagati».

La questione stipendi resta cruciale: in Eavbus sono fermi a settembre, mentre alla Circum si attende quello di ottobre. L’amministratore unico della Circumvesuviana, Gennaro Carbone, ha ribadito: «Contiamo di comunicare in questa settimana il giorno in cui i dipendenti riceveranno lo stipendio», ma il tempo che passa fa crescere il nervosismo. «In Eavbus ci sono molti dipendenti che hanno difficoltà a garantire una vita dignitosa alla propria famiglia», dice Tripodi. Ed anche alla Circum mutui e prestiti (quelli sì, puntuali) stanno erodendo i conti correnti.

E mentre i Verdi se la prendono con dirigenti e politici che, in pieno crac dei trasporti, viaggiano in auto blu, su internet proliferano i siti che propongono soluzioni alternative al treno e ai bus pubblici. Su «Quelli che aspettano la Circumvesuviana», una ditta privata di trasporti mette a disposizione degli utenti del gruppo i propri bus per collegare varie zone della provincia di Napoli: «Sfruttiamo i nuovi mezzi di comunicazione per organizzare un gruppo di persone che abbia la stessa esigenza di trasporto», dicono.


IL PARADOSSO

«Treno soppresso per la presenza di due macchinisti invece di uno». Sembra un paradosso, invece ieri è accaduto davvero. A denunciarlo è l’Orsa, il sindacato autonomo che evidenzia come in un momento in cui numerosi treni già vengono cancellati per scarsità del materiale rotabile e per mancanza del personale, un’altra parte di corse salta a causa della vertenza in atto tra personale e azienda sui turni di lavoro. In particolare, mentre macchinisti e capitreno protestano applicando la vecchia turnazione, la Circumvesuviana pretende l’utilizzo della nuova: capita, così, che con il vecchio turno un macchinista o un capotreno risulti presente e quindi potrebbe garantire la partenza di un treno, mentre per l’azienda, con la nuova turnazione, il lavoratore risulta di riposo e quindi non lo fa lavorare. E capita persino che sullo stesso treno ci siano contemporaneamente due macchinisti e che l’azienda decida, per questo, di sopprimere la corsa. «A causa dell’atteggiamento della direzione aziendale, che vuole imporre i nuovi turni, si stanno sopprimendo numerosi treni che potrebbero essere effettuati», spiegano quelli dell’Orsa. Ieri i due casi eclatanti: un macchinista era pronto a far partire il treno da Napoli per Baiano, seguendo il vecchio turno ma l’assistente coordinatore gli ha comunicato che, secondo i nuovi turni, era di riposo e non poteva lavorare. Su un altro treno, invece, diretto a Sarno, c’erano due macchinisti: troppa grazia, avranno pensato alla Circum. E così la corsa è stata cancellata. Risultato: i pendolari infuriati hanno occupato i binari.

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ULTIMO AGGIORNAMENTO SONDAGGIO CORRIERE DEL MEZZOGIORNO SULLA BONTA' DEL RITORNO AL BIGLIETTO MONOCORSA ALLE 19.20 DEL 27 NOVEMBRE 2012.

Biglietti monocorsa che affiancano il ticket Unico: è una buona idea?


Sì  63.4%

No 36.6%

Numero votanti: 1483






1 commento:

Anonimo ha detto...

Se applichereste i nuovi turni non ci sarebbero problemi, lavorate!