BREVI, FLASH, ANNUNCI.....

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14 novembre 2012

DALLA SIG.RA GABRIELLA, NOSTRA VIAGGIATRICE, RICEVO E PUBBLICO.

Carissimo signor Giovanni,
non si preoccupi per la "bufala" sui prodigi di Holland, altri siti hanno riportato la stessa notizia, tra cui "Repubblica" ed altre testate giornalistiche. Era facile cascarci!

Tra tante cose - e La ringrazio per questo blog utilissimo per noi viaggiatori - ho appena letto il commento del "pezzo di pane quotidiano" e mi sono vergognata. Sì, perché è la squallida conferma di quella mancanza di cultura del TPL che, purtroppo, in alcune persone è fin troppo radicata. Forse per abitudine, forse perché non ci si pensa, era così scontato prendere l'autobus o il treno, e poi chissenefrega se l'autobus scricchiola, si surriscalda, perde i pezzi, sta a porte aperte d'estate, o se il treno puzza da morire, ha i finestrini rotti, se ha dei guasti che lo fanno fermare in attesa di una sostituzione, o se su entrambi manca chi controlla il biglietto e quindi proliferano i portoghesi causando un danno economico. Finché si cammina va tutto bene, poi la situazione giunge al colmo e si grida "al lupo, al lupo!" quando ormai è troppo tardi.

Io sono stata in Toscana e lì ho visto un modo diverso e soprattutto condiviso d'intendere il TPL. Non c'è divisione tra i viaggiatori, se c'è un disservizio si sta uniti e non si piange sul latte versato. Di conseguenza, il costo dei biglietti è basso perché tutti pagano, c'è sempre chi controlla (e quindi la possibilità di pagargli lo stipendio!) e i mezzi sono in buone condizioni. Ma la società va bene perché c'è questa cultura, fatta di fiducia ed affidabilità che sono dei vasi comunicanti nel rapporto viaggiatori-aziende. 

Vedere che qui c'è chi guarda al paninaro che fa affari d'oro, e addirittura proporre come alternativa al TPL i taxi abusivi è indegno di un Paese civile, giacché per me la cultura del TPL è un parametro che valuta il grado di civiltà.
Il taxi abusivo si fa comunque pagare, almeno un euro per brevi tratte intracittadine (quindi il prezzo di un E1, grossomodo, che ti consente di fare un viaggio extraurbano), si viaggia stipati come sardine, letteralmente uno sull'altro, e questo sarebbe un servizio degno di un viaggiatore pagante, l'alternativa alla Vesuviana o all'Eav, e agli stessi taxi regolari (io prendo quelli se non posso salire su un treno affollato, ho dei problemi di salute che un'aria viziata e poco ossigenata accentuano) che vengono danneggiati nel loro lavoro autorizzato? Ma ci facesse il piacere davvero! Bella lezione di civiltà!

Qui abbiamo una situazione disastrosa, debiti su debiti, veicoli vecchi o danneggiati (anche per vandalismo, dato che spesso non c'è controllo, ovviamente!), stazioni che sono l'ombra di loro stesse, se impresenziate diventano anche pericolose, quale qualità potremmo mai pretendere in queste condizioni non lo so. So solo che ci vorrà tempo, volontà, investimenti seri (e se l'Eav e la Circum fossero rilevate, lo sarebbero come bad company e a quattro soldi, altro che investimenti...), ma soprattutto una cultura diversa nei riguardi di un servizio che deve, necessariamente, iniziare a poggiare su basi diverse sulle quali costruire un delicato equilibrio tra fiducia ed affidabilità.

Mi scusi per la lunga chiacchierata, e chiedo venia se l'ho annoiata o se ho detto cose poco chiare o inesatte.

Cordialmente,
Gabriella.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Finalmente qualcuno che ha capito il vero senso di tutte le proteste fatte fino ad ora! Dispiace a tutti cadere nella trappola del ricercatore di colpe ma la cosa che ora conta veramente è stringerci a spalla e far fronte comune per evitare che anche qui la lunga mano affondi le sue dita e ci porti ancora una volta alla schiavitù sociale!!!!

Anonimo ha detto...

Prova inserimento commento

Anonimo ha detto...

Comm parl bell Gabriell! Condivido tutto il suo ragionamento cara Signora. Ma ha tutta l'aria dicvenire da chi prende il treno ogni quindici giorni! Più rispetto verso l'utenza e poi possiamo pure cominciare a parlare...i lavoratori circum non possono arrogarsi il diritto del disordine sociale.

Antonio ha detto...

Se i treni sono scassati, ce ne sono pochi, perché non fare un orario di emergenza con orari di partenza certi? C'è qualche problema tecnico, organizzativo? Altrimenti si potrebbe pubblicare il nuovo orario sul sito della Circum, si di all'utenza che la disponibilità dei treni è ridotta , ma quel poco che c'è è certo. Perché far dannare le persone? Non sareste più credibili? Perché io non devo sapere la sera prima se parte il primo o il secondo treno? Perché un giorno viene soppresso il treno delle 6.45 da CMare e il giorno dopo invece c'è?

Anonimo ha detto...

Hai ragione, perchè non fanno un nuovo orario provvisorio ? Perchè così non possono rompere la cosiddetta "mazzarella" agli utenti. Uno si regolerebbe sul nuovo orario e vivrebbe meno caos...Assuntina e Gabriella in merito che dicono ? Buona giornata :-)

Anonimo ha detto...

Assuntina? Gabriella? Senti a me, ma esistono davvero queste signore? E se esistono quante volte al mese prendono la Circum? Se a me chiedi quante volte al giorno io posso risponderti....

Anonimo ha detto...

Mogli, mamme, figlie dei lavoratori Circumvesuviana? Vanno ben comprese. Fossimo ben compresi anche noi che paghiamo l'abbonamento e...NE FACCIAMO LE SPESE. Signore non scandalizzatevi troppo se qualcuno si lamenta EDUCATAMENTE!

Anonimo ha detto...

Antonio ormai e' chiaro ed e' stato gia' scritto su questo blog che la rabbia dei viaggiatori e' l'unica possibilita' che hanno i dipendenti circumvesuviana per tentare di non essere “annientati” come azienda di trasporti. Nello stesso tempo c'e' la vertenza sui turni dei guidatori e dei capitreno che e' passata in primo piano all'interno del "bidone" contenente tutta la questione tpl campana. E qui le dolenti note.
Infatti la mancata collaborazione da parte di macchinisti e capitreno nei confronti dell’azienda “matrigna” che tutto vuole e pare, poco o nulla vuole dare in cambio, sta provocando una serie di soppressioni che ha come conseguenza l’esasperazione dell’utenza ma anche degli stessi dipendenti che si servono dei mezzi sociali per recarsi in servizio.
La non collaborazione significa che il personale sta rifiutando le prestazioni straordinarie (non obbligatorie) nonché, sta “scartando” il materiale rotabile che non offre garanzie di sicurezza. Materiale che però è stato condotto fino a 15 giorni fa quando ancora non si erano rotte completamente le trattative. Insomma interrotto il do ut des, e cioè io ti do se tu mi dai, è naturale che si rompono i rapporti cessa la collaborazione e in tanti ci vanno di mezzo.

Anonimo ha detto...

Tutti rigorosamente anonomi stì commenti, è Giovà !!
Troppo comodo.....e mò cambia sta società...!!!
Grazie Sig Gabriella, spero solo che le vostre e le nostre pene abbiano una soluzione a breve termine !
Gaetano M.

Anonimo ha detto...

Ma perchè voi che ci lasciate a piedi avete un nome e cognome? L'altra volta un tuo collega macchinista (ne ricordo l'orecchino) che si sbracciava per dimostrare l'inefficienza di un ETR (di quelli nuovi...) quasi mi mandó a cagare. Portate rispetto all'utenza anche a chi vi critica EDUCATAMENTE su questo blog. Fai conto che mi chiamo pure io Giovanni...si si come il buon Navarone cui rifaccio i complimenti. Auguri e buon lavoro.

ANTONIO ha detto...

GaetanoM avrà scambiato Antonio per Anonimo! Rispetto a lui in altre occasioni ho messo anche il cognome. Che problema c'è ad esprimere il proprio parere motivandolo e firmandolo?