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13 dicembre 2011

DON COSCIOTTO E LA PROVA COSMOLOGICA DELL'ESISTENZA DELL'EAV


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VOCABOLARINO
(abbecedario semiserio a cura di DON COSCIOTTO)

EAV (prova cosmologica dell’esistenza dell’)

Prova cosmologica dell’esistenza/inesistenza di EAV (Ente Assoluto Vesuviano).
La prova descritta risale al tomismo che viene fatto discendere dal famoso Tommaso d’Aquino vissuto incongruamente senza che nessuno glielo chiedesse.
La prova si basa sulla distinzione fra contingente e necessario. Ovvero se qualcosa esiste, deve anche esistere un essere assolutamente necessario e poiché io esisto, allora deve esistere un essere assolutamente necessario.
Il primo limite di tale dimostrazione è l’utilizzo del principio di causa ovvero mentre per gli eventi contingenti esiste una catena di enti tra loro collegati, nel momento in cui ci si innalza oltre l’esperienza non si può pretendere di imporre un primo evento incausato di cui non è chiara la causa.
A tale ragionamento si può obiettare che l’EAV non è esperienza né ente tangibile ma esso stesso è causa ed effetto.
Il secondo limite del’argomento consiste nel suo fondarsi su una serie di forzature logiche che vanno oltre le umane possibilità e, quindi, nel suo inevitabile ricadere nella prova ontologica (vedi prova ontologica dell’esistenza di EAV). Infatti dopo aver affermato l’idea della necessità seguendo il suddetto ragionamento si arriva a sostenere che il necessario coincide con il perfettissimo e cioè di un res realissimum che non può fare a meno di esistere; come si trattasse di una coazione a ripetere. Tale dimostrazione in definitiva pretende di passare troppo allegramente dal piano delle idee al piano della realtà.  Ma “il gioco di prestigio con cui si sostituisce alla possibilità logica del concetto (che non è in contraddizione con se stesso) la possibilità trascendentale delle cose (dove al concetto corrisponde un oggetto), può ingannare e soddisfare soltanto gli inesperti” (Kant, Critica della ragion pura).
L’obiezione elementare a tale argomento è semplicemente che effettivamente è così e lo è per il semplice motivo che i nostri politici solo questo sanno fare: confondere la realtà con le apparenze, il contingente con il necessario, le idee con la realtà. Insomma sono degli ottimi prestigiatori.
In conclusione si conferma che l’ente in questione è una pura illusione e noi ne pagheremo le conseguenze.

Dicembre 2011