BREVI, FLASH, ANNUNCI.....

E' DECEDUTO IL COLLEGA ALFREDO CIARAMELLA.LE ESEQUIE OGGI POMERIGGIO ALLE 17.00. LA MESSA PRESSO LA CHIESA DELL'IMMACOLATA DI VIA LEOPARDI IN NAPOLI. ....

23 giugno 2013

DA ANTONIO MAZZELLA MACCHINISTA EAV (EX SEPSA) RICEVO E PUBBLICO

Ho letto con attenzione il post di una parte dei lavoratori EAV s.r.l. e seppure non riesco a darne una lettura trasparente, intravedo però alcune stranezze.
L’assemblea si è tenuta nella sede di un sindacato, alla presenza di rappresentanti dei quattro sindacati confederati(???), credo si alluda a CGIL-CISL-UIL ed UGL, quindi devo supporre che tali rappresentanti appoggino in toto il documento approvato.
Le proposte non portano nulla di nuovo a quanto già detto in tutti questi mesi, cose trite e ritrite, conteggiate e riconteggiate sia dal Commissario che dalla massima dirigenza EAV ed allo stato non si ha la certezza che,(anzi temo non servano a nulla) se fossero applicate tutte a piè pari, avremmo salvato la holding regionale ferro/gomma.
Detto ciò, il dubbio che mi assale è questo:
Il comunicato e la proposta sono di taglio provocatorio e quindi nascondono una vena ironica intrinseca oppure è una cosa seria da analizzare e valutare?
Nel primo caso sarei più sollevato perché vorrebbe dire che i lavoratori mascherano la propria coscienza di classe con scritti a tiratura ironica allo scopo di solleticare l’avversario…la controparte(almeno questa è la mia speranza…)e questo mi porta a pensare che anche i quattro confederati presenti abbiano lo stesso scopo(almeno spero….)e che il tono ironico sia la maschera di una forte ed oramai inevitabile unità delle masse dei lavoratori al fine di sconfiggere il vero nemico(il padrone direbbe qualcuno, in questo caso rappresentato dai poteri che ci governano a tutti i livelli, ma principalmente quelli regionali, statali ed europei, in quanto società pubbliche) attraverso il conflitto e non la concertazione, baratro in cui hanno spinto anche la classe dei lavoratori negli ultimi decenni. Ciò vorrebbe dire anche una presa di distanza netta e precisa da parte di queste sigle sindacali e dei loro iscritti, dalle politiche europee e più in generale, del capitale, che hanno letteralmente bruciato tutti gli spazi intorno alle persone, spazi di lavoro, tempo libero, servizi sociali e chi più ne ha, più ne metta, rendendo le nostre vite e non solo quelle lavorative, precarie ed instabili. Quindi siamo alla vigilia, mi auguro, di forti manifestazioni di piazza per la rivendicazione di diritti strappati alle nostre vite e dignità calpestate, un po’ come è successo in altri paesi anche per molto meno qualche volta(leggasi Turchia, Grecia, Cipro, Spagna, Portogallo, Brasile….). Eventi che in Italia, se non per qualche sciopero generale del sindacalismo di base, non abbiamo nemmeno sfiorato alla lontana. Se fosse ben venga….
Nel secondo caso mi preoccupo seriamente…..e non tanto per i punti del documento, il 4 piuttosto del 5 o del 9 o del 10….quello non mi interessa per niente!
Ma perché vorrebbe dire che la classe dei lavoratori tutta dell’EAV (diretti ed indiretti leggendo i toni dei commenti al post)nonostante siano nella merda, pare ci si divertano a sguazzarci dentro, continuando a girare intorno al problema senza affrontarlo e proponendo soluzioni bislacche che non risolvono l’enorme crisi che stiamo attraversando e dimenticando che al di fuori dell’EAV c’è tutto un mondo e che l’EAV stesso è solo un moscerino rispetto a quello che sta avvenendo nel mondo del lavoro più in generale.
E tutto quello che sta accadendo ai lavoratori dipendenti(quelli come noi, quelli che hanno la busta paga per capirci)è la diretta conseguenza delle politiche collaborazioniste o concertative tenute negli ultimi 30 anni almeno dal sindacato confederale et similia, insieme ai governi che si sono succeduti ed al padronato(Confindustria per citarne uno ma nel nostro caso si chiama ASSTRA, ma cambia poco)
Qualche elemento in più?
Allora senza che andiamo troppo lontano nel tempo(fondi pensione e smantellamento della previdenza pubblica, enti bilaterali, agenzie di lavoro precariato….)restiamo vicini nel tempo e chiediamo un pò in giro e nelle sedi opportune che ci venga spiegato il significato dell’ accordo del 28 giugno 2011,del c.d accordo sulla produttività,l’ultimissimo accordo sulla rappresentanza sindacale,per citarne solo alcuni o se vogliamo scendere nella nostra categoria,chiediamo del CCNL o come preferite chiamarlo appena sottoscritto oppure dello stato di crisi del TPL Campano accettato supinamente in un momento in cui la richiesta di mobilità era ed è maggiore.
Allora mi chiedo quale delle due chiavi di lettura sia valida e se la mia analisi sia giusta…..
Mi auguro solo che la coscienza vi raggiunga prima o poi, che iniziate a guardare con occhi senza fetta di prosciutto per capire le cause delle nostre condizioni attuali e quando dico nostre mi riferisco a tutto il mondo del lavoro ed il nemico dove si trova e chi è(e lo dico sia agli indiretti che hai diretti che spesso so peggio dei primi per presunzione)……..sapete c’è dell’altro oltre Via Cisterna dell’Olio, Porta Nolana e Piazzetta Cumana….solo l’unità di classe ed il riconoscimento di interessi comuni ci potranno portare verso un emancipazione di noi tutti e verso condizioni di vita migliori.

Antonio Mazzella

Macchinista EAV s.r.l. 
Sindacalista USB

2 commenti:

Francesco Gargiulo ha detto...

Frasi troppo politicizzate e ideologizzate quelle del Sig. Mazzella , che andavano in uso e bene negli anni 70 con il compagno Berlinguer, che non trovano più nella realtà sociale ed economica di oggi grande effetto se non di natura nostalgica. Nemmeno in Cina vanno più di moda. Il mondo di oggi è cambiato e con tutti gli errori commessi e che ancora si commettonoin progressi sono stati fatti e se un macchinista così come tutti gli altri autoferrotranvieri e dipendenti pubblici oggi hanno uno stipendio comunque certo e anche dignitoso, così come un domani la pensione, bisogna anche cercare di aiutare tanti altri fratelli che uno stipendio alla soglia dei 40 anni non lo hanno mai visto. E quanti ce ne stanno. Oggi la generazione dei tretenni-quarantenni è quella più colpita dalla crisi, si sono trovati in mezzo ad un tsumani economico-finanziario dalle dimensioni inimmaginabili, e il problema dell'Italia non è diverso dagli altri partner politici è aggravato però dall'enorme debito pubblico che gli altri Paesi non hanno. Debito pubblico che è stato causato anche dall'aver fatto tantissime assunzioni che non servivano in Amministrazioni Pubbliche, Enti parastatali aziende regionalizzate e minicipalizzate. Oggi noi paghiamo un costo in più per queste politiche di assistenzialismo fatte i cui costi li hanno sostenuti tutti ma i vantaggi sono andati a pochi. Allora è inutile recriminare bisogna entrare nello spirito cristiano, di ciò che predica il Papa Francesco: aprire le braccia ai poveri e oggi i nuovi poveri sono tantissimi, ci sono io con i miei 40 anni che non lavoro, ci sono famiglie di pensionati con il minimo di pensione sociale, ci sono migliaia di capi famiglia che con rispettive famiglie che hanno perduto il posto di lavoro. Allora c'è bisogno di una sfida grande, quella della solidarietà tutti devono spossessarsi di qualcosa per darlo a chi nulla tiene. La società degli egoismi primeggia sempre ma deve essere isolata. Voi lavoratori avete diritto a pretendere ciò che vi spetta ma avete anche il dovere di non far soffrire tanta altra gente che non ha nessun diritto se non quello di cercare di sbarcare il lunario magari lavorando a nero per 6 euro all'ora.Allora vorremmo che i lavoratori, il sindacato dicessero e scrivessero qualcosa anche su questi poveri diavoli quali i tantissimi che si trovanio senza pensi e se non fosse per la catena di solidarietà formata dalle varie Caritas presenti sul territorio, morirebbero di fame e di stenti.Allora come dice Papa Francesco apriamoci , affidiamoci e chiediamo la misericordia di Dio. Credenti e non credenti.

Anonimo ha detto...

Bella e coinvolgente risposta, molto di moda di questi tempi, la solidarietà ....tra morti di fame, vede sig.Gargiulo apprezzo molto la sua analisi, veritiera per altro, ma non si può sfuggire da essa senza analizzare i motivi oer cui vi siamo giunti, i termini che li chiama "ideologici" possiamo ridefinirli, dargli un altro nome, per esempio per interessi di classe possiamo metterci interessi comuni o borghesia la sostituiamo con poteri forti e sfruttamento del capitale con sfruttamento del datore di lavoro, ma c'è un fatto inevitabilmente presente, l'attacco che una parte di società sta portando ad un altra parte della società(non ho usato termini ideologici...)se lei pensa di sopravvivere a questo attacco con la carità di sua santità purtroppo non siamo d'accordo, cosi come non sono d'accordo sul rendere la solidarietà elemento fondante del nostro modello sociale, non lo deve essere nemmeno l'assitenzialismo, ma se proprio devo vivere in questo modello sociale in cui vengo sfruttato e quelli che lavorano a nero per 6 euro all'ora ancora peggio ma l'elenco potrebbe essere davvero lunghissimo, voglio quello che mi spetta per costituzione, per dignità di essere umano e per rendere la mia esistenza su questo pianeta, l'unica che ho, accettabile e mi batterò finché avro vita per questo e non certo con l'aiuto delle parole del papa, la nostra religione, come tante altre basano molto del loro pensiero sulla speranza ed un grande italiano disse, poco prima di morire tragicamente, che la speranza è una trappola, ebbene si è così! così come le voglio subito chiarire che berlinguer non è mai stato il mio modello, anzi gli recrimino tanti errori che oggi stiamo pagando come categoria di lavoratori dipendenti, forse tra i peggiori statisti del pci avuti in italia, se lo contestualizziamo nel momento storico che ha vissuto!
così come non credo che il mio essere macchinista debba essere considerata una fortuna per lo stipendio dignitoso, quella non è fortuna è un DIRITTO che spetta a tutti ed io mi batto quotidianamente affinché anche quelli della sua fascia sociale ci arrivino ma non certo con la carità cristiana e la solidarietà tra poveri, togliamo a chi ha troppo magari e spalmiamo il benessere in maniera diversa
saluti
Antonio Mazzella