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20 maggio 2012

L'OCCHIO VIGILE DEL NOSTRO INVIATO DALLA "CLIENTELA" GENNARO FIORENTINO



Dopo il mio sfogo di qualche giorno fa circa l’evasione dal pagamento del biglietto, ieri ho notato alla stazione di Libertà qualcosa di nuovo. I controllori erano circa una decina di varie compagnie di trasporto che hanno fatto un po’ più del solito. Lo dico con cognizione di causa perché in precedenti analoghe occasioni, erano sempre portatori di rassegnazione e stanchezza.
Il numero di questi controllori compresi in una sola squadra, era così elevato che alcuni hanno trovato modo di appartarsi per parlare serenamente dei ca… loro. Però complessivamente mi è sembrata un’azione un pochino più vigorosa. Un’altra particolarità.
C’era tra di loro un giovanotto che non recava alcun badge della società di provenienza. Aveva invece un sorta di collana alla quale era legato un pezzo di cuoi o simile, con una stella incisa a fuoco. Ho ipotizzato, ma chissà se sia così, potesse essere una sorta di un agente di PS. E’ chiaro che quando dico dopo il mio sfogo, è una battuta. Il fatto è solo seguente in cronologia ma di certo indipendente.
Secondo argomento.
E’ passato abbastanza inosservato tra gli utenti, la chiusura del servizio del numero verde come del resto quello che ricordi, del circumdrin. La faccenda invece a me ha fatto riflettere su due aspetti, per certi versi antitetici. Il primo è stato quello di correre con il pensiero ad un gruppo più o meno numeroso di ragazzi, che da un giorno all’altro sono stati anch’essi vittime di questa novella asusterity a tutti i costi. E me ne dispiace. Il fatto di avere i miei figli, come si dice, “sistemati”, non mi esime di trattare l’argomento della disoccupazione giovanile con sensibilità e comprensione.
Il secondo aspetto invece è quello più cinico e come tale, opposto che mi fa pensare che è stato meglio chiudere un servizio con un gradimento che ignoro, ma che certamente dava un servizio assolutamente banale. Chi lo creò non si dovette porre il problema che l’utente che lo avrebbe utilizzato, avrebbe posto quesiti un poco impegnativi dopo aver consultato l’orario murale, quello tascabile ed eventualmente il sito internet. Pertanto sentirsi dire “non lo so” dagli operatori, era stato motivo di grande scoramento. Infatti i più individuavano il call center come un’emanazione dell’azienda, ignorando che il servizio era in affidamento ad una compagnia che aveva fatto fare al personale non so quale corso di aggiornamento.
Terzo argomento (personale tra me e te)
Dopo un periodo in cui il mio PC è stato infetto dal virus della Guardia di Finanza, ho raccolto molte informazioni ed una magnifica cartolina a tema, tratta dalla mia collezione che ho inviato alla laureanda Chiara. Altro avrei fatto, disturbando un’enciclopedia vivente della tua azienda con l’intercessione di un amico. Però questo in un secondo momento, essendo il soggetto fuori Napoli. Però al mio nutrito messaggio, la signorina non mi ha dato neanche un cenno di riscontro per cui ho deciso di lasciar stare il continuo. Ciò solo per tua informazione ben consapevole che non era una tua parente e né tantomeno una tua amica. Pertanto non hai alcuna colpa del mio rammarico. Ma come si suole dire, “peggio per lei”.

Un caro saluto
G.F. 

In effetti devo dire che pure per me la neo dottoressa non si è comportata proprio bene ma non possiamo sapere, avrà avuto dei problemi e quindi nemmeno il tempo per una...replica. 
gioNA

3 commenti:

vincenzo201 ha detto...

Buonasera! Il misterioso controllore senza distintivo potrebbe essere un utente stanco di pagare per altri che non lo fanno? Speriamo di no, perché farsi giustizia da soli non è lecito. Si è parlato, negli ultimi giorni, di lotta ai furbi. Di una cosa, però, i vertici non parlano mai: rendere facile l'acquisto dei biglietti e fare in modo che possano sempre essere convalidati. Per acquistare qualsiasi bene o servizio, non ci sono gli ostacoli che si pongono al cittadino che deve prendere i mezzi pubblici: vedi chi vende il biglietto; controlla che stia aperto; convalida: no, non funziona; cerca il capotreno (su alcune linee non c'è). Fuori: controllo. Multa. O paghi o fai ricorso. Evdentemente chi ricorre, con queste circostanze, lo vince. Non è furbo, l'azienda gli ha impedito di fare il proprio dovere.

vincenzo201 ha detto...

Argomento 2: ho avuto a che fare poche volte col call center Eav, soprattutto per chiedere informazioni sul servizio automobilistico (le informazioni sul servizio ferroviario sono esaurientemente reperibili sui siti, costantemente aggiornati). Concordo con chi ha scritto il post. E' (era) un servizio avvilente.
Mi sono accorto che neanche era colpa degli operatori: prendevano le informazioni dal sito web dell'Eavbus, che è male aggiornato.

francesco ha detto...

All'utente Fiorentino voglio dire che non è necessario avere barriere all'ingresso oppure guardiani in ogni stazione affinchè i viaggiatori siano dotati di biglietto. Viaggiare con un valido titolo di viaggio è una questione di CULTURA. Usi un mezzo pubblico, paghi un prezzo sociale.
Ma da noi si sà... se non ci sono cani da guardia all'ingresso o controllori a bordo treno, è tutto lecito soprattutto sfruttare qualunque cosa sia GRATIS.
Che il servizio pubblico ultimamente faccia schifo, non c'è alcun dubbio, ma questo non giustifica la caparbietà delle persone ad EVADERE, tentato di giustificare quello che da noi è un VIZIO NATURALE.
Francesco